Skip to main content

Ultimo aggiornamento alle 14:34
Corriere della Calabria - Home

I nostri canali


Si legge in: 6 minuti
Cambia colore:
 

la conferenza stampa

Reggio Calabria, “tolleranza zero” sul decoro – VIDEO

Operazione “Piazza Pulita” con 65 operatori e 30 mezzi, obiettivo città senza rifiuti in 15-20 giorni, ma restano nodi su gestione e organizzazione del servizio

Pubblicato il: 25/06/2026 – 13:32
di Paola Suraci
00:00
00:00
Ascolta la versione audio dell'articolo
Reggio Calabria, “tolleranza zero” sul decoro – VIDEO

REGGIO CALABRIA Sono le cinque passate di mattina quando Francesco Cannizzaro sceglie i social per consegnare ai reggini il suo primo atto simbolico da sindaco. Piazza del Popolo, operatori di Ecologia Oggi schierati, polizia locale in assetto. Il video è girato sul posto, la regia è quella del politico consumato che sa come parlare alla pancia della città. «Buongiorno Reggio», esordisce, e lancia l'”Operazione Piazza Pulita“: un piano per aggredire discariche grandi e piccole su tutto il territorio, a partire dalla periferia, con un nucleo ecologico di 25 agenti in borghese, auto civetta, operatività continua. «Da questo momento tolleranza zero», scandisce con tono da generale sul campo.
Il messaggio è calibrato, la mossa comunicativa riuscita. Nessuno, in questa città, può ragionevolmente contestare che si puliscano le strade.
Poche ore dopo, nel salone dei Lampadari di Palazzo San Giorgio, nella sua prima conferenza stampa “con fascia tricolore” Cannizzaro davanti alle telecamere spiega il piano. In platea, oltre alla stampa, i neo eletti consiglieri comunali e i presidenti delle circoscrizioni. Insieme a Cannizzaro, la presidente di Ecologia Oggi Rita Scalise, il direttore operativo dell’appalto Francesco Grandi, il comandante della polizia locale Salvatore Zucco e il comandante della polizia metropolitana Francesco Macheda.

Ripulire Reggio come priorità

L’obiettivo è condivisibile, la mossa comunicativa centrata. Ripulire Reggio è una priorità che nessun cittadino può ragionevolmente contestare. Resta però un dato di contesto che vale la pena non perdere di vista: Cannizzaro è stato proclamato sindaco il 4 giugno scorso e la giunta non è ancora stata nominata. Il consiglio comunale si insedierà solo il 6 luglio all’Arena dello Stretto. Il sindaco precisa che l’operazione non è nata in solitudine: l’ha condivisa con i consiglieri che nella sua visione saranno «il riferimento principale del cittadino», antenne sul territorio capaci di segnalare e sollecitare interventi rapidi. Una visione di amministrazione partecipata e diffusa, che però attende ancora di prendere forma compiuta con una giunta operativa e un consiglio insediato.

L’operazione

In conferenza stampa Cannizzaro non risparmia le parole forti. «Le condizioni in cui versa la città sono veramente drammatiche — dice — partendo dalle periferie arrivando al centro storico. Ho visto delle immagini che non pensavo mai di vedere nella nostra città. Roba da terzo mondo. Mi sono anche vergognato, perché credo che non sia giusto». E annuncia l’obiettivo: «Puliremo tutta la città in 15, massimo 20 giorni».
Sul piano operativo, i numeri sono consistenti: 30 mezzi di Ecologia Oggi, 15 della polizia locale, un nucleo ecologico di 25 agenti in borghese con auto civetta — a cui si aggiungeranno 40 guardie ambientali, per un totale di 65 sentinelle sul territorio, attive h24. Le sanzioni per chi sporca vengono triplicate: si passa da 50 a 150 euro, con la prospettiva, per gli esercenti recidivi, della chiusura temporanea del locale. «Quando dico tolleranza zero non è assolutamente uno slogan — scandisce il sindaco — io ci tengo che questo messaggio sia chiaro».

Il conferimento in discarica raddoppiato per l’emergenza

Un risultato già ottenuto riguarda la capacità di conferimento in discarica: raddoppiata, per questa emergenza, in meno di 24 ore, da 750 a 1500 tonnellate, grazie a un’interlocuzione rapida con la Regione. «Senza questo — ammette Cannizzaro — avremmo potuto anche pulire la città, ma non avremmo saputo dove portare i rifiuti». Il direttore operativo Francesco Grandi conferma: «Nell’arco di nemmeno 24 ore siamo riusciti a ottenere il raddoppio delle quote di conferimento». Una buona notizia, certo. Ma anche una domanda implicita per Ecologia Oggi: perché non era stato fatto prima, nei due anni precedenti?
Si aggiunge un altro capitolo al libro del degrado urbano reggino: oltre ai rifiuti, le strade sono invase dalle erbacce. «Anche qui si sta lavorando a un piano di sfalcio — annuncia — perché le erbacce creano incuria e degrado. La situazione è veramente drammatica». Il comandante Zucco, che ha ricevuto la proposta dal sindaco solo tre giorni fa, abbraccia la sfida: «A me piacciono molto le sfide» dice, e conferma i 25 agenti dedicati esclusivamente al controllo ambientale. Ma lancia anche un avvertimento che va oltre il decoro urbano: «dietro alcuni abbandoni sistematici potrebbe nascondersi attività organizzata di smaltimento illecito». Un dettaglio non secondario in una città come Reggio, dove certi traffici hanno radici profonde.

Il socio scomodo dell’alba

C’è però una questione che il filmato mattutino porta con sé senza nominarla. Ecologia Oggi — la società inquadrata accanto al sindaco alle cinque di mattina, con i suoi operatori in tenuta operativa — è la stessa azienda che negli ultimi mesi ha fatto discutere, e non poco, per la qualità del servizio reso alla città. La presidente Rita Scalise, durante la conferenza stampa, rivendica due anni di impegno e si dice «orgogliosa dell’immagine che si è data stamattina, un’immagine che non si dà ogni giorno in Italia». Poi si rivolge alla stampa con una frase che vale la pena riportare: «Non è notizia pubblicare la parola abbandono, è notizia dire che quell’abbandono non ci dovrebbe essere». Un invito — nemmeno troppo velato — a un giornalismo di accompagnamento piuttosto che di controllo. Peccato che i numeri raccontino una storia diversa da quella dell’orgoglio.

I dati

I dati parlano chiaro: nei due anni di gestione di Ecologia Oggi, sotto la vecchia amministrazione Falcomatà, la raccolta differenziata è crollata dal 42% al 32%, con quartieri interi rimasti per settimane senza raccolta e microdiscariche proliferate ovunque. La grande scommessa tecnologica dei cassonetti ingegnerizzati — quattro milioni di euro di fondi europei — si è rivelata un fiasco: a distanza di quattro anni ne è stato installato meno del 40%, il resto giace in un deposito privato. A questo si aggiunge lo stato di agitazione dei lavoratori, con il nodo del piano ferie estivo ancora irrisolto e il rischio concreto di ulteriori rallentamenti proprio nella stagione di maggiore pressione. Cannizzaro ne è consapevole e annuncia che si lavorerà a un nuovo piano di raccolta, «rivoluzionario» nelle sue parole, che punti finalmente a ribaltare la rotta. Dentro quel piano c’è anche una mappatura degli evasori della Tari: «Andremo a individuare quella platea — forse media, non minima — che non paga i tributi e faremo capire loro, in maniera intelligente e senza essere aggressivi, come e perché pagare». L’obiettivo finale è gradualmente abbassare la tariffa, tra le più alte d’Italia, allargando la platea dei contribuenti. «Non posso parlare di abbassamento della tariffa in questo stato emergenziale — dice il sindaco — prima diamo un servizio efficiente, poi pretenderemo il pagamento. E quando si entra a regime, le cose funzionano». Una visione chiara, ma che dovrà essere condivisa con gli assessori , anche quello all’Ambiente. (redazione@corrierecal.it)

Il Corriere della Calabria è anche su WhatsApp. Basta cliccare qui per iscriverti al canale ed essere sempre aggiornato

Argomenti
Categorie collegate

x

x