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Cosenza da laboratorio politico ad anomalia, ma i “due Pd” rafforzano Franz Caruso

La spaccatura in federazione e nel gruppo consiliare non intacca la posizione del sindaco. E da settembre sarà campagna elettorale

Pubblicato il: 13/08/2026 – 6:50
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COSENZA Nel 2021 fu un’antesignana del futuro “campo largo”, sei anni dopo Cosenza si conferma un laboratorio politico unico nel suo genere, dove le paradossali divisioni interne al Partito democratico, anziché indebolire la giunta, finiscono per blindare la figura del sindaco Franz Caruso in vista dell’imminente campagna elettorale.
Quello che altrove verrebbe catalogato come un pericoloso principio di “incendio politico”, tra Crati e Busento si trasforma in un paradosso di stabilità. La città dei Bruzi si riscopre non più solo laboratorio di formule geopolitiche inedite, ma vera e propria “anomalia” strutturale. Al centro del quadro ci sono i “due Pd”: una galassia dem spaccata a metà tra la linea della federazione provinciale e le correnti interne al gruppo consiliare di Palazzo dei Bruzi. Eppure, contrariamente a ogni legge della fisica politica, questa frammentazione non indebolisce il sindaco Franz Caruso. Al contrario, lo rafforza.

Il gioco dei pesi e contrappesi

La dialettica interna al Partito democratico cosentino ha creato un sistema di pesi e contrappesi in cui il primo cittadino si muove con strategica disinvoltura. Nessuna delle due anime del partito può infatti permettersi il lusso di aprire una crisi al buio, col rischio di consegnare la città al centrodestra proprio alla vigilia della lunghissima maratona elettorale. Franz Caruso resta così il perno insostituibile della coalizione, forte di un’azione amministrativa che prosegue dritta per la sua strada e di una capacità di mediazione che ha neutralizzato, finora, ogni malumore. Se da un lato il sindaco ha rimarcato il suo “civismo” con il celebre patto di gennaio con Francesco De Cicco, le sue ultime uscite – dal cantiere di via Padre Giglio al taglio del nastro della bretella per Mendicino – ribadiscono la voglia di rivendicare quanto fatto per la città. A prescindere dalla invadenza (e litigiosità) dei partiti che lo sostengono.

Settembre: scatta l’ora x

La tregua armata ha però una scadenza ben precisa. La fine della pausa estiva segnerà l’inizio ufficiale delle grandi manovre. Da settembre la macchina della campagna elettorale accenderà i motori a pieno regime. Allo stato in campo c’è – ufficialmente – solo Giacomo Mancini. Ma l’autunno cosentino, che inizierà dopo la pausa estiva, si preannuncia caldissimo. Franz Caruso è pronto a guidare la coalizione verso la riconferma, forte del fatto che, nell’anomalia politica cosentina, persino le divisioni degli alleati remano a suo favore.
Sullo sfondo, la spaccatura insanabile all’interno del Partito democratico che è culminata nella nascita del gruppo autonomo “Pd Cosenza” a Palazzo dei Bruzi, guidato da Francesco Alimena insieme a Giuseppe Mazzuca, Assunta Mascaro e Massimiliano D’Antonio. Questo strappo ha certificato il fallimento della linea della Federazione provinciale ma è lungi dall’aver aperto una crisi politica che il sindaco Franz Caruso non è neanche chiamato ad arginare (“entrambi” i Pd sono infatti filo-amministrazione e giurano fedeltà al sindaco), benché l’opposizione di Fratelli d’Italia denunci il venir meno della maggioranza. Semmai, il centrodestra inizia a posizionarsi sull’argine del fiume per calare i suoi assi, come ha lasciato intendere il plenipotenziario meloniano Angelo Brutto in una intervista del Corriere della Calabria. L’autunno è dietro le porte. (redazione@corrierecal.it)

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