Partecipate regionali, il “sottogoverno” si è dato una regolata. Bilanci in utile e il Fondo perdite scende a zero
La fotografia contenuta nell’assestamento di bilancio della Regione restituisce un quadro complessivamente positivo per gli organismi partecipati
CATANZARO Il sottogoverno sembra essersi dato una regolata dopo le tanti stagioni di sprechi, di perdite e di caos gestionale. La fotografia contenuta nell’assestamento di bilancio 2026-2028 della Regione Calabria restituisce un quadro complessivamente positivo per gli organismi partecipati. Delle società prese in esame, la maggior parte ha chiuso il 2025 con un utile e, alla luce dei bilanci approvati, non si rende necessario alcun nuovo accantonamento per coprire eventuali perdite. Il Fondo perdite, inizialmente previsto in bilancio per 9.933,56 euro, viene così azzerato. È questo uno degli elementi che emergono dalla verifica sulla congruità del Fondo perdite degli organismi partecipati, effettuata dalla Regione nell’ambito dell’assestamento del bilancio di previsione 2026-2028. Il meccanismo previsto dall’articolo 21 della legge 19 agosto 2016, n. 175, impone alle amministrazioni che partecipano a società in perdita di accantonare risorse proporzionate alla propria quota di partecipazione, quando le perdite non siano state immediatamente ripianate. Si tratta di una misura prudenziale: l’obiettivo è evitare che eventuali risultati negativi delle società partecipate si trasformino successivamente in un peso per i conti pubblici. La verifica effettuata dalla Regione, però, non ha evidenziato la necessità di nuovi accantonamenti.
La maggior parte delle partecipate è in utile
Il dato più rilevante riguarda proprio i risultati economici delle società. Tra gli organismi esaminati, risultano in utile nell’ultimo bilancio approvato, relativo al 2025, Banca Popolare Etica, Comalca, Ferrovie della Calabria, Fincalabra, Sacal, So.Ri.Cal., Stretto di Messina e Terme Sibarite. Si tratta di società nelle quali la Regione detiene partecipazioni anche molto significative. In alcuni casi, il controllo è totalitario: Ferrovie della Calabria e Fincalabra sono partecipate al 100% dalla Regione, mentre la partecipazione complessiva arriva al 90,64% in Sacal e al 100% in Terme Sibarite, considerando anche le quote indirette. Per queste società, il risultato positivo del 2025 esclude la necessità di effettuare un accantonamento al Fondo perdite. L‘unica perdita indicata nella tabella regionale riguarda il Consorzio Tech4you, che presenta per il 2025 un risultato negativo pari a 800.051 euro. Il dato, tuttavia, non determina un nuovo onere per il bilancio regionale. La Regione precisa infatti che la perdita è stata già ripianata mediante il fondo consortile e non è stata riportata a nuovo. Di conseguenza, non sussistono le condizioni per un ulteriore accantonamento a carico della Regione. È un passaggio importante perché mostra come il dato della perdita, preso isolatamente, non sia sufficiente a determinare un obbligo di accantonamento: occorre verificare anche se la perdita sia stata ripianata e quale sia la sua effettiva rilevanza ai fini della normativa. Nessun accantonamento anche per le società in fallimento. Nella ricognizione regionale compaiono anche tre società in stato di fallimento: Co.Ma.C. S.r.l., Progetto Magna Graecia S.r.l. e Sogas S.p.A. Anche per queste società non viene previsto un nuovo accantonamento. La Regione richiama in proposito il divieto di soccorso finanziario previsto dall’articolo 14 del decreto legislativo n. 175 del 2016, oltre ai principi contabili applicabili. Il quadro complessivo porta quindi a un risultato netto particolarmente chiaro: l’accantonamento necessario per il Fondo perdite, sulla base delle verifiche effettuate, è pari a zero.
Dal Fondo previsto in bilancio all’azzeramento
Il bilancio di previsione 2026-2028 aveva inizialmente previsto 9.933,56 euro sul capitolo U8201043601, destinato all’“Accantonamento di risorse da destinare al fondo per la copertura delle perdite risultanti dai bilanci di esercizio delle società a partecipazione regionale”. L’assestamento cambia però il quadro. Alla luce dei risultati dei bilanci delle partecipate e delle verifiche effettuate, la Regione non ritiene necessario mantenere quell’accantonamento. La variazione prevista è quindi pari a -9.933,56 euro. Il Fondo passa, in sostanza, da 9.933,56 euro a zero.
Un segnale positivo, ma da leggere con attenzione
Il quadro che emerge dall’assestamento è dunque quello di un sistema delle partecipate regionali che, nel complesso, non richiede ulteriori risorse per la copertura di perdite. La maggior parte delle società considerate presenta infatti un risultato positivo e, per la Regione, non si determina la necessità di alimentare il Fondo perdite. Anche l’unica perdita indicata, quella di Tech4you pari a 800.051 euro, risulta già ripianata. Il dato non significa, naturalmente, che tutte le partecipate regionali siano prive di criticità economiche o finanziarie. La verifica riguarda infatti le condizioni previste dalla specifica disciplina del Fondo perdite e i bilanci presi in considerazione. Ma sotto questo particolare profilo, la fotografia contenuta nell’assestamento è netta: per il 2026 la Regione non prevede ulteriori risorse da accantonare per le perdite delle società partecipate. (a. c.)
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