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Riforma della caccia, Mario Occhiuto si smarca: «no» al ddl

Via libera al Senato alla legge ribattezzata «sparatutto». Il voto contrario del senatore azzurro accende il dibattito sui social

Pubblicato il: 24/06/2026 – 21:49
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Riforma della caccia, Mario Occhiuto si smarca: «no» al ddl

ROMA Il Senato ha dato il primo via libera alla contestata riforma della legge sulla caccia, ribattezzata «sparatutto» con 80 voti favorevoli, 56 contrari e due astenuti. Il disegno di legge, promosso dalla maggioranza e sostenuto dal ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida, approda ora alla Camera per il prosieguo dell’iter parlamentare.
Il provvedimento, che modifica dopo 34 anni la legge 157 del 1992 sulla tutela della fauna selvatica e sull’attività venatoria, continua a dividere il mondo politico e l’opinione pubblica.
Ambientalisti e associazioni animaliste parlano di un pericoloso arretramento nelle tutele della biodiversità, mentre le associazioni venatorie rivendicano la necessità di aggiornare una normativa considerata ormai datata.
Non è passato inosservato il voto contrario del senatore di Forza Italia Mario Occhiuto , che ha scelto di esprimersi contro il disegno di legge, distinguendosi rispetto alla linea prevalente della maggioranza. Una decisione che non è passata inosservata e che ha immediatamente acceso il dibattito sui social network.
Numerosi cittadini e associazioni animaliste hanno espresso apprezzamento per la posizione assunta dal parlamentare azzurro, considerata un segnale di sensibilità verso i temi della tutela degli animali e della biodiversità. Sui social sono comparsi messaggi di sostegno e ringraziamento, con commentatori che hanno definito il voto di Occhiuto un gesto di coerenza e coraggio politico.
Il dissenso interno alla maggioranza non rappresenta un caso isolato. Anche esponenti del centrodestra hanno manifestato perplessità sul provvedimento. Tra questi Michela Vittoria Brambilla, da sempre impegnata sul fronte animalista, e la deputata di Forza Italia Rita Dalla Chiesa, tra le firmatarie di un appello bipartisan che chiede di fermare una riforma ritenuta potenzialmente dannosa per la biodiversità e la sicurezza dei cittadini.
Ora la partita si sposta alla Camera dei Deputati, dove il testo si annuncia destinato a un nuovo e acceso confronto politico.

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