Capistrano, via libera al «super regolamento antimafia» sugli appalti pubblici
Il Comune introduce verifiche più stringenti sulle imprese, monitoraggio dei cantieri e strumenti digitali per l’analisi dei rischi nelle procedure di gara

CAPISTRANO Un regolamento comunale che punta a rafforzare gli strumenti di prevenzione e contrasto alle infiltrazioni della criminalità organizzata negli appalti pubblici, nella gestione dei servizi e nelle attività economiche considerate più esposte ai rischi mafiosi. È quanto approvato all’unanimità dal Consiglio comunale di Capistrano su proposta dell’amministrazione guidata dal sindaco Marco Martino. Il Comune esce proprio da uno scioglimento per infiltrazioni mafiose quando la sua guida era proprio dell’attuale sindaco rieletto a maggio scorso. Il provvedimento, definito dagli amministratori un vero e proprio «super regolamento antimafia», introduce una serie di misure che mirano ad aumentare i livelli di controllo e trasparenza nell’attività amministrativa, prevedendo verifiche più stringenti sulle imprese che operano con l’ente e un monitoraggio costante delle procedure di affidamento. Tra le principali novità figura l’utilizzo di strumenti informatici per l’analisi e la condivisione dei dati relativi alle aziende partecipanti ad appalti e gare pubbliche. L’obiettivo è individuare tempestivamente eventuali anomalie che potrebbero rappresentare indicatori di rischio, come fatturazioni sospette, frequenti passaggi di quote societarie, intestazioni fittizie o utilizzo anomalo di denaro contante. Particolare attenzione viene riservata al sistema delle white list prefettizie, con l’obbligo per le imprese operanti nei settori più sensibili di risultare iscritte negli elenchi antimafia o di aver avviato le procedure di rinnovo dell’iscrizione. Il regolamento introduce inoltre la possibilità di revocare affidamenti e rescindere contratti qualora emergano elementi incompatibili con la normativa antimafia. Uno dei capitoli più significativi riguarda il controllo degli appalti pubblici e dei subappalti. L’amministrazione intende infatti limitare il ricorso ai subaffidamenti alle sole imprese in possesso dei requisiti previsti dalle normative di prevenzione, rafforzando al tempo stesso la vigilanza sui cantieri e sulle attività eseguite per conto del Comune. Tra le misure previste figura anche l’obbligo per le aziende appaltatrici di comunicare i mezzi impiegati nei lavori. Tali veicoli potranno essere sottoposti a controlli mirati per verificare il rispetto delle norme sulla sicurezza, sulla revisione periodica e sulla regolarità dei rapporti di lavoro del personale impiegato. L’attenzione si concentra anche sulla gestione e valorizzazione dei beni confiscati alla criminalità organizzata. Il regolamento prevede la promozione di percorsi finalizzati al riutilizzo sociale e produttivo degli immobili e delle altre risorse sottratte alle mafie, favorendo il coinvolgimento di enti, associazioni e soggetti del terzo settore. Non manca poi il riferimento alla collaborazione istituzionale. Il testo approvato dal Consiglio comunale punta infatti a rafforzare il dialogo tra amministrazioni locali, Prefettura, forze dell’ordine, associazioni di categoria e organismi impegnati nella promozione della legalità, attraverso tavoli di coordinamento permanenti e strumenti di condivisione delle informazioni. Tra gli obiettivi indicati figura anche la creazione di uno Sportello della legalità e della giustizia, pensato come punto di riferimento per cittadini e imprese, nonché la promozione di buone pratiche amministrative in grado di rendere più efficace l’azione preventiva contro ogni tentativo di infiltrazione criminale. L’iniziativa si inserisce nel più ampio percorso avviato dalla Prefettura di Vibo Valentia per rafforzare le misure di prevenzione antimafia sul territorio provinciale. Un lavoro che ha trovato ulteriore impulso nei protocolli e negli accordi recentemente sottoscritti con numerosi Comuni vibonesi per consolidare gli strumenti di controllo e vigilanza. Soddisfatto il sindaco Marco Pio Martino, che considera il regolamento un punto di partenza e non un traguardo: «Non sarà l’ultima iniziativa che questa amministrazione adotterà – ha dichiarato -. Questo provvedimento rappresenta soltanto l’inizio di un percorso fondato sulla legalità, sulla trasparenza e sulla tutela delle istituzioni. Vogliamo costruire un modello stabile ed efficace che possa diventare un esempio positivo non solo a livello provinciale ma anche regionale».
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