Catanzaro, Pitaro lancia “Punto di svolta“ (e sé stesso…). E’ un “alert” per Pd, centrosinistra e Fiorita
Presentato in una convention molto affollata il movimento civico (ma già soggetto politico a tutti gli effetti). «Qui persone che vogliono rimboccarsi le maniche»

CATANZARO La frase fatta perfetta per l’occasione è “buona la prima”. O anche una partenza con il “botto”. Francesco Pitaro, già consigliere regionale, iscritto al Pd e uomo delle tante battaglie politico-civico-legali, scende in campo in vista delle elezioni comunali di Catanzaro lanciando in un bagno di folla il movimento civico “Punto di svolta”. Noto hotel del centro città zeppo come raramente si è visto, per questo “battesimo del fuoco” di un candidato sindaco “in pectore”, anche se Pitaro ancora mette, comprensibilmente, le mani avanti: ma intanto a partecipare alla prima uscita del movimento c’è tanta gente, molti di area centrosinistra tra Pd (soprattutto) ma anche ex M5s e sinistra, qualche volto di centrodestra e parecchia società civile, di quella che non si vede tanto nei consessi catanzaresi. In sintesi, lo “start” di questo movimento è un “alert” per tutta la politica cittadina ma ovviamente soprattutto per il Pd, per il centrosinistra e anche per il sindaco Nicola Fiorita, se si considera che uno dei “must di questo movimento – “Ripartire si può” – sembra in realtà sottintendere un giudizio quantomeno non positivo dell’attuale amministrazione comunale a trazione progressista. Abituato a pesare e misurare le parole, Pitaro ovviamente dribbla anche le domande più maliziose dei cronisti: ma il dato è che è in campo, pienamente e a pieno titolo.

Le linee del movimento
«Questo movimento – esordisce Francesco Pitaro – non nasce contro qualcuno, ma per intercettare l’esigenza di partecipazione che c’è in città. La manifestazione di oggi è una testimonianza evidente della voglia dei cittadini di essere protagonisti. Catanzaro, pur essendo capoluogo di Regione, lo è ormai solo sulla carta. Lo dico con rammarico: da tempo vive una fase di declino, ha perso autorevolezza, centralità politica e istituzionale e ha subito numerose mortificazioni negli ultimi anni di governo regionale Occhiuto. Penso alla facoltà di Medicina, un tempo esclusiva per tutta la Calabria e poi estesa ad altre città; penso all’Azienda ospedaliera “Dulbecco”, nata per essere uno dei principali presìdi del Mezzogiorno ma mai realmente decollata; penso al secondo pronto soccorso previsto da un protocollo d’intesa e ancora non realizzato dopo oltre tre anni; penso infine al Sant’Anna, centro di cardiologia d’eccellenza, chiuso con il trasferimento dei posti letto a Cosenza». Il tema del giorno è la localizzazione del nuovo ospedale di Catanzaro: «Credo – osserva Pitaro – che si stia cercando di spostare il dibattito su una questione che, allo stato attuale, appare più teorica che concreta, perché non ci sono le risorse necessarie e quindi si rischia di discutere di qualcosa che oggi non può essere realizzato. Catanzaro ha bisogno innanzitutto di una sanità che funzioni e che garantisca il diritto costituzionale alla salute. Sul nuovo ospedale decideranno il nostro tavolo programmatico e il Consiglio comunale, che ha le competenze in materia, e non certo il Politecnico di Milano come vorrebbe Occhiuto. Qualunque sarà la scelta, una cosa è certa: lo storico presidio Pugliese-Ciaccio dovrà essere mantenuto, valorizzato e potenziato, perché rappresenta un punto di riferimento della sanità catanzarese e calabrese. Lo afferma chi, dieci anni fa, fondò un movimento raccogliendo 20 mila firme, rivolgendosi al Tar e al Prefetto e contribuendo all’approvazione della delibera del 2016 a tutela del presidio».
I passaggi politici
Ovviamente, i passaggi più “politici” sollecitati dai giornalisti, ma Pitaro non cade nel “tranello”: «Io – afferma – sono iscritto al Pd, è evidente, e il nostro movimento civico guarda certamente al centrosinistra. Nelle prossime settimane avvieremo i tavoli programmatici per costruire il programma elettorale. È certo che il movimento sarà presente alle elezioni comunali». “Pitaro sarà il candidato sindaco?”, è la domanda secca: «Questo – risponde – lo decideremo dopo. Oggi intanto abbiamo lanciato il movimento è un’alternativa, ma manca ancora un anno al voto. Nonostante il caldo, questa sala era gremita di persone che vogliono rimboccarsi le maniche e lavorare per la città. Anch’io sono qui per questo: ho a cuore Catanzaro e credo che abbia bisogno di persone competenti, serie e di qualità, capaci di restituirle il ruolo di città capitale della Calabria». “E se il centrosinistra decidesse di appoggiare l’amministrazione uscente guidata da Nicola Fiorita?”, insistono i cronisti: «La domanda – conclude Pitaro – è bella, accattivante e golosa ma ritengo che sia una discussione prematura. Affrontiamo un passo alla volta. Grazie per la domanda…». (a. c.)
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