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IL FESTIVAL

«Valorizzare le radici di una terra per costruire futuro»

Gal Serre Calabresi, da “Calabria a Km 0” a Chiaravalle Centrale:

Pubblicato il: 12/08/2026 – 9:08
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CHIARAVALLE Agricoltura di prossimità, filiera corta, ruolo dei giovani imprenditori, tradizioni e identità, i temi al centro del festival “Calabria a Km 0”, organizzato dal Gal Serre Calabresi in collaborazione con la Pro Loco e il Comune di Chiaravalle Centrale. Dal valore di un territorio che affonda le proprie radici nell’agricoltura, nei saperi rurali, nella cultura del cibo, allo sguardo aperto verso il futuro, puntando su nuove idee, nuove competenze e nuove forme di impresa. Una terra, infatti, non è solo ciò che produce: è ciò che conserva, trasmette e sa trasformare. Dagli stand espositivi alle testimonianze dei giovani imprenditori, dalla valorizzazione del patrimonio agroalimentare al racconto della gastronomia, all’antica arte della tessitura, il festival ha restituito l’immagine di una Calabria autentica, creativa e capace di rinnovarsi senza perdere la propria identità. A completare il racconto del territorio è stata la musica dei Parafoné. Forza e vitalità hanno trasformato suoni, ritmi e tradizioni in un’esperienza capace di evocare la memoria e, al tempo stesso, la ricchezza e la contemporaneità della Calabria. L’organizzazione del festival “Calabria a Km 0” è rientrata nell’ambito del progetto di cooperazione regionale “Rural Hub Calabria – La rete dei GAL per l’innovazione e la cooperazione nei territori rurali calabresi”, attuato attraverso l’Intervento SRG06 LEADER – CSR Calabria 2023/2027. Quest’edizione della manifestazione, dopo la prima edizione dello scorso anno a Soverato, ha confermato la centralità dell’agricoltura di prossimità quale leva per raccontare e valorizzare la Calabria, mettendo in relazione produttori, giovani, istituzioni, associazioni e comunità locali. Un patrimonio fatto di prodotti, saperi, tradizioni e paesaggi, ma soprattutto di persone capaci di trasformare la propria identità in un progetto di futuro, perché investire nell’agricoltura significa oggi non soltanto difendere ciò che si è ereditato, ma creare le condizioni perché quella stessa eredità possa continuare a generare lavoro, innovazione, valore e sviluppo nei territori rurali calabresi.

Il futuro dell’agricoltura: giovani, innovazione e politiche per il ricambio generazionale

Particolarmente significativo il talk che ha riunito rappresentanti istituzionali, delle organizzazioni di categoria e giovani imprenditori. Al confronto hanno preso parte Michelangelo Notarianni, delegato interprovinciale Catanzaro, Crotone e Vibo di Coldiretti Giovani Impresa, e Salvatore Sinopoli, presidente provinciale Copagri, insieme ai giovani imprenditori Roberto Galati e Roberta Canino. Numerosi gli argomenti affrontati, con un taglio divulgativo e con elevato spessore: dal ricambio generazionale, agli effetti dei cambiamenti climatici, dalla tutela del Made in Italy, connesso al principio di reciprocità in agricoltura, relativamente ai prodotti agroalimentari importati da Paesi extra-Ue, alle competenze oggi necessarie per un giovane agricoltore, dall’accesso alla terra e al credito, alla multifunzionalità delle aziende agricole. Il confronto ha evidenziato come le produzioni identitarie possano rappresentare un’importante opportunità economica per i piccoli comuni, contribuendo a contrastare lo spopolamento e a generare nuove occasioni di lavoro. A emergere anche la necessità di un’agricoltura capace di coniugare tradizione e innovazione, identità e competitività, sostenibilità e capacità imprenditoriale, offrendo ai giovani nuove prospettive professionali e la possibilità di costruire il proprio futuro nei territori d’origine. Quale esempio di buona pratica si è inserito il contributo di Roberto Galati, il quale si è soffermato sulla realtà dei Casali di Postaglianadi, prossima ai dieci anni di attività, nata dal recupero di terreni agricoli e antichi casali abbandonati durante l’ondata migratoria degli anni Sessanta, oggi punto di riferimento per le produzioni biologiche e a km 0 e luogo di ospitalità rurale. Galati ha conseguito la qualifica di Iap grazie ad uno dei primi corsi organizzati dal Gal Serre Calabresi, esperienza che ha definito importante non solo dal punto di vista formativo e professionale, ma anche quale occasione per entrare in contatto e fare rete con altri giovani che hanno scelto di investire in agricoltura. Una buona prassi anche l’esperienza di Roberta Canino, titolare di un’azienda agricola, attiva dal 2021 a Squillace Lido, nella quale ha avviato la sperimentazione della coltivazione di un frutto tropicale, l’avocado. Un’esperienza imprenditoriale che si intreccia con il lavoro svolto nell’ambito della progettazione europea, sia in ambito agricolo che nel terzo settore. Dal connubio è scaturito il progetto “Fertile rifiuto: lo scarto che diventa prezioso”, finanziato dalla Fondazione con il Sud e avviato proprio quest’anno.

L’intervento dei rappresentanti istituzionali

Il presidente del Gal Serre Calabresi, Marziale Battaglia, ha sottolineato il ruolo centrale che l’ente ha scelto di assegnare ai giovani imprenditori, anche attraverso l’organizzazione di più edizioni di corsi che hanno portato, negli anni alla formazione complessiva di 150 nuovi imprenditori agricoli. Battaglia si è soffermato in particolare sull’importanza dell’innovazione e delle nuove competenze per rendere le imprese agricole competitive, sottolineando il ruolo strategico dell’agricoltura per l’economia calabrese. Nel corso del suo intervento ha inoltre ricordato alcune delle iniziative che recentemente hanno contribuito a dare risalto ai prodotti del territorio del Gal, come Anteprima Terra Madre a Tropea e Vinitaly and the City a Sibari e a Reggio Calabria. Il sindaco di Chiaravalle Centrale, Domenico Donato, ha evidenziato come l’agricoltura abbia rappresentato per lungo tempo una delle principali fonti di ricchezza della comunità e come oggi possa tornare a svolgere un ruolo importante nella rigenerazione dei luoghi, trasformando le risorse del territorio in nuove opportunità di reddito e sviluppo, Il presidente della Pro Loco, Marcello Squillace, ha espresso soddisfazione per la scelta di portare il festival a Chiaravalle Centrale, ringraziando il Gal Serre Calabresi per l’importante occasione di promozione e valorizzazione. Ha sottolineato il ruolo della Pro Loco nel sostenere iniziative capaci di raccontare il territorio, di valorizzarne le risorse e la forza di eventi come “Calabria a Km 0”, di mettere in rete le eccellenze del territorio e a farle conoscere a un pubblico sempre più ampio.

Presentazione libro “Tesori da scoprire”

Tra i molteplici aspetti dell’agricoltura non potevano mancare la cultura gastronomica, la storia e le tradizioni della nostra regione, ripercorse nel libro “Tesori da scoprire” scritto a quattro mani da Marisa Raffaela Gigliotti e Sandra Ianni. Due amiche, unite dall’esperienza condivisa in Slow Food e dall’amore per la Calabria, che hanno fatto della valorizzazione del cibo e della cultura gastronomica una passione e un’opportunità per raccontare il territorio. Un libro pubblicato da Calabria letteraria editrice e presentato nel corso del festival. Un invito da parte delle autrici a scoprire i “tesori” della Calabria attraverso un viaggio tra storia, paesaggi e tradizioni, in una terra ricca di contaminazioni culturali, con un patrimonio culinario frutto dell’incontro di popoli e identità diverse, nel corso dei secoli. Dalla Magna Grecia ai giorni nostri, la cultura gastronomica calabrese si è evoluta contribuendo a plasmarne la storia, il paesaggio e la vita delle comunità. Il cibo è diventato così molto più di un semplice nutrimento: memoria, espressione di identità, patrimonio culturale e strumento di sostenibilità, capace di raccontare il passato e di offrire una chiave di lettura autentica del presente e del futuro della Calabria. “Tesori da scoprire” offre un itinerario tra produzioni agricole e risorse ittiche, tradizioni, paesaggi, beni storici, architettonici e naturalisti che attraversa l’intera regione: dal Pollino allo Stretto, passando per le Serre e l’Aspromonte. Il libro è dedicato alle donne invisibili, «donne senza scelta e senza voce», donne che hanno fatto la storia della cucina, che lavoravano duramente nei campi o come inservienti nelle botteghe, «alle quali non è stato riconosciuto nulla…» Un’opera che esorta ad attribuire un valore invece di un prezzo al cibo.

Dalla terra al telaio: la tessitura fra tradizione, ricerca e creatività

La tessitura come espressione della cultura rurale calabrese, ma anche come linguaggio contemporaneo capace di generare creatività, ricerca e nuove opportunità. È stato questo, nell’ambito di “Calabria a Km 0”, il filo conduttore della serata dedicata all’arte tessile. Il legame tra agricoltura e tessitura: prima del tessuto, infatti, ci sono le fibre naturali, dal lino alla canapa fino alla lana, un tempo coltivate, raccolte e trasformate all’interno delle comunità rurali. Una filiera che faceva del telaio uno degli strumenti dell’economia domestica calabrese e che ha custodito, attraverso tecniche tramandate soprattutto dalle donne, un patrimonio di saperi, motivi e lavorazioni. A fare da cornice in questo percorso è stato il mito di Aracne, la giovane che sfidò la dea Atena. A evocarlo le letture di Francesca Donato, protagonista di diversi momenti della serata, indossando le creazioni di Chiara Pirroncello, tessitrice e fondatrice di Universochiara. Chiara Pirroncello ha illustrato il valore della tessitura nella realtà odierna, tra recupero delle tecniche tradizionali e ricerca di un linguaggio contemporaneo. Un’attività artigianale che può trasformare la memoria in nuove forme creative e che trova nelle fibre naturali, nel lavoro manuale e elementi di forte attualità e di unicità del prodotto. Giovanna Tino, che ha ripercorso la storia della coltivazione del lino e il suo ruolo nelle comunità rurali nel comprensorio chiaravallese. Rappresentava un’intera filiera che comprendeva tutte le fasi, dalla coltivazione alla raccolta, dalla lavorazione alla filatura fino alla tessitura. La trasmissione dei saperi è elemento essenziale per garantire continuità a un’eredità di grande valore. La riflessione che ha introdotto l’intervento di Luigia Iuliano, direttore del Centro Sperimentale Arsac di Lamezia Terme, la quale ha posto l’attenzione sul ruolo della ricerca, della formazione e della sperimentazione nella valorizzazione delle produzioni e delle conoscenze tradizionali e sulla necessità di trasformare i saperi del passato in competenze capaci di parlare alle nuove generazioni. La tessitura è stata poi presentata anche nella sua dimensione artistica attraverso il lavoro di Marianna Faleri, artista visiva e scenografa, impegnata in una ricerca multidisciplinare che attraversa tessile, ceramica e installazione, indagando i temi della memoria, del territorio e dell’appartenenza. Una ricerca sviluppata tra Parigi, Roma e la Calabria, partendo dal concetto di Restanza elaborato da Vito Teti che è divenuto chiave di lettura per riflettere su permanenza, trasmissione e trasformazione. A chiudere la serata, il ritorno al mito di Aracne, tramutata in ragno, con un’interpretazione inedita della metafora della condanna a tessere, intesa come un’azione volta a trasformare un filo in una trama, a costruire e a creare connessioni, nella sua capacità di innovare e generare nuove forme di espressione.

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