Brutto: «Cosenza deve tornare viva. Tanti profili validi, sceglieremo il miglior candidato»
Intervista al capogruppo di FdI in Consiglio regionale. «Siamo l’unico partito che punto sul rinnovamento della classe dirigente»
COSENZA Una voce centrale nelle dinamiche politiche della provincia e della regione. Angelo Brutto, capogruppo di Fratelli d’Italia in Consiglio regionale e presidente della Terza Commissione (Sanità e Politiche Sociali), in una intervista al Corriere della Calabria si sofferma sulle grandi sfide regionali: dal rilancio della sanità, al consolidamento del partito in Calabria, fino ad arrivare al cruciale appuntamento con le prossime elezioni comunali di Cosenza.
Partiamo da Fratelli d’Italia. Quali sono i passaggi necessari per strutturare ulteriormente il partito nei territori in vista dei prossimi e imminenti appuntamenti elettorali?
«Fratelli d’Italia continua a crescere perché ha saputo costruire un rapporto autentico con i territori. Il prossimo passo è rafforzare ulteriormente questa presenza, valorizzando la classe dirigente locale, coinvolgendo i giovani, gli amministratori e tutte le energie migliori che condividono il nostro progetto politico. Tanto è stato fatto in questi anni, adesso dobbiamo consolidare una rete capillare di circoli e coordinamenti, ascoltare le esigenze delle comunità e degli amministratori e tradurle in proposte concrete. Inoltre, siamo l’unico partito che punta sul rinnovamento reale della classe dirigente, l’esempio è il recente congresso provinciale di Cosenza che ha visto l’elezione di Nicola Caruso. Gli appuntamenti elettorali si preparano ogni giorno, con il lavoro costante e la credibilità delle persone».
In qualità di Presidente della Commissione Sanità, come giudica il percorso tracciato a Cosenza dalla realizzazione del nuovo ospedale al potenziamento dei servizi sul territorio?
«La sanità rappresenta una delle priorità assolute della Regione. Il Presidente Occhiuto si è assunto, fin dalla sua elezione, il gravoso onere di governare la sanità calabrese e noi lo stiamo affiancando fattivamente. Altri Presidenti in passato non lo hanno fatto, scegliendo la strada comoda della sterile critica. Sul nuovo ospedale di Cosenza si è finalmente imboccata una strada concreta dopo anni di ritardi e annunci. Oggi esistono una programmazione e un cronoprogramma e, soprattutto, la certezza delle risorse che ci consentono di guardare con fiducia alla realizzazione di un hub fondamentale per l’intera provincia: un ospedale moderno, efficiente e sede ideale per la collaborazione tra Università e Azienda ospedaliera. L’offerta ospedaliera richiederà una nuova organizzazione degli stabilimenti ospedalieri che insistono sulla medesima azienda. Stiamo ragionando sulla presenza specifica dei servizi nei vari punti dell’area urbana; mi riferisco ai presidi dell’Annunziata, del Mariano Santo e di Rogliano. L’area urbana di Cosenza avrà finalmente un ospedale universitario, un risultato che fino a poco tempo fa era inimmaginabile. Parallelamente, stiamo lavorando per rafforzare la medicina territoriale, attraverso le Case e gli Ospedali di Comunità previsti dal PNRR, il potenziamento dell’assistenza, anche attraverso l’utilizzo di tecnologie innovative, e una migliore integrazione tra ospedale e territorio. La prevenzione e la diagnosi precoce sono le azioni che ci fanno evitare o guadagnare tempo e risorse nella cura delle patologie. Inoltre, nel governo della sanità è fondamentale costruire una squadra di manager competenti e disposti ad ingaggiare insieme a noi la sfida del futuro. L’uscita dal commissariamento ci fa guardare all’obiettivo di rendere attrattiva ed efficiente la sanità calabrese, pur nella sua complessità e articolazione, con ragionevole ottimismo».
Nell’ultima seduta in Consiglio Regionale si è registrato uno scontro sul tema del lavoro. La minoranza sottolinea la presenza di un vulnus nella realizzazione di un vero piano di assunzioni
«Il confronto politico è legittimo, ma va affrontato partendo dai dati e non dalla propaganda. La Regione sta portando avanti un percorso di rafforzamento della macchina amministrativa e dei servizi pubblici nel rispetto delle norme e della sostenibilità finanziaria. Negli ultimi anni la Regione Calabria ha fatto concorsi e ha assunto migliaia di persone: non succedeva ormai da tempo. La novità è che, finalmente, le procedure concorsuali sono trasparenti e molto efficienti. Inoltre, l’indirizzo politico è chiaro: non creare nessun bacino di precariato e chiudere definitivamente quelli esistenti. Se pensiamo al lavoro fatto per i TIS, ad oggi ne sono stati stabilizzati 1.800. Poi abbiamo riformato Azienda Calabria Lavoro, trasformandola in Arpal, una pubblica amministrazione nella quale è stata data piena dignità ai lavoratori.
Sul fronte del lavoro, l’obiettivo non è fare annunci, ma creare opportunità concrete, sostenendo le imprese, favorendo gli investimenti e utilizzando al meglio le risorse disponibili. Dagli ultimi dati di Bankitalia emerge che anche in Calabria l’occupazione cresce. Siamo consapevoli che c’è ancora molto da fare, ma il lavoro svolto in questi anni dimostra una visione chiara e una programmazione seria. Siamo molto soddisfatti del lavoro che stanno facendo i nostri assessori».
La partita per la guida di Cosenza è alle porte. FdI detiene un ruolo importante nel tavolo di coalizione del centrodestra. Qual è il profilo ideale per il candidato sindaco e quali sono gli errori del passato che la coalizione non deve ripetere?
«Il candidato ideale deve essere una figura autorevole, competente e profondamente radicata nel territorio, capace di ascoltare la città, rappresentarla al meglio e di costruire una squadra forte. Il centrodestra dovrà arrivare pronto all’appuntamento elettorale, mettendo in campo un programma di rilancio della città prima ancora dei nomi. Gli errori del passato ci insegnano che divisioni, fughe in avanti e personalismi non aiutano nessuno. Serve uno spirito di squadra, una visione condivisa e la capacità di offrire ai cittadini un progetto credibile per il futuro di Cosenza. Ci sono tanti profili spendibili. Sceglieremo, insieme, il miglior candidato».
Come valuta l’operato della giunta guidata dal sindaco Franz Caruso? Il centrodestra come intende costruire l’alternativa di governo per la città?
«Riteniamo che l’amministrazione Caruso non sia riuscita a dare le risposte che la città si aspettava. Persistono criticità sul decoro urbano, sulla manutenzione, sulla viabilità, sulla gestione dei servizi e sulla capacità di attrarre investimenti e creare sviluppo. La cosa che colpisce di più è che la nostra città non ha quella spinta propulsiva e quella capacità di indirizzo per tutta la provincia. È diventata spenta, anonima. Un altro elemento che misura il fallimento dell’amministrazione è lo stato di degrado del cimitero. Il cimitero rappresenta anche un indicatore del livello di civiltà di una città e di un popolo: il modo in cui vengono curati e rispettati i luoghi della memoria e i nostri defunti racconta molto della qualità dell’amministrazione e dell’attenzione verso la comunità. Cosenza ha bisogno di una nuova stagione amministrativa fondata su programmazione, efficienza e dialogo con le istituzioni regionali e nazionali. Il centrodestra lavorerà per costruire un’alternativa seria, mettendo al centro la qualità della vita dei cittadini e il rilancio economico e sociale della città. Cosenza deve tornare ad essere attrattiva e viva».
Il progetto della fusione dei comuni e della “Città Unica” è stato, per mesi, al centro del dibattito regionale e locale. Lo stop al progetto ha chiuso definitivamente le discussioni?
«Il referendum ha espresso una volontà popolare che va rispettata. Questo, però, non significa rinunciare a ragionare sul futuro dell’area urbana cosentina. Al di là della fusione amministrativa, resta la necessità di rafforzare la cooperazione tra i comuni, pianificare insieme i servizi, i trasporti, il welfare, lo sviluppo economico e la programmazione territoriale. Qualunque riflessione futura dovrà partire dal confronto con i cittadini e con gli amministratori locali, senza imposizioni, ma nella consapevolezza che le grandi sfide si affrontano insieme, nell’esclusivo interesse dei cittadini». (f.benincasa@corrierecal.it)
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