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notte della legalità

Gratteri torna sul Referendum: «Intervista al Corriere della Calabria episodio spartiacque». «La legge per i detenuti con dipendenze è un indulto mascherato»

Il procuratore di Napoli ospite di una iniziativa a Casali del Manco. Giornata sugli errori giudiziari? «Pensiamo a quella sugli errori politici»

Pubblicato il: 18/08/2026 – 12:19
di Fabio Benincasa
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CASALI DEL MANCO La Notte della legalità a Casali del Manco si apre con il procuratore della Repubblica di Napoli, Nicola Gratteri. Un’intensa testimonianza che ha spaziato dai ricordi personali alla complessa realtà sociale contemporanea. Nel corso del dibattito – un ricco confronto su temi cruciali del nostro tempo – il magistrato ha ripercorso il senso di appartenenza alla terra d’origine e il valore profondo delle radici, offrendo un’analisi sulla lotta alla criminalità organizzata e sulla prevenzione dei comportamenti a rischio tra i minori.

Il valore delle radici e l’insegnamento dei padri

Nel richiamo costante a Gerace e alla Calabria, il procuratore ha sottolineato come le radici rappresentino il punto di partenza della propria storia, una base solida da cui è possibile muoversi verso qualsiasi destinazione per poi, eventualmente, fare ritorno. «Il posto più bello è quello nel quale si nasce. Ho girato il mondo per lavoro, dal Canada all’Argentina, ho visitato tutti i paesi del Nord, Sud e Centro America, tutti i paesi d’Europa e anche alcuni centri dell’Africa, ho incontrato personalità illustri, pensatori, luminari ma ancora oggi – quando sono chiamato ad assumenre delle decisioni importanti – ripenso sempre ai miei genitori, ai loro insegnamenti, alle loro parole». La vera trasmissione dei valori non avviene tramite le prediche teoriche sul bene e sul male, ma attraverso la coerenza dei comportamenti quotidiani. È nell’osservazione diretta dell’onestà e della generosità che si apprende il significato genuino della legalità e del rispetto delle regole. «Le radici sono importanti, se fossi nato a poche centianai di metri di distanza oggi forse sarei un capomafia: la famiglia è fondamentale, ma oggi è in crisi».

La crisi della famiglia e la tutela delle nuove generazioni

L’analisi del magistrato si è poi spostata sulla condizione giovanile e sulle profonde trasformazioni sociali intervenute negli ultimi decenni. La progressiva attenuazione del ruolo educativo dei genitori e dell’architettura comunitaria di un tempo ha reso i bambini e gli adolescenti fortemente esposti a molteplici pericoli. «Registriamo un drastico e preoccupante aumento dei reati commessi da minori, questo è il risultato tangibile del crollo del livello culturale, etico e morale della società. Quando è scoppiata Tangentopoli, alcuni imprenditori hanno ricevuto l’avviso di garanzia e deciso di togliersi la vita – sbagliando – oggi quando si è destinatari di un provvedimento si pensa subito a comunicare tramite diretta social, si professa la propria innocenza e si arriva all’assoluzione». Gratteri poi respinge al mittente le accuse di chi lo definisce un “magistrato politicizzato”. «Ma davvero c’è chi crede alle storie dei magiastrati che condannano o assolvono perché legati a questo o quel partito? Un anno e mezzo fa eravamo al 38% di gradimento e di fiducia dei cittadini ora siamo intorno al 60%, il gradimento della politica è al 18%. Giudicate voi». Ed ancora, «quando al Governo c’era la sinistra mi davano del fascista, oggi – invece – pensano sia del Pd ma non mi ha mai votato al Csm, ho fatto domanda per procuratore aggiunto di Reggio Calabria, procuratore di Catanzaro, procuratore di Napoli e i democrat non hanno mai espresso parere favorevole. Se critico le riforme della giustizia proproste da questo Governo, non è per appartenenza politica ma semplicemente perché non le condivido». Il procuratore di Napoli “boccia” la legge numero 140 del 5 agosto 2026 che introduce la detenzione domiciliare in casi particolari. La norma consente ai detenuti con problemi di tossicodipendenza o alcoldipendenza di scontare la pena all’interno di comunità terapeutiche residenziali o semiresidenziali, seguendo un programma di recupero riabilitativo. «Ho proposto e sostenuto la detenzione in comunità, ma quello del governo è un “indulto mascherato”. Non si possono mandare in comunità i tossicodipendenti che devono scontare otto anni di carcere, gli ultimi quattro anno sono sufficienti».

Il ritorno al Referendum

Il dibattito sul Referendum della giustizia torna a far capolino negli interventi del procuratore di Napoli, desideroso di rivendicare la vittoria ottenuta compiendo una robusta rimonta nei confronti dei comitati favorevoli al “Sì”. Gratteri sottolinea come la maggior parte della stampa fosse contraria rispetto alle sue posizioni e giudica l’intervista rilasciata al Corriere della Calabria come l’episodio spartiacque che ha permesso ai contrari alla riforma di ottenere una schiacciante vittoria al referendum. «Avevo tutti i giornali contro, anche due reti Rai, solo La7 ci dava spazio. Poi al Corriere della Calabria, nel corso di una intervista, dico una cosa banale “La ‘ndrangheta e la massoneria deviata voteranno sì”. E’ successo di tutto, ma hanno commesso un errore estrapolando ed unendo momenti e dichiarazioni diverse dell’intervista. Il risultato ottenuto si è rivelato un boomerang, la gente ha iniziato ad informarsi seriamente sui quesiti del Referendum e il risultato ha dato ragione ai sostenitori del “No”». «Hanno votato in massa i giovani e gli anziani – sottolinea Gratteri – abbiamo ottenuto un risultato che è andato ben oltre le migliori aspettative».

La giornata degli errori giudiziari

La Camera dei deputati ha approvato una proposta di legge per istituire la Giornata nazionale Enzo Tortora in memoria delle vittime di errori giudiziari, fissata il 17 giugno. La data ricorda l’arresto del celebre presentatore televisivo avvenuto nel 1983 e poi conclusosi con una piena assoluzione. Sul punto, la posizione di Gratteri è netta. «Va bene, facciamola, ma per coerenza organizziamo anche la giornata dedicata agli errori politici. Si sono già blindati rendendo inutile – con la riforma – la Corte dei Conti».

La sottovalutazione della ‘ndrangheta

E’ un dato di fatto, molti Stati europei non hanno contezza di come e quanto la ‘ndrangheta sia radicata in determinati territori. La sottovalutazione della criminalità organizzata calabrese è nota, in molti continuano – ancora oggi – a ritenerlo un fenomeno legato e collegato solo alla nostra regione con qualche sporadica incursione extraregionale. Niente di più falso. «Sono dei professionisti, vestono come noi, le mafie sono pericolose perché drogano il mercato e creano una concorrenza sleale. L’imprenditore mafioso, quello ricco, ricicla soldi sporchi e cerca di fatturare anche quello che non vende». Anche in questo caso, secondo il procuratore di Napoli, la politica ha delle nette responsabilità. «Si occupa solo dei fatti che finiscono in prima pagina, penso al delitto di Garlasco, ai bimbi del bosco o al gioielliere che ha sparato due rapinatori. Il resto viene colpevolmente dimenticato». (f.benincasa@corrierecal.it)

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