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INDAGINI CHIUSE

Cotronei, 5 indagati per corruzione, truffa e reati ambientali. Coinvolto l’ex sindaco: «Dimostrerò la mia correttezza» – VIDEO

I fatti sono connessi alla gestione del servizio di conferimento e trattamento della frazione organica dei rifiuti urbani tra gli anni 2020 e 2022

Pubblicato il: 28/07/2026 – 12:17
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CROTONE Nella giornata odierna, i carabinieri della Compagnia di Petilia Policastro hanno notificato cinque avvisi di conclusione delle indagini preliminari, emessi dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Crotone, nei confronti dell’ex sindaco di Cotronei Nicola Belcastro, di due dirigenti dello stesso Ente e due imprenditori, a vario titolo, ritenuti dall’accusa responsabili di reati contro la pubblica amministrazione, l’ambiente e la fede pubblica.

La ricostruzione dell’accusa

I fatti sono connessi alla gestione del servizio di conferimento e trattamento della frazione organica dei rifiuti urbani (FORD) del Comune di Cotronei nel periodo compreso tra gli anni 2020 e 2022. L’attività investigativa, sviluppata dai militari della Stazione di Cotronei, attraverso acquisizioni documentali, analisi degli atti amministrativi, escussione di persone informate sui fatti, consulenze tecniche e approfondimenti contabili, ha consentito di ricostruire nel dettaglio l’impianto accusatorio e le specifiche condotte illecite attribuite agli indagati. All’esito delle indagini, la Procura della Repubblica di Crotone ha contestato i reati di falso ideologico in atto pubblico, frode nelle pubbliche forniture, inquinamento ambientale, truffa aggravata ai danni della Pubblica Amministrazione e corruzione per l’esercizio della funzione.
Le indagini hanno accertato la sistematica contaminazione delle acque superficiali del fosso Valle Sbarra e lo sversamento di eluato e percolato sul nudo terreno, a causa dell’assoluta inadeguatezza delle strutture di contenimento dell’impianto (i cui muri perimetrali erano realizzati con semplici blocchetti di cemento facilmente permeabili).
L’attività svolta conferma il costante impegno dell’Arma dei Carabinieri e della Procura della Repubblica di Crotone, guidata dal procuratore Domenico Guarascio, nel contrasto ai reati in materia ambientale e nella tutela della legalità nell’impiego delle risorse pubbliche.
Le indagini, sviluppate con particolare attenzione agli aspetti tecnico-amministrativi e ambientali, testimoniano la costante azione di prevenzione e repressione anche nei confronti di condotte che, ove accertate nelle competenti sedi giudiziarie, risulterebbero poste in essere da soggetti investiti di funzioni pubbliche o chiamati a gestire servizi di rilevante interesse collettivo. L’obiettivo perseguito è quello di assicurare la piena tutela dell’ambiente, della corretta gestione della cosa pubblica e della fiducia dei cittadini nelle Istituzioni.

La replica dell’ex sindaco

«Nelle prossime fasi processuali avrò modo di produrre atti, documenti ed elementi decisivi capaci di dimostrare l’assoluta correttezza del mio operato. Si tratta di aspetti che, evidentemente, in questa prima fase non sono stati pienamente acquisiti o valutati, ma che sono certo serviranno a chiarire la mia posizione e a rimuovere pregiudizi inopportuni». Lo afferma in una nota l’ex sindaco di Cotronei, Nicola Belcastro, in relazione all’inchiesta nella quale è coinvolto. «Mi si contesta – sostiene – di aver falsamente attestato, in data 15.05.2020, che il mancato riscontro dell’allora Ato 3 Rifiuti equivalesse a un silenzio-assenso e che, a quella data, non vi fosse alcuna emergenza rifiuti. Nell’esprimere pieno rispetto e totale fiducia nell’operato della Magistratura, ritengo tuttavia doveroso evidenziare alcuni elementi di merito. L’imputazione di ‘false attestazioni’ richiama modalità già viste in altri procedimenti. Vi è il fondato timore che, a seguito dell’intervenuta abrogazione del reato di abuso d’ufficio, si cerchi di ricondurre dinamiche strettamente amministrative all’interno di nuove categorie di reato. Riscontro con rammarico la consueta enfasi mediatica e la diffusione di note stampa legate all’inclusione di un amministratore pubblico nelle indagini. Credo fermamente che la tutela dei diritti delle persone e le garanzie costituzionali debbano sempre prevalere sull’impatto comunicativo. L’impianto di gestione della frazione organica era regolarmente autorizzato dalla Regione Calabria, esattamente come numerose altre strutture analoghe operanti sul territorio provinciale e regionale. Presso la medesima struttura sono stati autorizzati a conferire diversi Comuni, anche al di fuori dell’ambito territoriale, proprio da parte degli organi sovracomunali, e ciò proprio in virtù della conclamata emergenza rifiuti che in quel periodo interessava la Calabria e la provincia di Crotone».


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