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L’ATTACCO

Tallini contro Murone: «Sindaco telecomandato, senza autonomia e autorevolezza. Restituisca la parola agli elettori»

L’ex presidente del Consiglio regionale attacca il primo cittadino di Lamezia: «Senza i tremila voti di Furgiuele non sarebbe stato eletto»

Pubblicato il: 28/08/2026 – 10:10
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«Prestandosi alla vendetta del sindaco di Reggio Calabria, anche a costo di ripudiare una componente che è stata decisiva per la sua elezione, il sindaco Murone ha dimostrato di essere telecomandato e privo di quell’autorevolezza che richiederebbe, invece, la sua carica». È quanto afferma Mimmo Tallini, intervenendo duramente sulla situazione politica a Lamezia Terme. «Lamezia Terme, se vuole affermare il suo ruolo di città-guida dell’area centrale della Calabria, avrebbe bisogno di un sindaco forte, dotato di autonomia decisionale e soprattutto affidabile». Tallini prosegue: «Il tradimento nei confronti di un gruppo politico che ha concorso alla sua vittoria in maniera determinante è l’ultimo anello di un percorso fatto di ipocrisie, slealtà, mancato rispetto degli accordi. Nessuno dimentica che l’avvocato Murone, prima di essere candidato dal centrodestra, si era offerto al centrosinistra. E credo che nemmeno l’amico Giampaolo Bevilacqua – che io avrei ben visto come candidato sindaco unico del centrodestra – dimenticherà l’accordo sottoscritto prima del ballottaggio, alla presenza dell’on. Pino Galati, finito carta straccia per ordine del coordinatore regionale di FI Cannizzaro».
«Nemmeno i lametini possono dimenticare – aggiunge Tallini – l’atteggiamento lassivo con cui Murone sta assecondando i disegni della Regione di depotenziare l’aeroporto di Lamezia Terme a favore di quello di Reggio e del futuro aeroporto di Sibari». «Quando ci si presta alle vendette su ordinazione, in relazione a fatti che nulla c’entrano con gli interessi della città di Lamezia Terme e i suoi problemi, si mostra il vero volto del primo cittadino, quello di un sindaco al servizio dei poteri forti e non al servizio della città». Secondo Tallini, «l’avvocato Murone dovrebbe prendere esempio dal sindaco di Crotone, Voce, che si è rifiutato – almeno per ora – di eseguire il diktat del duo Cannizzaro-Occhiuto, rivendicando la propria autonomia».
«Da oggi Lamezia Terme, ancora più di ieri, è governata da un sindaco debole, traballante, nelle mani dei poteri forti, piegato senza dignità ai voleri del sindaco di Reggio Calabria. Credo che l’esperienza negativa dell’avvocato Murone possa considerarsi conclusa, sia politicamente sia amministrativamente, anche se la sua vocazione ad ogni compromesso pur di mantenere la poltrona ci fa pensare che difficilmente avrà quello scatto di dignità, restituendo la parola agli elettori». Tallini conclude tornando sul peso elettorale della componente vicina a Domenico Furgiuele: «Senza i tremila voti dell’on. Furgiuele e del suo gruppo, oggi esponente di primo piano di Futuro Nazionale, l’avvocato Murone non sarebbe stato sindaco e ad indossare la fascia tricolore sarebbe l’on. Doris Lo Moro che, alla luce di quanto sta accadendo, sarebbe stato il male minore».

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