Daspo dopo Palermo-Catanzaro, coinvolto anche il figlio del ds Ciro Polito
Gli atti investigativi delineano la dinamica della rissa in Tribuna Autorità durante la gara playoff di Serie B

CATANZARO C’è anche Vincenzo Polito, figlio del direttore sportivo del Catanzaro Ciro Polito, tra le persone coinvolte nella ricostruzione degli episodi avvenuti lo scorso 20 maggio allo stadio “Renzo Barbera” di Palermo, durante la semifinale di ritorno dei play off di Serie B tra Palermo e Catanzaro. Vincenzo Polito è stato fermato con un Daspo di due anni. La sua posizione emerge dagli atti relativi all’inchiesta della Digos che ha ricostruito quanto accaduto nel settore “Tribuna Autorità”, dove una serie di tensioni ha dato origine a momenti di forte concitazione tra tifosi, componenti delle delegazioni e personale di servizio. Secondo quanto emerso, tutto sarebbe iniziato nel corso del primo tempo, quando un componente della delegazione ospite, un 27enne, avrebbe assunto comportamenti ritenuti provocatori nei confronti dell’ambiente rosanero. Alla fine della prima frazione di gioco, alcuni tifosi del Palermo lo avrebbero quindi avvicinato per redarguirlo, dando vita a un confronto acceso che sarebbe poi degenerato in contatti fisici e tensioni più ampie all’interno della tribuna. In questo contesto si inserisce la posizione di Vincenzo Polito, che – secondo la ricostruzione – nel clima di crescente tensione avrebbe reagito a parole ritenute offensive, finendo a sua volta coinvolto in una colluttazione con alcuni presenti. La situazione sarebbe stata riportata alla calma grazie all’intervento degli steward. Lo stesso Polito, sempre secondo quanto riportato negli atti, sarebbe stato anche destinatario di comportamenti aggressivi da parte di alcuni tifosi del Palermo, in un contesto generale di forte confusione che ha coinvolto più soggetti presenti nella zona riservata. Gli episodi si collocano all’interno di una partita già ad alta tensione sportiva e hanno rappresentato uno dei momenti più delicati del post-gara, successivamente oggetto di approfondimenti investigativi da parte delle autorità competenti.
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