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Sanità, Fp Cgil: «Il sistema di emergenza-urgenza è al collasso»

«Il passaggio gestionale e la centralizzazione verso Azienda Zero si stanno trasformando in una pseudo-riforma fallimentare»

Pubblicato il: 10/08/2026 – 12:14
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REGGIO CALABRIA «Riforme calate dall’alto, vertici amministrativi bloccati, drammatici ritardi e ambulanze senza medico: il sistema dell’emergenza-urgenza è al collasso. Ora basta giocare con la vita dei cittadini calabresi». Così la Cgil Funzione pubblica della Calabria che aggiunge: «Sotto il peso di scelte riorganizzative burocratiche e prive di visione, il passaggio gestionale e la centralizzazione verso Azienda Zero si stanno trasformando in una pseudo-riforma fallimentare: un autentico guscio vuoto privo di organico proprio che spoglia le strutture territoriali per vivere di luce riflessa, creando insormontabili disagi per i lavoratori e gravissimi disservizi per l’intera comunità. La sanità calabrese non può più essere il laboratorio di esperimenti fallimentari condotti sulla pelle delle persone». «Questa incapacità gestionale – afferma la Fp Cgil – si traduce ogni giorno in un’approssimazione logistica evidente, come dimostrato dalla nota di passaggio operativo recapitata dall’Asp di Cosenza e da Azienda Zero agli operatori del 118 con gravissimo ed ingiustificato ritardo, tramite raccomandata arrivata il 3 agosto 2026 a fronte di atti già siglati il 20 luglio: un disprezzo per le forme e per la dignità del personale che si è puntualmente ripetuto in tutte le altre Asp della regione. A questo quadro si aggiunge una gestione concorsuale mortificante, emblemata dalla prova d’esame per la mobilità degli infermieri svolta da remoto il 5 agosto 2026 e trasformatasi in una farsa a causa del crollo delle piattaforme informatiche. Nel frattempo, graduatorie valide e prorogate per legge fino al 2026, come la n. 136/2024 dell’Azienda ospedaliera di Cosenza, giacciono del tutto bloccate; anziché far scorrere gli idonei di diritto – conclude il sindacato – si preferisce emanare nuovi avvisi pubblici urgenti, duplicando le procedure ed esponendo gli enti a inevitabili ricorsi per la mancata valutazione dell’anzianità maturata nelle strutture accreditate».

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