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l’intervento

Jonadi, l’ex sindaco Fialà contro Signoretta: «La realtà è ben diversa da quella raccontata sui social»

L’ex primo cittadino in una lettera critica l’amministrazione, parlando di «retorica della “porta aperta” e un’urbanistica senza bussola»

Pubblicato il: 29/08/2026 – 12:54
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JONADI «C’era una volta la retorica della novità. All’indomani della vittoria elettorale, il giovane sindaco di Jonadi, Fabio Signoretta, aveva voluto lanciare un segnale forte, un manifesto di rottura con il passato che aveva fatto ben sperare: una targa affissa fuori dalla porta del suo ufficio con su scritto, semplicemente, “Questo è il Vostro  ufficio”. Una formula suggestiva, moderna, che prometteva una gestione democratica, partecipata e trasparente della cosa pubblica. A distanza di tempo, quel cartello appare oggi come una crudele ironia, il simbolo di una promessa tradita». Lo afferma Nazzareno Fialà, ex sindaco del Comune di Jonadi, in una lunga lettera in cui critica l’amministrazione attuale targata Fabio Signoretta. «Di quell’ufficio – si legge – “di tutti” i cittadini hanno sperimentato soprattutto l’anticamera e, nella stragrande maggioranza dei casi, la delusione. Più che a un luogo di ascolto e condivisione, Palazzo di Città ha finito per assomigliare a una corte dove si è instaurata una gestione più vicina a una monarchia che a un’amministrazione democratica. Chiunque abbia avuto bisogno di varcare quella soglia, dopo aver fatto una lunga anticamera, ha dovuto fare i conti con aspettative sistematicamente disattese, perché le uniche istanze che vengono  portate a compimento sono solo quelle che si aggradano alla volontà del sindaco».

«Un uomo solo al comando»

«Un fattore centrale – continua l’ex primo cittadino – che ha inciso in modo devastante sulla gestione, soprattutto, dei lavori pubblici e delle pratiche urbanistiche è la totale assenza di una guida politica strutturata. A Jonadi non esiste un assessore ai lavori pubblici né un assessore all’urbanistica; o se esistono, il loro peso politico è pari a zero.  Tutto deve passare obbligatoriamente attraverso il sindaco il quale, ed è pacifico, non possiede le specifiche competenze tecniche — il che non sarebbe una colpa, nessuno nasce tuttologo. La vera colpa, e il grave difetto politico, è la mancanza di umiltà con cui si è affrontata questa delicata materia. Se ci fosse stato un pizzico di umiltà in più e molta meno arroganza politica, si sarebbero trovate le soluzioni adeguate, e le cose sarebbero andate decisamente meglio. Invece, si è preferito accentrare tutto e non guardare ai problemi seri della gente e della comunità tutta».

«Il blocco dei permessi a costruire»

«Questa gestione accentrata e autoreferenziale ha prodotto effetti pesantissimi sulla vita reale dei cittadini. Dispiace profondamente constatare che oggi a Jonadi ci sono giovani coppie che hanno fatto sacrifici enormi, acquistando un lotto di terra per costruirsi la propria casa, e si ritrovano bloccate da più di otto mesi dalla richiesta del permesso a costruire, senza sapere quando lo otterranno; la stessa cosa, tra l’altro,  è capitata ad imprenditori che avevano pensato di  investire per le proprie attività su Jonadi ed invece hanno dovuto ricredersi. E non certo perché sui lotti ove le giovane coppie o gli imprenditori avevano  deciso di costruire  non si possa edificare, ma semplicemente perché il sindaco ha deciso che “per il momento” non si deve fare; occorre aspettare  un certo iter che non trova a mio modesto pare alcuna giustificazione. Sembra quasi che il permesso a costruire debba essere “sudato”. Un vero paradosso se si pensa che, fino a poco tempo fa, Jonadi, era il comune virtuoso dove il rilascio di un’autorizzazione edilizia era quasi immediato, un luogo che invogliava le famiglie e gli imprenditori  ad investire e a costruire il proprio futuro. Oggi, chi vuole edificare viene sistematicamente martoriato e stancato fino a farlo quasi desistere, proprio come succedeva tanti ma tanti anni fa…. Ed a me, sinceramente,  dispiace essere stato testimone di quello che succedeva tanti anni fa e di essere ritornato  testimone  anche di  quello che succede  oggi. Non sono proprio contento….Altro che la rivoluzione promessa da un giovane sindaco …. sarà giovane persona sicuramente  ma è  soprattutto, purtroppo, un gran  “ vecchio “ amministratore». 

Vena di Jonadi e i fondi PNRR

«Questo metodo di governo si riflette drammaticamente anche sul territorio. L’esempio più lampante arriva da Vena di Jonadi e dai fondi del PNRR — risorse che il primo cittadino non ha risparmiato di criticare dopo averle felicemente incassate e spese. Le precedenti amministrazioni avevano compiuto un lavoro lungimirante, individuando un’area centrale da dedicare ai  servizi per dare un cuore pulsante alla nuova realtà di Vena, dove prevedere la costruzioni di tutti i servizi essenziali per una comunità, nonchè la piazza ed un viale in modo tale che si creasse veramente la comunità secondo i canoni moderni di città funzionali. Quel lavoro è stato cancellato disseminando  la frazione con  ben tre asili nido dislocati in tre aree distinte (a sud, al centro e a nord). Il dettaglio che grida vendetta urbanistica è la localizzazione: quegli asili sono stati piazzati non solo sacrificando le aree che i piani di lottizzazione destinavano a parcheggi e aree a verde, ma anche e soprattutto a ridosso delle strade come se non ci fossero spazi diversi dove realizzarli». «Ciò – continua – produce  danni enormi: Il pessimo esempio istituzionale: Il Comune, che dovrebbe dare l’esempio del costruire in modo funzionale da un esempio del costruire alla meno peggio; Lo scippo di spazi vitali ai più piccoli: Gli asili nido (per bambini da 6 mesi a 3 anni) dovrebbero essere circondati da verde e parcheggi per garantire ambienti sani e funzionali. Al contrario, si ritrovano soffocati da muri e strade».

«Propaganda social»

«Per concludere, in questi giorni assistiamo all’ennesimo spettacolo social: il sindaco si vanta con post autocelebrativi del fatto che Jonadi sia il quarto comune più giovane d’Italia. È vero, Jonadi è il quarto comune più giovane d’Italia, ma è un primato che detiene già da prima del 2011, frutto di dinamiche demografiche e sociali ben più ampie e radicate nel tempo. E ciò è stato sancito a livello nazionale oltre che dall’Istat anche attraverso un servizio dedicato del settimanale Venerdi allegato al quotidiano la Repubblica nell’anno 2012. Certamente, se Jonadi fosse dipeso dalle politiche di sviluppo e dalla visione di questo giovane sindaco, un tale primato non lo avrebbe mai raggiunto. In conclusione si può pacificamente affermare che ci  ritroviamo così catapultati indietro di quarant’anni, con pratiche amministrative vecchie e miopi, mascherate unicamente da una martellante e superficiale presenza digitale». (redazione@corrierecal.it)

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