Il Vaticano archivia la guerra giusta e affonda l’Ue
La dura presa di posizione contro l’Unione Europea

Il Concistoro convocato da Papa Leone nei giorni scorsi, ha riservato non poche sorprese. Quella più eclatante è stata la dura presa di posizione contro l’Unione Europea accusata esplicitamente di applicare “doppi standard” geopolitici ed economici nella gestione dei conflitti globali. Per molti osservatori, tale presa di posizione, segna una netta rottura diplomatica perché mette sotto accusa la totale incoerenza morale di Bruxelles e della sua politica estera comunitaria.
La critica più esplicita, in tal senso, è arrivata dal cardinale Víctor Manuel Fernández, prefetto del Dicastero per la Dottrina della Fede. Durante una conferenza a porte chiuse sui temi della pace e della dottrina della “guerra giusta”, Fernández ha denunciato come i governi europei utilizzino il diritto internazionale in base alla convenienza politica. L’atto d’accusa si sviluppa su alcuni punti cardine: innanzitutto il Prefetto ha stigmatizzato la rapidità nel sanzionare la Russia per l’invasione dell’Ucraina, a fronte del continuo supporto militare e finanziario garantito ad altri alleati; se un Paese è considerato un partner strategico, la violazione delle libertà fondamentali viene tollerata o ignorata da Bruxelles. Fernández ha poi dichiarato che “la distruzione di intere città non può essere considerata un’azione difensiva proporzionata”, riferendosi apertamente a quanto sta accadendo a Gaza e nel Libano meridionale. L’altissimo numero di bambini uccisi e di case bombardate esclude la possibilità di parlare di semplice “autodifesa”. Tale atto di accusa, evidenzia una chiara sottomissione dei diritti fondamentali dei popoli e delle persone a favore delle logiche economico-finanziarie.
L’intervento di Fernández è stato pienamente condiviso da Papa Leone XIV, il quale ha esortato la comunità internazionale a superare il concetto teologico di “guerra giusta”. Secondo la Santa Sede, questo principio storico viene oggi strumentalizzato per giustificare i conflitti anziché per fermarli. Il Pontefice ha inoltre criticato i piani di riarmo del blocco occidentale, invitando i leader a risolvere le controversie “da esseri umani e non da bestie dotate di armi tecnologiche”.
La durissima presa di posizione della Santa Sede ha generato, com’era prevedibile, immediate reazioni internazionali: le istituzioni di Bruxelles, per il momento, hanno cercato di minimizzare la portata delle critiche per evitare, secondo gli osservatori, un’escalation diplomatica; il vicepresidente americano JD Vance ha replicato duramente, invece, alle riserve sollevate dal Papa sui raid in Medio Oriente, invitando il Pontefice a “stare attento quando parla di religione”. Quasi una minaccia in tipico stile da film western. D’altronde, Vance non è nuovo a questo tipo di “sparate” americane. Ulteriore dimostrazione che siamo giunti all’era del “cattolicesimo fai da te”, dove un senatore dell’Ohio, convertito da pochi anni può spiegare al Vicario di Cristo come si sta al mondo e, soprattutto, come si legge il Vangelo. Ma se l’ironia della storia non bastasse, immaginiamo la scena in Vaticano: il Vicepresidente che stringe la mano al Papa e, invece di chiedere la benedizione apostolica, gli porge un manuale tascabile di “Teologia Americana per Principianti”. D’altronde, che ne sa il Papa della dottrina cattolica? Probabilmente, nel dubbio, Vance è pronto a spiegare il Vangelo anche al Concistoro.
L’affondo del Vaticano evidenzia una profonda distanza etica rispetto a Europa e America percepite entrambe come troppo sbilanciate verso gli interessi economici e militari. All’Europa in particolare, viene rimproverato, giustamente, che ha rinunciato da troppo tempo al suo ruolo di mediatore neutrale per la pace universale.