Skip to main content

Ultimo aggiornamento alle 16:32
Corriere della Calabria - Home

I nostri canali


Si legge in: 8 minuti
Cambia colore:
 

il caso

Pizzo, cagnolina morta dopo essere stata «colpita con un ombrellone» sulla spiaggia. La denuncia di un turista tedesco

Secondo la ricostruzione del proprietario, un uomo avrebbe colpito con l’asta metallica l’animale. La risposta: «Ho agito solo per difendere mio figlio»

Pubblicato il: 11/08/2026 – 15:34
00:00
00:00
Ascolta la versione audio dell'articolo

PIZZO Una cagnolina sarebbe stata colpita violentemente con l’asta metallica di un ombrellone in una spiaggia situata all’interno di un complesso condominiale a Pizzo. Il proprietario, un turista tedesco, ha denunciato alle autorità l’episodio, rilanciato dalle associazioni animaliste condannandolo con estrema gravità. La cagnolina, uno Schnauzer nano, è stata soccorsa e portata in una clinica veterinaria a Jonadi, dove a causa delle profonde ferite è stata costretta all’eutanasia.

La ricostruzione nella denuncia

Secondo quanto riportato nella denuncia – riportano le associazioni OIPA Vibo Valentia, Argo, LAV Vibo Valentia e Amore Randagio – , il proprietario si trovava sulla spiaggia con la propria famiglia e la cagnolina quando ha visto un bambino correre seguito da un altro cane di piccola taglia. La sua cagnolina sarebbe corsa verso l’altro animale. In quel momento, sempre secondo la denuncia, un uomo arrivato in un secondo momento, probabilmente avvisato dalla moglie, avrebbe impugnato un’asta appartenente a un ombrellone e avrebbe colpito violentemente l’animale alla testa. Il proprietario precisa nella denuncia di non aver visto la propria cagnolina mordere l’uomo o il bambino e di aver assistito personalmente al momento in cui quest’ultimo avrebbe preso l’asta e colpito l’animale.

Lo scontro

La situazione sarebbe poi degenerata in uno scontro fisico. Il proprietario riferisce di essere stato aggredito e fatto cadere a terra, riportando diverse lesioni. Per tali conseguenze si è recato presso il Pronto Soccorso del Presidio Ospedaliero di Lamezia Terme, dove è stato sottoposto agli accertamenti medici del caso, riportando, come si legge dal referto, un trauma cranico non commotivo, un trauma all’orecchio sinistro e al ginocchio destro, oltre a varie escoriazioni. La cagnolina, trasportata d’urgenza presso una clinica veterinaria, avrebbe riportato gravissime lesioni, comprese fratture. Nonostante le cure prestate, le sue condizioni non hanno consentito di salvarla e si è dovuto procedere all’eutanasia.

La condanna delle Associazioni di Protezione Animali

Le Associazioni esprimono la più ferma condanna per quanto accaduto e chiedono che ogni responsabilità venga accertata nelle sedi competenti. «Al di là di ogni ricostruzione che dovrà essere verificata dalle Autorità – dichiarano le associazioni – non può essere considerato normale né accettabile che, in una situazione di potenziale paura o concitazione, si arrivi a colpire un animale con un oggetto contundente, provocandogli lesioni di tale gravità da renderne necessaria l’eutanasia. La vita e il benessere degli animali devono essere tutelati e qualsiasi episodio di violenza deve essere accertato e perseguito secondo quanto previsto dalla legge».

La posizione del Comune di Pizzo

Anche tutta l’Amministrazione Comunale di Pizzo, attraverso l’Assessore Marina Betrò, che ha presenziato ad un incontro avvenuto oggi con le Associazioni e il proprietario dell’animale, esprime la propria ferma condanna per un episodio che, oltre alle gravissime conseguenze per l’animale, avrebbe coinvolto fisicamente il proprietario e si sarebbe verificato in presenza di numerose persone, tra cui bambini. «La violenza, in qualunque forma si manifesti, non può essere tollerata – è la posizione dell’Amministrazione comunale –. Siamo di fronte a un episodio che deve essere ricostruito con assoluta attenzione e sul quale auspichiamo che le Autorità competenti possano fare piena luce, individuando eventuali responsabilità». Il Comune manifesta inoltre la propria vicinanza al proprietario dell’animale e alla sua famiglia per la perdita subita.

Un gesto di inaudita gravità

«Quanto denunciato – si legge in una nota delle associazioni – rappresenta un episodio di inaudita e intollerabile gravità. Colpire un animale con un’asta metallica, al punto da provocargli lesioni così gravi da renderne necessaria l’eutanasia, è un comportamento che non può essere minimizzato né ricondotto a una semplice reazione dettata dalla concitazione del momento. La morte della cagnolina lascia una ferita profonda e impone una riflessione anche sulla pericolosità di comportamenti violenti e incontrollati all’interno di spazi frequentati da famiglie e bambini. Particolarmente allarmante è, secondo quanto riferito nella denuncia, che dopo il colpo inferto all’animale la situazione sarebbe proseguita con un’aggressione fisica nei confronti del proprietario, che avrebbe riportato a sua volta diverse lesioni. Se la dinamica denunciata troverà conferma negli accertamenti delle Autorità, ci troveremmo di fronte non soltanto alla morte ingiustificata di un animale, ma a una condotta violenta che avrebbe potuto avere conseguenze ancora più gravi, considerando la presenza di numerose persone e, soprattutto, di bambini che, fortemente spaventati, hanno iniziato a piangere. È proprio per questo che riteniamo indispensabile che l’episodio venga esaminato nella sua interezza e senza sottovalutarne alcun aspetto. Non si tratta soltanto di stabilire cosa sia accaduto alla cagnolina: occorre accertare anche le modalità con cui è stata esercitata la violenza, cosa abbia determinato l’escalation successiva e se vi siano ulteriori elementi rilevanti sotto il profilo della sicurezza delle persone presenti. La violenza contro un animale non può diventare una risposta accettabile alla paura, alla concitazione o a un conflitto. E nessuno dovrebbe sentirsi autorizzato a utilizzare un oggetto come arma contro un essere vivente. Per questo chiediamo che venga fatta piena luce sull’accaduto e che, qualora vengano accertate responsabilità, siano applicate con fermezza tutte le conseguenze previste dalla legge. La gravità di quanto accaduto impone una risposta altrettanto seria e inequivocabile».

Denuncia e costituzione di parte civile

Le Associazioni di Protezione Animali e il Comune comunicano che intendono procedere con ogni iniziativa necessaria a tutela dell’animale e per l’accertamento delle responsabilità, compresa la presentazione di formale denuncia alle competenti Autorità. Viene inoltre annunciata l’intenzione di costituirsi parte civile nel procedimento penale, ove ne ricorrano i presupposti e secondo le modalità previste dalla legge, affinché l’accaduto venga pienamente accertato e siano tutelati tutti gli interessi coinvolti. «Non vogliamo processi sommari né ricostruzioni basate su supposizioni – concludono le associazioni e l’Amministrazione – ma vogliamo che siano acquisiti tutti gli elementi disponibili e che la verità sui fatti emerga attraverso un’indagine completa e rigorosa. Se saranno accertate responsabilità, ci aspettiamo che vengano adottati tutti i provvedimenti previsti dalla legge». Le parti interessate invitano infine chiunque abbia assistito direttamente ai fatti o disponga di fotografie, video o altre informazioni utili a metterli a disposizione delle Autorità competenti, affinché possa essere ricostruita con la massima precisione la dinamica dell’accaduto. Chi, per timore o per qualsiasi altra ragione, preferisse non esporsi pubblicamente può contattare direttamente le Associazioni anche in forma anonima, inviando una comunicazione all’indirizzo e-mail vibovalentia@oipa.org. Le informazioni ricevute saranno trattate con la massima riservatezza e, laddove necessario, potranno essere messe a disposizione delle competenti Autorità affinché possano essere valutate nell’ambito degli accertamenti.

La risposta: «Ho difeso mio figlio»

Alla ricostruzione del turista tedesco si contrappone quella dell’uomo denunciato, che in una lettera spiega di essersi trovato con la famiglia in spiaggia «quando ad un certo punto mentre uno dei miei bambini giocava vicino a noi, in spiaggia, veniva rincorso da un cane di taglia media che era senza guinzaglio che gli abbaiava dietro; dopo pochi secondi si aggiungeva un secondo cane di seguito al primo, entrambi rincorrevano mio figlio. 
Il piccolo – si legge – correva e gridava aiuto, e a quel punto mia moglie urlava,  ”i cani i cani” “aiuto”, perché si lanciavano dietro al bambino, ma i proprietari stranieri dei rispettivi animali, a distanza, esclamavano parole in lingua straniera, non so cosa dicessero, l’unica cosa era che nessuno faceva niente, nessuno si avvicinava, nessuno si alzava; subito vedevo altri cani senza guinzaglio nei paraggi, pensando che si potessero aggiungere agli altri cani, impaurito  per l‘incolumità di mio figlio, incominciavo a urlare contro i cani, per poterli spaventare, in quanto nel frattempo uno dei cani si lanciava per mordere mio figlio. 
D’istinto ho afferrato allora un palo di ombrellone che era presente sulla spiaggia, e ho provato ad allontanare i cani, ferendone uno dei due, il quale veniva soccorso. Successivamente ho scoperto che purtroppo era morto nella notte.  Non era mia intenzione che accadesse ciò, volevo solo allontanarli, spaventare i cani , ho agito per difendere il mio bambino di sei anni, per istinto di un genitore, per un pericolo  imminente al proprio figlio.  Nella stessa serata ho portato mio figlio a farsi refertare al Pronto Soccorso per il morso subito. Ancora ad oggi il mio bambino è scosso e non riesce a dormire la notte.
Assolutamente non vera è la notizia dell’aggressione del proprietario del cane morto da parte mia, non abbiamo avuto nessuna colluttazione, non so nemmeno chi sia, non mi risulta abbia avuto lesioni, tanto che i  Carabinieri successivamente presenti per il soccorso del cane potrebbero testimoniare che quest’ultimo non aveva nulla. Purtroppo è successo ciò che nessuno voleva, o immaginava, ma in tutto questo sicuramente c’è una mala gestione degli animali da parte dei loro proprietari, perché se gli stessi cani fossero stati al guinzaglio tutto questo non sarebbe successo, ricordando che tra le altre cose vi sono delle norme sia del residence dove eravamo presenti, sia del comune di Pizzo, sia Nazionali che i cani devono accompagnarsi dai proprietari tenuti debitamente al guinzaglio. Perché poi in fondo servirebbe una certa sensibilità da parte dei possessori di cani, che spesso manca all’essere umano: su una spiaggia in presenza di bambini i cani andrebbero tenuti a guinzaglio, e ben custoditi, nel rispetto di chi legittimamente ha paura di quest’ultimi.  Ho avvisato io stesso le forze dell’Ordine , e saranno gli inquirenti a fare piena luce di quando è accaduto e la sua dinamica. Ripeto mi dispiace, non era mia intenzione che accadesse questo. Ho agito solo per difendere il mio bambino».

Il Corriere della Calabria è anche su WhatsApp. Basta cliccare qui per iscriverti al canale ed essere sempre aggiornato

Argomenti
Categorie collegate

x

x