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Cosenza calcio, il tempo corre e la città resta sospesa: cessione in stallo e progetto alternativo

Le possibilità di una ripresa delle trattative tra Rota e Guarascio appaiono ridotte. Cresce l’idea di una nuova squadra costruita dal titolo della DB Rossoblù Luzzi

Pubblicato il: 24/06/2026 – 11:29
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Cosenza calcio, il tempo corre e la città resta sospesa: cessione in stallo e progetto alternativo

COSENZA Nel calcio esistono trattative che si concludono, trattative che saltano e trattative che sembrano vivere in una dimensione parallela. Quella tra il gruppo imprenditoriale guidato da Vincenzo Rota e il presidente del Cosenza Calcio, Eugenio Guarascio, sembra appartenere a quest’ultima categoria: una storia fatta di comunicati, repliche, smentite, accuse reciproche e, soprattutto, di un protagonista silenzioso che continua a vincere su tutti. Il tempo.
Dopo la rottura che sembrava definitiva della scorsa settimana, provocata dalla presa di posizione dell’amministratore delegato del Salumificio San Vincenzo, qualcuno continua a lasciare aperto uno spiraglio. Una possibilità minima, quasi teorica, che le parti possano finalmente sedersi attorno a un tavolo e discutere seriamente della cessione del club rossoblù.
A mantenere accesa questa fiammella è stata soprattutto la dura replica dell’avvocato Giuseppe Carratelli alla ricostruzione fornita dai legali di Guarascio. Un documento lungo, dettagliato e per certi versi impietoso, che non chiude definitivamente la porta ma, anzi, rilancia.
Il messaggio è semplice: Vincenzo Rota non si tira indietro. Tuttavia, dopo settimane di indiscrezioni, dichiarazioni filtrate e mezze aperture, pretende ciò che in qualsiasi operazione commerciale dovrebbe rappresentare la normalità e non l’eccezione: chiarezza. In altre parole, meno dichiarazioni affidate ai media e più documenti sul tavolo.
La richiesta formulata è tanto diretta quanto significativa: se davvero il Cosenza è in vendita, si organizzi immediatamente un incontro, si mostrino tutti i conti, si illustrino le reali condizioni del club e si discuta concretamente dell’operazione. Una richiesta che appare perfino banale nella sua ragionevolezza. Eppure, osservando l’intera vicenda, sembra quasi rivoluzionaria.
Naturalmente, nel calcio tutto può ancora accadere. Esiste sempre la possibilità che, magari nel più rigoroso riserbo tanto caro al patron rossoblù, le parti tornino a confrontarsi e trovino finalmente un punto d’incontro. Tuttavia, la sensazione prevalente è che le possibilità di vedere il gruppo Rota alla guida del Cosenza siano oggi ridotte al minimo.
Non soltanto per le distanze emerse nelle ultime settimane, ma anche perché dalla ricostruzione fornita dalla controparte l’immagine che emerge della gestione della trattativa non appare particolarmente lusinghiera per l’attuale proprietà. Ma il problema più grande non è nemmeno questo. Il problema è che il calendario continua a scorrere senza attendere nessuno. Mentre si discute di lettere, repliche e comunicati, il mese di giugno sta per chiudersi e il Cosenza Calcio si ritrova ancora una volta immerso in una situazione di assoluta incertezza. Nessun allenatore ufficialmente in carica per la prossima stagione, un direttore sportivo la cui posizione resta da definire e una programmazione tecnica che, almeno dall’esterno, appare ancora tutta da costruire.
Antonio Buscè, arrivato a fine contratto, sembra destinato al Pescara e potrebbe portare con sé anche alcuni dei migliori elementi della rosa rossoblù. Domenico Roma resta in bilico. E il futuro tecnico del club continua a essere avvolto dalla nebbia. Certo, dalle parti di Lamezia Terme (quartier generale di Guarascio) potrebbero obiettare che non c’è alcun motivo di allarmarsi. Del resto, lo scorso anno il direttore sportivo Fabio Lupo venne annunciato soltanto l’11 luglio e pochi giorni dopo arrivò proprio Buscè. Evidentemente esiste una diversa concezione del tempo: quella comune e quella utilizzata dal Cosenza Calcio.
Nel frattempo, però, qualcosa è cambiato profondamente. I tifosi, infatti, hanno smesso da tempo di attendere. Dopo anni di contestazioni, delusioni e distanze sempre più profonde con la proprietà, una parte consistente della piazza rossoblù appare ormai orientata verso un progetto alternativo. L’idea resta quella di costruire una nuova realtà calcistica cittadina attraverso l’acquisizione del titolo sportivo della DB Rossoblù Luzzi, i cui dirigenti hanno già manifestato disponibilità ad avviare un confronto sul tema, per dare vita a una squadra che possa rappresentare nuovamente l’identità e il senso di appartenenza di una piazza storica come quella cosentina.
Se il progetto dovesse realmente prendere forma grazie all’intervento di imprenditori locali (al momento, in attesa di novità dal fronte Guarascio, senza Rota), il Cosenza si ritroverebbe davanti a un paradosso raro nel calcio italiano: una squadra professionistica iscritta (in attesa del via libera del Consiglio Federale della Figc) alla Serie C che gioca lontano dalla propria città, in uno stadio Ezio Scida di Crotone più vuoto del Marulla dello scorso anno, e una nuova realtà cittadina capace invece di intercettare entusiasmo, passione e partecipazione del campionato di Eccellenza. Un’immagine che avrebbe qualcosa di surreale. Ma, a ben vedere, non più surreale di una trattativa di cessione che da settimane procede a colpi di “riservatezza” e comunicati stampa senza che i veri protagonisti della storia riescano a guardarsi negli occhi davanti a un tavolo.
Nelle prossime ore potrebbero arrivare novità proprio sul fronte del progetto alternativo. Il tifo organizzato sarebbe infatti pronto a promuovere un incontro pubblico per valutare la reale fattibilità dell’iniziativa e comprendere se esistano basi economiche e organizzative sufficienti per trasformare un’idea in qualcosa di concreto. (redazione@corrierecal.it)

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