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Verso il voto

Suppletive a Reggio, Donzelli: «Ci vogliono spiegare cosa è la Destra?». FdI si stringe attorno a Roscioli: «Vinceremo senz’altro»

Sala Monteleone piena, alleati in prima fila. Donzelli, Occhiuto e Scopelliti chiedono il «voto utile»: «Con la testa e con il cuore». Cannizzaro: «Vannacci via da Reggio»

Pubblicato il: 19/09/2026 – 22:42
di Paola Suraci
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REGGIO CALABRIA «Ma davvero ci vogliono spiegare cosa è la Destra?». La domanda di Giovanni Donzelli riassume la serata di Fratelli d’Italia a Palazzo Campanella. La destra di governo, quella di Giorgia Meloni, si presenta come l’unica davvero autentica e chiede di essere votata con la testa e con il cuore. La sala Monteleone, senza un posto libero, ha fatto da cornice alla campagna di Fabio Roscioli per le suppletive del 27 e 28 settembre. Il seggio alla Camera è rimasto vacante dopo le dimissioni di Francesco Cannizzaro, eletto sindaco di Reggio. Al richiamo identitario si è legato quello più pratico: un voto utile, per mandare a Roma una persona che possa aiutare il territorio. Le voci si sono susseguite nell’ordine dei saluti: Ersilia Cedro, Daniela Iiriti, Giovanni Calabrese, poi gli alleati, Paolo Arillotta per l’Udc e Giuseppe Mattiani per la Lega, a dare l’idea di una coalizione che si presenta compatta. Il più atteso era Giuseppe Scopelliti, che stavolta non era soltanto tra il pubblico. L’ex presidente della Regione ha portato in sala la memoria della destra reggina: dalla protesta alla proposta con Almirante, alla destra di governo con Fini, fino a Meloni. Il ritrovarsi con i vecchi compagni di strada, ha detto, è «un ritorno a casa». Ha ricordato la lezione di Almirante, una sola nostalgia, quella dell’avvenire, e ha rivendicato una «tradizione che non può e non deve finire». Per lui il 2027 è «un passaggio intermedio»: il sogno è un Presidente della Repubblica di centrodestra nel 2029. Sul voto è stato netto: serve un «voto utile». Chi si allontana dalla coalizione, ha avvertito, rischia di far vincere Bonelli, Fratoianni e Salis. Al centro della serata c’era lui, il tesoriere di Forza Italia, Fabio Roscioli, che a Reggio si presenta con il sostegno di tutta la coalizione. Roscioli ha parlato di una campagna breve ma intensa, giocata sulla credibilità: «una prova di serietà, una prova di forza di coalizione», ha detto, convinto che il territorio la riconoscerà. Ha escluso che dalle suppletive possa nascere una nuova forza politica: quella che c’è, il centrodestra, resta la forza credibile e, se resta unita, può dare una risposta anche a livello nazionale. Agli altri candidati ha riservato toni misurati: sono avversari, non nemici. L’ottimismo non è mancato. «Sono uno sportivo», ha detto, e più la partita è serrata, più dà soddisfazione. Sul risultato non ha dubbi: «vinceremo senz’altro». Il suo è, ha spiegato, un voto di utilità perché è «un voto di utilità perché io sono grato a questo territorio, collaboriamo insieme con Roberto e con Francesco già da tanto tempo, e quindi ritengo che questa collaborazione non può che restare proficua e dare dei risultati anche sul territorio». Ha promesso di portare avanti nella Città metropolitana i progetti già avviati, in accordo con loro. Sull’impegno preso: «Non posso che continuare nell’impegno». Roscioli ha insistito sull’unità: «Non si vince da soli e la vostra presenza qui è un fatto politico importante», ha detto, e «fare squadra significa portare risultati». Ha richiamato il legame tra il territorio e i livelli regionale e nazionale, citando l’amministrazione di Roberto Occhiuto e il governo Meloni. Sullo schermo, alle spalle dei relatori, il fac-simile della scheda: quattro nomi e quattro simboli, con Roscioli in fondo e l’indicazione di come votare, barrando il simbolo. Il voto utile, per il centrodestra, comincia da qui: dal segno da tracciare sul simbolo della coalizione. Proprio Francesco Cannizzaro, sindaco di Reggio, ha raccontato la nascita della candidatura. «Quando siamo andati a chiedere la disponibilità a Fabio Roscioli, lui si è messo a ridere. Mi sono sentito privilegiato quando ci ha detto sì». Poi l’attacco a Futuro Nazionale: «È stato il genio Nino Minicuci a gestire l’operazione Mimmo Giannetta. Doveva essere lui il candidato, diciamocelo chiaro». E su Vannacci: «A me inizialmente stava simpatico, poi l’ho sentito e ribadisco: ho paura di quello che dice. Una persona a favore della Russia mi fa paura. Una persona che dice che bisogna separare le persone disabili da quelle abili mi fa paura». Infine la chiusa: «Di dove è Vannacci? Di Viareggio? Ah, ecco: e allora via da Reggio. Vannacci via da Reggio!». Sulla stessa linea il presidente della Regione, Roberto Occhiuto, che ha richiamato l’attenzione nazionale sulle suppletive reggine e il ruolo di Meloni nel centrodestra. La battaglia, ha detto, va affrontata senza «mercenari» né «traditori». A chiudere la serata è stato Giovanni Donzelli, responsabile organizzazione di FdI, che ha inquadrato il voto in chiave nazionale. Nel collegio, ha spiegato, non si sceglie sulle strade di Reggio ma tra un parlamentare a sostegno del governo, «in continuità» con le amministrazioni comunale e regionale, e uno all’opposizione. A Boccia, che l’ha chiamato test nazionale, ha risposto con una battuta: lo ringrazia, perché «tutte le volte che ha detto così hanno perso». Roscioli, ha aggiunto Donzelli, ha un peso in Forza Italia e, se eletto, «avrà le porte più facilmente aperte di un peones qualsiasi». Donzelli ha rivendicato la stabilità della maggioranza, degli investimenti al Sud, del bollo auto e anche della famiglia tradizionale. Il governo Meloni è il più longevo della storia repubblicana, con 1.413 giorni dall’insediamento, e a fine 2027, ha detto, si chiuderà «la legislatura più stabile della storia repubblicana». Su Vannacci è stato altrettanto chiaro: presentarsi agli elettori con chi «ha già dimostrato di essere pronto a tradire» è una scelta che «spaventa e preoccupa».


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