‘Ndrangheta tra Lamezia Terme e Vibo Valentia, trentadue condanne in abbreviato – NOMI
Quattro le assoluzioni decise della gup del tribunale di Catanzaro. L’indagine della Dda portò, nel 2024, ad indagare 59 persone

LAMEZIA TERME Il gup del Tribunale di Catanzaro, Roberta Cafiero, ha emesso la sentenza nei confronti degli imputati nel troncone abbreviato del processo nato dall’inchiesta “Artemis” coordinata dalla Distrettuale antimafia di Catanzaro. Tre le assoluzioni, si tratta di Simone Bonali, Pasquale Cappello, Tommaso Manfreda, Antonio Giampà.
Nel collegio difensivo figurano, tra gli altri, gli avvocati Massimiliano Carnovale, Renzo Andricciola, Michele Cerminara, Giuseppe Spinelli, Antonio Larussa, Francesco Gambardella, Gianluca Careri, Tiziana D’Agosto, Leopoldo Marchese, Domenico Ruscio, Giuseppe Mazza, Raffaele Mastroianni.
L’inchiesta
L’attività investigativa svolta ha portato, a novembre 2024, all’esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di 59 indagati in ordine ai delitti – ipotizzati – di associazione di tipo ‘ndranghetistico, associazione a delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, anche aggravata dalle modalità e finalità mafiose, e altri numerosi reati in materia di coltivazione, detenzione, e commercializzazione di sostanze stupefacenti. Secondo l’accusa, il sodalizio sarebbe stato operativo nei territori di Lamezia Terme e Vibo Valentia. «Il canale di rifornimento preferito era il Reggino e soprattutto Rosarnese mentre è stata individuata anche piantagione a Mesoraca, grazie ai rapporti con esponenti del Crotonese», aveva dichiarato – in conferenza stampa – l’allora procuratore ff della Dda di Catanzaro Vincenzo Capomolla, oggi procuratore capo a Cosenza. Il procuratore sie ra soffermato sulla presenza di un «controllo della area di Lamezia e Vibo» e sulla capacità di «relazionarsi con i clan del Reggino e del Crotonese (…) con interventi su vicende private e per ottenere vantaggi in procedimenti penali». (f.benincasa@corrierecal.it)
Le condanne:
Fabio Vescio – 20 anni (chiesti 20 anni)
Bruno Bertucci – 2 anni e 10 mesi (PM aveva chiesto 6 anni)
Domenico Gian Luigi Bonali – 2 anni e 10 mesi (chiesti 4 anni e 8 mesi)
Bruno Cappellano – 12 anni e 4 mesi (chiesti 14 anni e 3 mesi)
Simone Caruso – 20 anni (chiesti 16 anni)
Francesco Catalano – 5 anni (chiesti 6 anni e 6 mesi)
Antonio Cimino – 11 anni, 8 mesi e 20 giorni (chiesti 12 anni e 4 mesi)
Francesco Cimino – 12 anni, 8 mesi e 20 giorni (chiesti 16 anni e 6 mesi)
Salvatore Cimino – 9 anni e 6 mesi (chiesti 7 anni e 6 mesi)
Daniel Costa – 14 anni (chiesti 10 anni)
Domenico Cracolici – 20 anni (chiesti 20 anni)
Giuseppe Cracolici (’96) – 13 anni e 6 mesi (chiesti 8 anni)
Giuseppe Cracolici (’02) – 2 anni e 8 mesi (chiesti 7 anni e 20 giorni)
Loredana Cracolici – 2 anni (chiesti 7 anni)
Matteo Cracolici – 13 anni, 8 mesi e 20 giorni (chiesti 9 anni e 4 mesi)
Luigi Cutrì – 13 anni e 10 mesi (chiesti 10 anni)
Giovambattista De Sarro – 8 mesi (chiesti 8 anni e 6 mesi)
Antonio Guadagnuolo – 2 anni e 8 mesi (chiesti 8 anni)
Alessandro Guerrieri – 2 anni e 8 mesi (chiesto 1 anno e 4 mesi)
Salvatore Iannelli – 14 anni, 10 mesi e 20 giorni (chiesti 15 anni)
Moreno Mastantuono – 11 anni e 4 mesi (chiesti 13 anni)
Renato Mazza – 2 anni e 8 mesi (chiesti 2 anni)
Antonio Pagliuso – 4 anni e 8 mesi (chiesti 5 anni e 4 mesi)
Francesco Paolillo – 2 anni e 8 mesi (chiesti 7 anni e 4 mesi)
Vincenzo Pulice – 20 anni (chiesti 18 anni)
Bruno Regio – 2 anni e 8 mesi (chiesto 1 anno e 4 mesi)
Alessandro Ruga – 4 anni e 2 mesi (chiesti 10 anni)
Antonino Saffioti – 12 anni e 8 mesi (chiesti 14 anni)
Giuseppe Saffioti – 11 anni e 6 mesi (chiesti 7 anni e 4 mesi)
Carlo Schipani – 2 anni e 8 mesi (chiesto 1 anno e 4 mesi)
Giuseppe Schipani – 4 anni e 6 mesi (chiesti 12 anni e 2 mesi)
Massimo Stella – 3 anni (chiesti 7 anni e 4 mesi)
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