«Oltre il commissariamento: la Calabria alla prova della responsabilità»
L’intervento di Candida Tucci (Confapi)

LAMEZIA TERME «La decisione della Corte dei Conti di richiedere ulteriori verifiche sul percorso di uscita della sanità calabrese dal commissariamento ha inevitabilmente riacceso il confronto politico. È comprensibile. Dopo oltre quindici anni di gestione straordinaria, il tema assume un valore che va ben oltre gli aspetti amministrativi. Tuttavia, credo che la discussione debba essere riportata sul terreno che realmente interessa ai cittadini: quello della capacità della Calabria di governare il proprio sistema sanitario». Lo afferma Candida Tucci, presidente regionale di Filiera Salute di Confapi. «Il commissariamento – prosegue Tucci – non è mai stato un fine, ma uno strumento. Uno strumento eccezionale introdotto per affrontare una situazione altrettanto eccezionale, caratterizzata da squilibri finanziari, difficoltà organizzative e criticità nell’erogazione dei servizi. Per questa ragione, la sua conclusione non può essere interpretata come una vittoria politica né come una sconfitta di qualcuno. Deve rappresentare, piuttosto, la certificazione di una ritrovata capacità istituzionale. Negli ultimi anni il sistema sanitario calabrese ha certamente compiuto passi avanti che sarebbe ingiusto non riconoscere. La progressiva regolarizzazione dei bilanci, il rafforzamento degli strumenti di governance, l’avvio degli investimenti previsti dal PNRR, il miglioramento di alcuni indicatori dei Livelli Essenziali di Assistenza e il recupero di una maggiore capacità programmatoria rappresentano elementi concreti che hanno contribuito a modificare il quadro rispetto al passato. Allo stesso tempo, gli organismi di controllo richiamano l’attenzione su questioni che non possono essere sottovalutate. La sostenibilità economica del sistema, il consolidamento definitivo dei LEA, la stabilità organizzativa delle aziende sanitarie e ospedaliere, la piena attuazione della medicina territoriale prevista dal DM 77 e il completamento del programma di edilizia sanitaria restano sfide aperte. È proprio questo il punto che merita di essere approfondito. La sanità – osserva Candida Tucci – non si misura soltanto attraverso gli adempimenti amministrativi. Si misura nella capacità di garantire continuità delle cure, accessibilità dei servizi, riduzione delle liste d’attesa, appropriatezza delle prestazioni, qualità dell’assistenza e fiducia dei cittadini nelle istituzioni sanitarie. Per questo motivo, la richiesta di ulteriori approfondimenti da parte della Corte dei Conti dovrebbe essere considerata come un passaggio di garanzia e non come un ostacolo politico. Quando si conclude una gestione straordinaria durata oltre un decennio, è naturale che gli organismi di controllo pretendano verifiche rigorose e documentate. La vera domanda, infatti, non è se il commissariamento termini oggi o tra qualche mese. La vera domanda è se la Calabria abbia costruito le condizioni per evitare di tornare indietro. L’uscita dal commissariamento rappresenta una straordinaria opportunità di maturazione istituzionale. Significa restituire pienamente alla Regione la responsabilità delle scelte, ma significa anche assumersi l’onere di garantire risultati misurabili e duraturi nel tempo. Dopo anni di gestione emergenziale, la Calabria ha bisogno soprattutto di normalità. Una normalità fatta di programmazione, monitoraggio, trasparenza e capacità di valutare le politiche pubbliche sulla base degli esiti e non delle appartenenze. In questa prospettiva, il dibattito dovrebbe concentrarsi meno sulle contrapposizioni politiche e più sulla costruzione di una visione condivisa del sistema sanitario regionale per il prossimo decennio. Perché il successo non sarà certificato da una delibera o da un decreto. Sarà certificato dalla capacità della sanità calabrese di garantire ai cittadini servizi migliori, tempi più rapidi, cure più vicine ai territori e una gestione stabile nel tempo. La fine del commissariamento, quando arriverà, non sarà il punto di arrivo. Sarà l’inizio di una nuova responsabilità».
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