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L’ATTESA

Sottosegretari, il referendum passa dal Tar, udienza il 2 settembre

I giudici dovranno valutare il ricorso della Regione contro il via libera alla consultazione popolare. L’iter referendario prosegue e il voto è stato fissato al 29 novembre

Pubblicato il: 24/08/2026 – 15:00
di Clemente Angotti
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Data da segnare in agenda, quella del 2 settembre 2026. Un altro appuntamento importante, anche questa volta praticamente a inizio autunno. Ma in questa circostanza non avremo a che fare con elezioni anticipate, come è accaduto nelle ultime due tornate regionali. Questa volta, in testa all’agenda del presidente della Giunta regionale, che nelle more, ha fissato con decreto il referendum per il 29 novembre stanziando alla bisogna 7 milioni di euro per consentirne l’eventuale svolgimento, c’è una questione che è diventata terreno di scontro tra i due schieramenti che si confrontano nell’agone calabrese, quella dei sottosegretari. Uno dei quali, peraltro, è stato regolarmente nominato ed è in carica almeno, a quanto pare, fino alla data stabilita dai magistrati amministrativi. Scadenza da sottolineare, dunque, quella del 2 settembre, giorno in cui è fissata l’udienza collegiale davanti ai giudici del Tar della Calabria per la discussione del ricorso avverso al provvedimento dell’Ufficio centrale regionale presso la Corte d’Appello di Catanzaro che ha accolto il ricorso delle opposizioni dichiarando ammissibile la consultazione popolare sullo Statuto regionale riguardo all’introduzione dei sottosegretari. L’innovazione al centro della discordia, che poi innovazione non è perché si tratta, per così dire, di un ritorno di fiamma, chiama in causa una figura di sottogoverno di cui obiettivamente non si avvertiva alcuna necessità e che era stata già adottata (e poi accantonata) più di vent’anni addietro dall’allora Governo Loiero. Oggi a riproporla è il centrodestra. Come si sa la ‘reincarnazione’ dell’incarico in questione, è stata attuata dalla giunta Occhiuto che in Consiglio regionale ha presentato e approvato a fine marzo scorso la legge che reintroduce i due sottosegretari alla Presidenza della Regione, scatenando forti polemiche politiche, ricorsi istituzionali e dibattiti sui costi. L’opposizione di centrosinistra e il Movimento 5 Stelle, ma anche un cartello di partiti e associazioni di cittadini, hanno duramente criticato il provvedimento, bollandolo alla stregua di uno spreco di risorse e un aumento di poltrone per accontentare appetiti di gruppi e partiti. Successivamente è stata promossa una raccolta di firme a sostegno della proposta di legge di iniziativa popolare. A far segnare un punto a favore dell’opposizione è stato, però, l’Ufficio centrale regionale per il referendum della Corte d’Appello di Catanzaro che ha accolto il ricorso delle opposizioni sancendo un primo alt. La Regione ha dato mandato all’Avvocatura di Stato di resistere promuovendo un ricorso al Tar per ottenere l’annullamento del provvedimento dell’Ufficio centrale bollando il provvedimento emesso dall’ufficio centrale come “abnorme, illegittimo e gravemente lesivo degli interessi della Regione Calabria”. In una continua sequenza di batti e ribatti, con un decreto d’urgenza, il presidente del Tar Calabria Gerardo Mastrandrea, secondo cui “Non sussistono i requisiti di estrema gravità e urgenza per concedere la tutela cautelare invocata”, ha quindi rigettato l’istanza cautelare e successivamente fissato proprio al 2 settembre la camera di consiglio per la trattazione collegiale. Secondo quanto si legge nella decisione, è ritenuta questa la sede più idonea per discutere il ricorso. “A fronte della cognizione necessariamente sommaria proprio dello strumento cautelare invocato, le questioni sottoposte – relativamente alla natura dell’organo che ha provveduto, alla tipologia e alla legittimità del procedimento adottato, alla natura dell’atto contestato, e più in generale alle implicazioni di ordine costituzionale – richiedono un approfondimento che solo la sede collegiale, cautelare e/o di merito può assicurare”.
Il rigetto dell’istanza cautelare decretata dal Tar determina il prosieguo del percorso referendario stoppando il tentativo di immediata sospensione dell’iter che dovrebbe portare al voto popolare.
Adesso non rimane che attendere questo nuovo step. Probabilmente, però, non ci sarà l’ennesima prova referendaria, eventualità che la maggioranza di centrodestra sta tentando in ogni modo di esorcizzare visto l’esito del recente voto sulla giustizia che ha visto i partiti della coalizione di governo sostenitori della riforma bocciati nelle urne dai calabresi. Il presidente Occhiuto ha infatti già chiarito che se il Tar della Calabria dovesse confermare il referendum, la legge istitutiva dei sottosegretari verrà abrogata. Anche se rimarrà in vita un’altra parte del provvedimento, quella che contempla l’allargamento del numero di assessori attuata in recepimento della normativa nazionale. Intanto, in attesa della pronuncia del Tar, Alleanza Verdi Sinistra ha avviato sotto il solleone la campagna referendaria per il no alle modifiche statutarie che reintroducono i sottosegretari mettendo in chiaro che ‘le priorità e i problemi della Calabria sono sanità, lavoro, dissesto idrogeologico, carenze infrastrutturali, trasporti, politiche sociali, povertà crescente e tanti altri ancora, non certo il poltronificio, le clientele, le prebende e le regalie ad amici e sostenitori”.

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