Amministrative 2027, la corsa al voto a Catanzaro. Ecco i “papabili” sui tavoli del centrosinistra e del centrodestra
Al momento gli schieramenti appaiono frammentati. Ma da settembre le grandi manovre accelereranno, con le Politiche e gli equilibri nazionali destinati a incidere sulla sfida cittadina
CATANZARO Lavori allo stadio, lavori al porto, isola pedonale, Piano regolatore, nuovo ospedale. Sono tanti i temi “caldi” sul tavolo della politica catanzarese. Ma su tutti, da settembre in poi, si staglierà la partita delle elezioni amministrative del 2027. L’ultimo scorcio della consiliatura partita a fine giugno del 2022 avrà dunque un doppio binario, quello relativo alle cose che restano da fare, soprattutto per l’amministrazione a trazione centrosinistra guidata dal sindaco Nicola Fiorita, e le trattative per la corsa al voto, che alla ripresa dopo la pausa estiva entreranno davvero nel vivo. Al momento, come peraltro è comprensibile, gli schieramenti sono frastagliati anche perché i ragionamenti, allo stato embrionali, dovranno necessariamente tenere conto di tante dinamiche, a partire da quelle che da Roma si caleranno sui territori. Basti pensare al fatto che i partiti e le coalizioni saranno impegnati anche a preparare le Politiche del 2027, uno step che inevitabilmente condizionerà anche il voto amministrativo. Equilibri dunque tutti da costruire, sia nel campo del centrodestra che in quello del centrosinistra.
Il centrosinistra
Un quadro dunque ancora tutto in divenire, anzitutto nel campo progressista, per quanto riguarda la futura scelta del candidato sindaco. Fari puntati ovviamente sul sindaco in carica, Nicola Fiorita, che resta un nome “forte” anche se il primo cittadino resta sempre piuttosto indecifrabile. L’accelerazione su alcuni dossier – come l’isola pedonale- fanno pensare a una volontà di riprovarci, ma diversi analisti sostengono che in realtà il suo obiettivo potrebbe essere una candidatura al Parlamento. Da capire poi l’appoggio dei partiti: con il Pd Fiorita ha un rapporto all’insegna degli alti e dei bassi (e ora prevarebbero questi ultimi), Sinistra Italiana invece avrebbe già fatto intendere di voler guardare ad altre opzioni, il M5S – che comunque sul territorio è piuttosto impalpabile – è invece più propenso verso l’attuale sindaco. Certo, un ulteriore cambio di passo di Fiorita sul piano dei contenuti potrebbe fare la differenza. Altri nomi che circolano: quello dell’attuale vicesindaco Giusy Iemma, dirigente apicale del Pd, che le riconosce una indubbia linearità di azione. Poi, Gianmichele Bosco, attuale presidente del Consiglio comunale, di Sinistra Italiana-Avs, nome però che potrebbe trovare poco appeal nel variegato mondo moderato che sta nel fronte progressista. E poi, in campo – anche se ancora non l’ha ufficialmente dichiarato – c’è Francesco Pitaro, del Pd ma alla guida di un movimento civico che si è già presentato facendo piuttosto rumore e che ha già assunto posizioni critiche rispetto alla stagione Fiorita: difficilmente il Pd “ufficiale” lo appoggerà, se si ricorda come i dem si sono mossi nel 2022, preferendo a un proprio iscritto – Valerio Donato – proprio Fiorita, ma per Pitaro la cosa potrebbe non rappresentare un problema né tantomeno un limite. In ogni caso, nel centrosinistra ancora tanta confusione e incertezza.
Centrodestra
Confusione e incertezza che si registrano anche nel campo del centrodestra, accreditato alle Amministrative del 2027 dei favori del pronostico ma chiamato a raggiungere quell’unità clamorosamente mancata quattro anni e mezzo fa, quando la coalizione, bloccata dai veti incrociati, finì per sostenere – senza alcuna convinzione – un candidato espressione della sinistra quale era Donato. Stavolta dovrebbe essere diverso ma al momento lo schieramento appare ancora disunito. Fonti della coalizione sostengono che ci sarebbe una distribuzione di massima delle caselle calabresi da parte del tavolo nazionale, con Forza Italia che si sarebbe presa Reggio (com’è avvenuto), Fratelli d’Italia Cosenza e Lega Catanzaro. Ma questa distribuzione sarebbe appunto di massima, nel senso che è scritta sull’acqua. La Lega il nome “forte”, anzi fortissimo, per la corsa alla carica di sindaco lo avrebbe, quello del vicepresidente della Regione Filippo Mancuso, ma anche Mancuso non sta scoprendo le carte, anche perché potrebbe aspirare anche a una candidatura al Parlamento: inoltre, secondo diversi analisti, se dovesse correre per il Comune Mancuso vorrebbe fare più con un profilo civico più che politico. Fratelli d’Italia sta alla finestra: ha già rivendicato la candidatura a sindaco ma più per liturgia politica che per reale convinzione ma alla fine avrebbe tutta la forza per strappare la casella. Del resto, il nome perfetto i meloniani ce l’avrebbero, quello di Wanda Ferro, un nome che doverosamente – si direbbe “a prescindere” – va annoverato tra i “papabili” per la sua leadership territoriale. Quanto a Forza Italia, Sergio Abramo non starebbe facendo mistero di una velleità molto concreta, e in tanti guardano poi ad Antonello Talerico, già per due volte in campo con uno schieramento civico. Sottotraccia, però, a sentire molti osservatori, si starebbe registrando quotazioni in rialzo per Aldo Ferrara, presidente di Unindustria Calabria e profilo ideale per diventare il candidato di superamento se il centrodestra dovesse di nuovo – com’è assolutamente possibile – impantanarsi nel gioco dei veti e controveti: Ferrara avrebbe il gradimento sicuro anzitutto di Fratelli d’Italia. Poi, ci sono alcune variabili da considerare nel campo del centrodestra: il primo è legato alla candidatura alla presidenza della Provincia (spetterebbe a Fratelli d’Italia ma anche qui è al momento teoria). Il secondo riguarda il presidente della Regione Roberto Occhiuto, leader di Forza Italia: il governatore sicuramente vorrà dire – e dirà – la sua su Catanzaro. Il terzo riguarda i vannacciani di Futuro nazionale, che si stanno radicando sul territorio e che hanno il loro frontman in Mimmo Tallini, che ancora “pesa” molto sullo scacchiere politico catanzarese e non solo. Cosa faranno i vannacciani? La risposta dipenderà molto dagli equilibri romani. Come, del resto, tutta la “partita Catanzaro”. (a. cant.)
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