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L’INCHIESTA

Gasolio agricolo usato illecitamente, frode da oltre 8 milioni: 29 indagati nel Crotonese

Sequestro preventivo disposto dal gip di Crotone su disponibilità finanziarie, beni immobili e mobili. Coinvolti 25 soggetti economici tra aziende agricole e depositi di carburante

Pubblicato il: 23/06/2026 – 9:04
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Gasolio agricolo usato illecitamente, frode da oltre 8 milioni: 29 indagati nel Crotonese

CROTONE Una frode da oltre 8 milioni di euro costruita, secondo l’ipotesi investigativa, attorno all’utilizzo illecito di carburante agricolo a tassazione agevolata. È quanto emerso da un’articolata indagine coordinata dalla Procura della Repubblica di Crotone e condotta dalla Guardia di finanza di Catanzaro insieme all’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli – Direzione regionale Calabria.
Al termine degli accertamenti è stato eseguito un provvedimento del gip del Tribunale di Crotone con cui è stato disposto il sequestro preventivo, anche per equivalente, di disponibilità finanziarie, beni immobili e mobili per un valore complessivo di 8.139.265,34 euro. Il provvedimento riguarda beni riconducibili a 25 soggetti economici – tra cui aziende agricole e depositi di carburante – e 29 persone fisiche coinvolte, a vario titolo, nell’inchiesta.
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, al centro del sistema ci sarebbero due associazioni per delinquere con base nel Crotonese ma con estensioni in diverse province della Calabria, in Veneto e in Germania. L’ipotesi è che i gruppi fossero finalizzati alla sottrazione all’accertamento e al pagamento delle accise sui prodotti energetici e all’emissione di fatture per operazioni inesistenti.
Le indagini, condotte dal Nucleo di polizia economico-finanziaria di Catanzaro, sono partite da una preliminare analisi dell’Ufficio Antifrode regionale dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, che aveva rilevato anomalie nei consumi di carburante agevolato da parte di alcune aziende agricole.
Da qui gli approfondimenti, anche attraverso indagini tecniche, che avrebbero consentito di ricostruire un collaudato modus operandi. Le aziende, secondo l’accusa, avrebbero acquistato prodotto energetico con accisa e Iva agevolate presentando documentazione falsa all’Arcea, l’Agenzia della Regione Calabria per le erogazioni in agricoltura. Documentazione che avrebbe attestato il fittizio esercizio di attività agricole a grande consumo di carburante, in particolare le cosiddette “serre”.
Il carburante, però, secondo gli investigatori avrebbe avuto un’altra destinazione. Di fatto sarebbe stato commercializzato “in nero”, attraverso l’emissione di fatture per operazioni inesistenti, a soggetti che non avevano diritto all’agevolazione, tra cui autotrasportatori e imprese impegnate in attività di movimento terra. All’esito delle attività investigative, nei confronti dei 29 indagati sono stati notificati l’informazione di garanzia e l’avviso di conclusione delle indagini. I reati contestati, a vario titolo, sono associazione per delinquere, falsità ideologica commessa dal privato in atto pubblico, sottrazione all’accertamento o al pagamento dell’accisa sui prodotti energetici ed emissione di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti.
L’operazione ha consentito di contestare, secondo la ricostruzione della Guardia di finanza e dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, l’illecita commercializzazione di gasolio agricolo e l’evasione delle relative accise e dell’Iva dovute. Gli inquirenti precisano che i provvedimenti adottati nella fase investigativa non implicano alcuna responsabilità dei soggetti sottoposti a indagine. Per gli indagati vale la presunzione di innocenza fino a eventuale sentenza definitiva di condanna. (redazione@corrierecal.it)

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