Skip to main content

Ultimo aggiornamento alle 16:14
Corriere della Calabria - Home

I nostri canali


Si legge in: 3 minuti
Cambia colore:
 

il meeting

Lamezia Terme modello nazionale per la terapia semintensiva in medicina interna

Al congresso di Bologna il reparto del “Giovanni Paolo II” è stato indicato come esperienza di riferimento. Mancuso ha presentato il modello organizzativo lametino

Pubblicato il: 24/06/2026 – 15:05
00:00
00:00
Ascolta la versione audio dell'articolo
Lamezia Terme modello nazionale per la terapia semintensiva in medicina interna

LAMEZIA TERME L’attenzione del recente meeting nazionale dedicato alla terapia semintensiva in medicina interna, svoltosi nei giorni scorsi a Bologna all’Ospedale Maggiore Universitario, si è concentrata in modo particolare sull’esperienza del Presidio Ospedaliero di Lamezia Terme. Il Dr. Gerardo Mancuso, riconosciuto a livello nazionale come uno dei maggiori esperti nella gestione della complessità clinica, è stato invitato a tenere una lettura magistrale sul tema “La Terapia Semintensiva medica tra DM70, status di accreditamento e real world”. Nel corso del suo intervento ha illustrato in modo approfondito il modello organizzativo e assistenziale del Centro di Terapia Subintensiva del Reparto di Medicina Interna del Presidio “Giovanni Paolo II” di Lamezia Terme, presentato come una delle strutture più avanzate del Paese per impostazione clinica, dotazioni tecnologiche e capacità di gestione dei pazienti complessi. L’esperienza lametina è stata valutata come un modello di riferimento nazionale, replicabile in altri contesti sanitari per efficacia, appropriatezza e capacità di risposta ai bisogni emergenti della Medicina Interna moderna. Questo riconoscimento conferma il ruolo dell’Ospedale di Lamezia Terme come realtà dotata di competenze cliniche e gestionali di primo piano nel panorama sanitario italiano. Il congresso, che ha riunito le principali Società Scientifiche italiane di Medicina Interna e di Medicina d’Emergenza, oltre a rappresentanti del mondo universitario, aveva l’obiettivo di approfondire le nuove strategie di gestione dei pazienti complessi nei reparti di Medicina Interna. Il tema centrale è stato quello dell’evoluzione dei modelli assistenziali, resa necessaria dall’aumento di pazienti caratterizzati da multimorbilità e politerapia, condizioni che richiedono un livello di monitoraggio e di intervento superiore rispetto a quello tradizionalmente garantito nei reparti internistici. Nel corso dei lavori è stato evidenziato come circa un quarto dei pazienti ricoverati nei reparti di Medicina Interna italiani presenti quadri clinici tali da richiedere cure intensive o semintensive. La limitata disponibilità di posti letto nelle Terapie Intensive rende indispensabile una riorganizzazione che preveda la creazione e il potenziamento delle aree di Subintensiva in Medicina Interna, capaci di assicurare un’assistenza avanzata, tempestiva e continuativa. In questo scenario, il modello presentato da Mancuso assume un valore particolare, poiché dimostra come una struttura internistica possa garantire livelli elevati di sicurezza, appropriatezza e qualità delle cure, contribuendo in modo significativo alla riduzione delle complicanze e al miglioramento degli esiti clinici. L’esperienza del presidio lametino, riconosciuta come una delle più evolute in Italia, rappresenta dunque un esempio concreto di come l’innovazione organizzativa e la competenza professionale possano tradursi in un miglioramento reale dell’assistenza ai pazienti più fragili e complessi.

Il Corriere della Calabria è anche su Whatsapp. Basta cliccare qui per iscriverti al canale ed essere sempre aggiornato

Argomenti
Categorie collegate

x

x