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Latte crudo e derivati: online le Linee guida e le FAQ per prevenire le infezioni

Le infezioni da STEC possono manifestarsi con quadri clinici di diversa gravità

Pubblicato il: 19/08/2026 – 11:54
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Il Ministero della Salute ha reso disponibili le “Linee guida per il controllo di Escherichia coli produttori di Shiga-tossine (STEC) nel latte non pastorizzato e nei prodotti derivati”, elaborate dal Tavolo tecnico istituito presso il Ministero, insieme alle FAQ rivolte a cittadini e operatori del settore. Le Linee guida rappresentano uno strumento tecnico-scientifico a supporto delle attività di prevenzione e controllo del rischio microbiologico associato al consumo di latte crudo e dei prodotti derivati. Le infezioni da STEC possono manifestarsi con quadri clinici di diversa gravità, da forme lievi o asintomatiche fino a diarrea emorragica e, nei casi più gravi, alla sindrome emolitico-uremica (SEU), principale causa di insufficienza renale acuta nei bambini. Per questo motivo è fondamentale adottare misure efficaci di prevenzione lungo l’intera filiera alimentare.

Le Linee guida forniscono indicazioni operative per:

  • gli operatori del settore alimentare, nell’ambito delle attività di autocontrollo;
  • le Aziende sanitarie locali, per le attività di vigilanza e di controllo ufficiale;
  • tutti i soggetti coinvolti nella produzione e commercializzazione di latte crudo e prodotti derivati, al fine di rafforzare la gestione del rischio.

Accanto alle Linee guida, sono disponibili le FAQ, per rispondere ai dubbi più frequenti sul consumo di latte crudo e più in generale, sui rischi per le categorie più vulnerabili e sulle corrette misure di prevenzione. Durante l’estate aumenta il consumo di prodotti alimentari freschi o pronti per il consumo per i quali il Ministero della salute raccomanda di leggere sempre con attenzione le etichette e di seguire le corrette procedure di conservazione e di preparazione degli alimenti. 
Un’attenzione particolare deve essere riservata al consumo di alimenti da parte delle categorie maggiormente suscettibili, quali bambini, anziani, donne in gravidanza e persone immunodepresse, per le quali l’adozione di corrette modalità di scelta, conservazione e consumo degli alimenti assume un ruolo fondamentale nella riduzione dei rischi per la salute.

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