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Carcere di Arghillà, agente della Polizia Penitenziaria aggredito da un detenuto

L’agente ha riportato lesioni al volto, alla schiena e a un piede, tanto da avere difficoltà nella deambulazione

Pubblicato il: 26/06/2026 – 14:56
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Carcere di Arghillà, agente della Polizia Penitenziaria aggredito da un detenuto

REGGIO CALABRIA Ieri, nel carcere di Arghillà, un appartenente alla Polizia Penitenziaria è stato malmenato da un detenuto. L’agente ha riportato lesioni al volto, alla schiena e a un piede, tanto da avere difficoltà nella deambulazione. È quanto denuncia Franco Denisi, segretario provinciale del Sappe.
«Ciò che rende ancora più grave l’accaduto è che lo stesso detenuto – affermano Giovanni Battista Durante, segretario generale aggiunto del Sappe e Francesco Ciccone, segretario nazionale – solo pochi giorni fa, si era già reso protagonista di un’altra aggressione ai danni di un appartenente alla Polizia Penitenziaria. Nonostante la gravità dei fatti e la necessità di procedere con il suo immediato trasferimento in un altro istituto, il detenuto è rimasto inspiegabilmente ristretto presso il carcere di Arghillà, con le conseguenze che oggi siamo costretti a narrare.
Non possiamo più accettare che il personale di Polizia Penitenziaria continui a pagare sulla propria pelle ritardi, inefficienze e scelte amministrative che mettono quotidianamente a rischio l’incolumità degli operatori.
Il sistema penitenziario è ormai al collasso. Il personale opera in condizioni sempre più difficili, con organici insufficienti, un numero crescente di detenuti violenti e strumenti inadeguati a garantire sicurezza e ordine all’interno degli istituti.
L’attuale organizzazione dell’istituto, improntata al regime aperto e alla sorveglianza dinamica, trova disciplina nella Circolare del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria n. 3693/6143 del 18 luglio 2022, recante la riorganizzazione del circuito della media sicurezza. Tuttavia, riteniamo che tale modello organizzativo debba essere applicato esclusivamente in presenza di condizioni che garantiscano l’effettiva sicurezza del personale e dell’istituto. Le continue aggressioni registrate ad Arghillà dimostrano, invece, che tali presupposti sono venuti meno.
Per tali ragioni chiediamo all’Amministrazione Penitenziaria di revocare il regime aperto presso la Casa Circondariale di Arghillà, sospendendo l’applicazione della sorveglianza dinamica, fino al ripristino di adeguate condizioni di sicurezza, nonché di dare piena attuazione ai provvedimenti di trasferimento dei detenuti che si rendono responsabili di reiterati episodi di violenza nei confronti del personale.
Chiediamo inoltre il rafforzamento degli organici, il pieno sostegno agli operatori e l’adozione di misure concrete ed efficaci per garantire la sicurezza degli istituti penitenziari».

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