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Scuola, il Tribunale boccia il precariato strutturale. Flc Cgil Cosenza: «Sistema basato sull’emergenza»

Le recenti sentenze dei giudici del lavoro confermano l’illegittimità dell’utilizzo reiterato dei contratti a termine per esigenze stabili e durature. Il sindacato rilancia la battaglia

Pubblicato il: 25/06/2026 – 17:20
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Scuola, il Tribunale boccia il precariato strutturale. Flc Cgil Cosenza: «Sistema basato sull’emergenza»

COSENZA Le sentenze favorevoli ottenute nei mesi di maggio e giugno 2026 presso diversi Tribunali del Lavoro rappresentano il frutto dell’attività vertenziale della Flc Cgil e dell’Ufficio Legale della Flc Cgil Cosenza e confermano un orientamento giurisprudenziale sempre più consolidato: il precariato non può essere utilizzato come modalità ordinaria di organizzazione del lavoro nella scuola pubblica. Le decisioni ottenute nelle vertenze promosse dalla Flc Cgil di Cosenza riaffermano un principio fondamentale del diritto del lavoro nazionale ed europeo: il ricorso reiterato ai contratti a tempo determinato per soddisfare esigenze stabili e permanenti dell’amministrazione costituisce una forma di abuso che deve essere adeguatamente sanzionata». È quanto riporta una nota Flc Cgil di Cosenza.
«I giudici del lavoro – prosegue il sindacato – hanno ribadito che il sistema scolastico non può fondarsi su una precarietà indefinita e che l’utilizzo sistematico di rapporti a termine per coprire fabbisogni ordinari e durevoli si pone in contrasto con la Direttiva 1999/70/CE, con l’Accordo Quadro europeo sul lavoro a tempo determinato e con i principi elaborati dalla Corte di Giustizia dell’Unione Europea.
Con una recentissima sentenza il Tribunale del Lavoro del capoluogo bruzio ha richiamato i principi delle plurime pronunce della Suprema Corte di Cassazione così stigmatizzando  la strutturalità del precariato nel lavoro della comunità scolastica: nel regime del lavoro pubblico contrattualizzato in caso di abuso del ricorso al contratto di lavoro a tempo determinato da parte di una pubblica amministrazione il dipendente subisce  una illegittima precarizzazione del rapporto di impiego ed ha diritto al risarcimento del danno; il rimedio risarcitorio deve essere riconosciuto  a favore di chi sia stato utilizzato con modalità abusive, secondo le regole proprie di ciascun sistema finalizzate ad evitare il mantenimento di una condizione di precarizzazione sussistente attraverso il rinnovo di rapporti a termine per esigenze durature. Il Ministero, infatti, abusando dei contratti a termine senza prevedere procedure di stabilizzazione, ha impedito il funzionamento complessivo del sistema, radicalizzando i particolari tratti di precarizzazione di esso che sono a tutti noti e stranoti».

Una questione che riguarda tutta la scuola

Dietro ogni ricorso accolto, evidenzia la Flc Cgil – si cela una vicenda collettiva: migliaia di docenti e lavoratori ATA garantiscono da anni il funzionamento delle scuole italiane attraverso contratti a termine che, troppo spesso, si protraggono ben oltre i limiti consentiti dall’ordinamento. La continuità didattica, la qualità del servizio scolastico e la dignità professionale dei lavoratori sono le prime vittime di questo sistema. «Queste decisioni confermano la validità della vertenzialità come strumento di tutela dei diritti», dichiara Francesco Piro, segretario della Flc Cgil Cosenza. «L’azione giudiziaria non sostituisce l’iniziativa sindacale: la rafforza. E contribuisce a far emergere le contraddizioni di un sistema che continua a fare affidamento sul lavoro precario per garantire il funzionamento ordinario della scuola pubblica».

La campagna continua

«I risultati ottenuti in tribunale – spiega il sindacato – alimentano e rafforzano la campagna nazionale della Flc Cgil per la stabilizzazione del personale scolastico. Una campagna che chiede investimenti strutturali, programmazione seria degli organici, procedure di reclutamento regolari e il superamento definitivo di ogni forma di precarietà. La Flc Cgil Cosenza annuncia che continuerà a promuovere e sostenere ogni azione necessaria – nelle aule di giustizia e nell’iniziativa sindacale – per affermare il diritto alla stabilità del lavoro e per contrastare ogni abuso nell’utilizzo dei contratti a termine nella scuola italiana».

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