Furgiuele replica a Minasi: «Io non ho cambiato ideali, è la Lega che è diventata altro»
E’ quanto afferma il deputato di Futuro Nazionale con Vannacci Domenico Furgiuele, responsabile regionale della Calabria
ROMA “Leggo che Tilde Minasi si preoccupa del mio futuro politico e parla addirittura di “poltrone”. Da che pulpito. Io dalla Lega ho avuto tanto e non l’ho mai rinnegato. Ma alla Lega ho dato tutto. Sono entrato in quel partito quando al Sud valeva praticamente zero virgola, quando indossare quella maglia non garantiva incarichi, candidature o comode posizioni. Quando bisognava metterci la faccia, costruire sezioni, trovare candidati, raccogliere voti e sopportare contestazioni. Altri sono arrivati dopo. Quando la tavola era già apparecchiata. E tra questi c’è proprio Tilde Minasi”, afferma il deputato di Futuro Nazionale con Vannacci Domenico Furgiuele, responsabile regionale della Calabria. Prosegue Furgiuele: “Perciò, prima di parlare dei miei voti e delle mie “poltrone”, risponda a una domanda molto semplice: quale classe dirigente ha costruito? Chi ha eletto politicamente Tilde Minasi sul territorio? Io posso rispondere per me. Negli anni il gruppo politico che ho costruito ha espresso consiglieri regionali, provinciali e comunali. Abbiamo costruito una comunità politica quando farlo era difficile, non quando era diventato conveniente. Ed è proprio questa la differenza. Io non ho abbandonato i miei ideali. Sono rimasto fedele agli stessi ideali per i quali ero entrato nella Lega. È la Lega che nel Centro-Sud è diventata altro. Ed è diventata altro anche grazie a una classe dirigente composta da persone come Minasi, Claudio Durigon e Amedeo Mormile: espressione di quelle vecchie logiche di potere, incarichi e posizionamenti che hanno progressivamente avvelenato un progetto nel quale tanti di noi avevano creduto. I risultati sono sotto gli occhi di tutti: invece di chiedersi perché tanti militanti e amministratori se ne siano andati e perché il partito abbia perso tanta della forza che aveva conquistato nel Mezzogiorno, continuano ad attaccare chi se n’è andato. Forse dovrebbero cominciare a guardarsi allo specchio. Perché Furgiuele c’era quando non c’era niente da prendere. C’era quando bisognava costruire. C’era quando bisognava portare voti. C’era quando quella bandiera al Sud costava fatica e sacrificio. E se oggi ho scelto Futuro Nazionale è proprio perché non intendo rinnegare ciò in cui ho sempre creduto per difendere un simbolo diventato il rifugio di persone che quella storia non l’hanno costruita. Minasi dice che rincorro una poltrona. Le rispondo tranquillamente: io una poltrona l’ho conquistata con i voti quando lei non rappresentava nulla della storia della Lega che oggi pretende di difendere. E visto che siamo in campagna elettorale a Reggio Calabria, la domanda diventa ancora più semplice: quanti voti rappresenta Tilde Minasi a Reggio Calabria? Ce li conti. Uno per uno. Noi intanto conteremo quelli di Futuro Nazionale. Poi ne riparliamo”.
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