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La denuncia

Lamezia, la USB: «Più controlli per difendere il lavoro dei taxi e garantire il rispetto delle regole»

Secondo il dirigente Saverio Bartoluzzi il nuovo regolamento rappresenta uno strumento fondamentale

Pubblicato il: 13/07/2026 – 10:26
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Lamezia, la USB: «Più controlli per difendere il lavoro dei taxi e garantire il rispetto delle regole»

LAMETIA TERME Mentre il Comune di Lamezia Terme è impegnato nell’iter tecnico e burocratico per l’approvazione del nuovo regolamento sul trasporto pubblico non di linea, la USB – Federazione del Sociale Calabria torna a denunciare il fenomeno dell’abusivismo e delle presunte irregolarità nel settore, chiedendo un rafforzamento dei controlli da parte della Polizia Municipale. Secondo il dirigente della USB Calabria, Saverio Bartoluzzi, il nuovo regolamento rappresenta uno strumento fondamentale sia per il contrasto all’illegalità sia per l’introduzione di misure a sostegno dei cittadini. «Il nuovo regolamento è mirato a contrastare l’abusivismo e gli irregolari, dando un forte impegno alla Polizia Municipale per contrastare un sistema illegale avallato anche da chi, nella realtà, dovrebbe difendere e sostenere il servizio pubblico dei trasporti. Ma il regolamento tende anche a dare un forte segnale sociale che i tassisti di Lamezia, con propria intenzione e disponibilità, hanno voluto che fosse inserito per far fronte ai disagi della sanità, prevedendo sconti importanti, senza differenza di età o di Isee, su tutto il territorio calabrese per accompagnare gli utenti in qualunque ospedale della Calabria», afferma Bartoluzzi. In attesa dell’entrata in vigore del regolamento, la USB segnala il permanere di situazioni che ritiene irregolari, in particolare nei pressi della stazione ferroviaria e dell’aeroporto di Lamezia Terme, dove ha chiesto un’intensificazione dei controlli. Nel mirino del sindacato c’è lo stazionamento delle vetture NCC (noleggio con conducente) nell’area antistante la stazione ferroviaria. «L’irregolare stazionamento di vetture NCC presso l’area antistante la stazione ferroviaria di Lamezia Terme è sistematico. Come documentato dalle foto allegate, le vetture NCC sostano frequentemente in tale area. Tale comportamento appare in palese violazione dell’articolo 3 della Legge 21/92», sostiene Bartoluzzi, richiamando la normativa secondo cui il servizio NCC deve essere svolto esclusivamente su prenotazione e con stazionamento dei mezzi nelle rimesse. Secondo la USB, la presenza delle vetture NCC nelle vicinanze dell’area riservata ai taxi rischia inoltre di creare tensioni tra gli operatori del trasporto pubblico non di linea. «Il procacciamento di clientela su strada e la circolazione di vetture NCC prive di regolare prenotazione devono considerarsi pratiche irregolari che necessitano di opportuno contrasto», prosegue il dirigente sindacale. Per questo motivo la USB riferisce di aver chiesto al comando della Polizia Municipale di predisporre controlli mirati per garantire il rispetto della normativa e tutelare sia gli utenti sia gli operatori del settore. «Abbiamo invitato il comando della Polizia Municipale a disporre i necessari controlli, nell’ottica di tutelare tanto l’utenza quanto i lavoratori del settore, affinché il servizio di trasporto pubblico non di linea Taxi sia tutelato e svolto conformemente alle disposizioni vigenti. Abbiamo chiesto di contrastare queste modalità irregolari di applicazione delle vere procedure legali di ingaggio, che non sono certamente quelle di sostare per ore o di girare attorno al sito procacciando clienti dell’ultimo secondo». La USB sostiene inoltre che il fenomeno non riguarderebbe esclusivamente la stazione ferroviaria, ma interesserebbe anche altre aree del territorio comunale, comprese quelle limitrofe agli hotel e all’aeroporto. Infine, il sindacato annuncia la possibilità di avviare iniziative di protesta. «Tale problematica non è circoscritta alla sola stazione ferroviaria, ma si estende a diverse aree del territorio comunale, incluse le zone limitrofe agli hotel e all’aeroporto. Siamo pronti a scendere in piazza a sostenere il diritto al lavoro della categoria appartenente al trasporto pubblico non di linea».

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