Violenza sul Tirreno Cosentino, due aggressioni e un morto in due mesi
Dopo la morte di Antonio Perrotta, esplode la protesta dei cittadini. Il sindaco di Sangineto condanna gli episodi, ma la comunità chiede interventi urgenti
COSENZA Due aggressioni, una mortale in meno di due mesi. È il bilancio drammatico di un’estate segnata da gravi episodi di violenza verificatisi sul Tirreno Cosentino. Lo scorso 3 luglio, a Cosenza, i carabinieri della Compagnia di Scalea avevano dato esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip del Tribunale di Paola su richiesta della locale Procura della Repubblica, nei confronti di un 30enne cosentino, gravemente indiziato dei reati di “tentato omicidio aggravato dai motivi abietti o futili”, “lesioni aggravate” e “porto di armi od oggetti atti ad offendere”. Il giovane è ritenuto responsabile di quanto accaduto alle 04.00 del 28 giugno quando una sparatoria si era verificata in un locale notturno. La vittima dell’agguato era stata raggiunta da alcuni colpi d’arma da fuoco alla coscia sinistra e al piede destro, mentre un 21enne era stato colpito da frammenti di ogiva al braccio e avambraccio sinistro. A distanza di alcune settimane, nella notte tra l’8 e il 9 agosto, sempre a Sangineto, il 34enne Antonio Perrotta è deceduto in ospedale a Cosenza dove era giunto in condizioni disperate a causa di una violenta aggressione che gli ha procurato una commozione cerebrale. La vittima, un addetto alla sicurezza di un locale, è stata aggredita brutalmente forse con l’utilizzo di un bastone. Sul caso indagano carabinieri e polizia coordinati dalla Procura di Paola.
Sui fatti di cronaca è intervenuto il sindaco di Sangineto, Michele Guardia, che condanna gli episodi violenti e invita la comunità ad interrogarsi su quanto accaduto. Immediati i commenti al post pubblicato dal primo cittadino sul proprio profilo Facebook. C’è chi invita a richiedere maggiori controlli, chi chiede la chiusura dei locali che animano la movida sul Tirreno Cosentino e chi invita il sindaco ad emanare ordinanze contingibili e urgenti, volte alla tutela della sicurezza urbana della comunità. La sensazione è che non si possa e non si debba ridurre i due episodi al solo fenomeno della cosiddetta movida violenta. Non si tratta di semplici eccessi giovanili o risse organizzate nel fine settimana. Il problema nasconde nodi decisamente più ampi, molti dei quali riconducono al tema della sicurezza. (f.benincasa@corrierecal.it)
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