Il nuovo Piano dei trasporti: 34 miliardi in 20 anni per una Calabria «accessibile, connessa, resiliente e sostenibile»
I contenuti della riforma al centro del confronto della politica calabrese alla ripresa dei lavori dopo la pausa estiva
CATANZARO «Senza massicci interventi sulle infrastrutture e i servizi di trasporto per persone e merci è molto difficile, se non impossibile, intraprendere un credibile percorso di recupero della vivibilità e dello sviluppo economico della Regione». Parte da qui l’aggiornamento del Piano dei trasporti della Regione, al centro del confronto della politica calabrese alla ripresa dei lavori dopo la pausa estiva. Il documento punta a superare le criticità attuali – già evidenziate dal Corriere della Calabria – attraverso 10 macrocategorie di interventi, grazie a investimenti complessivi per un valore di oltre 34 miliardi di euro da qui ai prossimi 20 anni.
La visione
La visione strategica – si legge nel Piano – è quella di «trasformare la Calabria in una regione accessibile, connessa, resiliente e sostenibile», riducendo le disuguaglianze territoriali, integrando le diverse modalità di trasporto, rafforzando la capacità delle reti di resistere ai rischi naturali e promuovendo una mobilità a basso impatto, anche attraverso digitalizzazione e innovazione tecnologica. Tra le priorità figurano il completamento della rete stradale, il programma di resilienza delle infrastrutture, il collegamento alla rete nazionale ad alta velocità e ai servizi Frecciarossa e Italo, la Metropolitana regionale della Calabria, lo sviluppo del sistema aeroportuale e della portualità, il miglioramento della logistica, la sostenibilità, la smart mobility e la semplificazione delle procedure.
La Metropolitana regionale
È definita dalla Giunta «uno degli assi strategici per il futuro» e rappresenta la principale novità progettuale del Piano. L’obiettivo che ci si attende dal progetto della Metropolitana regionale è creare una rete ferroviaria regionale potenziata, con servizi simili alle S-Bahn europee, capace di collegare i principali poli urbani e territoriali, le stazioni servite da Frecciarossa e Italo e gli aeroporti. Sono previsti interventi sulle reti Rfi e Fdc, sistemi di trasporto rapido di massa nelle città e parcheggi di interscambio. Il ridisegno del Tpl dovrà puntare sull’intermodalità tra ferro e gomma, accompagnata da una tariffa integrata regionale. Il progetto sarà sviluppato per fasi, indicativamente nel 2030, 2035 e 2045, con l’obiettivo di arrivare a regime a 13 linee e nuovi collegamenti diretti, tra cui Cosenza-Catanzaro, Crotone-Lamezia-Cosenza e Catanzaro-Crotone-Cosenza.
Aeroporti
Il sistema aeroportuale calabrese ha superato nel 2025 i 4,3 milioni di passeggeri, con una crescita del 21,4% sull’anno precedente. Restano però criticità nell’accessibilità ai tre scali: Lamezia Terme non dispone di un collegamento diretto con la stazione ferroviaria, Reggio Calabria presenta collegamenti terrestri poco efficienti e Crotone soffre la posizione periferica e la dipendenza dalle rotte stagionali. Il Piano prevede interventi già finanziati per 282,4 milioni di euro sugli aeroporti di Lamezia Terme, Reggio Calabria e Crotone, oltre a 72 milioni per il potenziamento delle rotte. Tra i nuovi progetti figura l’hub intermodale di Lamezia Terme, destinato a integrare ferro, autobus, Tpl, auto, autonoleggio e mobilità condivisa. Per Reggio Calabria si valuta il miglioramento del collegamento tra aeroporto e ferrovia e, durante la costruzione del Ponte sullo Stretto, anche una soluzione di traghettamento passeggeri verso Tremestieri.
Porti
La portualità viene indicata come «uno dei pilastri» delle politiche di mobilità, logistica e sviluppo economico regionale. Il quadro degli interventi per i porti delle due Autorità di Sistema Portuale ammonta a 495 milioni di euro, di cui 276 milioni già disponibili, con interventi su Gioia Tauro, Villa San Giovanni e Reggio Calabria. A Gioia Tauro sono previsti interventi per l’accessibilità marittima e il potenziamento delle banchine; a Villa San Giovanni nuovi interventi sul sistema dei traghetti e un terminal passeggeri; a Reggio Calabria il risanamento della banchina Margottini. Sono inoltre previsti 37 milioni per la continuità territoriale nello Stretto. Il Piano introduce anche un Programma regionale per la portualità turistica, basato su una rete di «porti di prossimità» integrati con le reti terrestri e orientati a turismo, digitalizzazione e sviluppo della blue economy. Gli interventi finanziati con fondi Fsc superano i 90 milioni di euro.
Gli effetti attesi al 2045
Il Piano indica nel 2045 la propria deadline e ipotizza 178 chilometri di nuove strade, 655 chilometri di rete stradale rigenerata e messa in sicurezza e 860 chilometri di rete ferroviaria elettrificata, contro i 489 attuali. L’obiettivo è portare a 300mila in più gli spostamenti giornalieri sul trasporto collettivo, ridurre del 24% gli incidenti, risparmiare 46 ore di viaggio all’anno per ogni calabrese e circa 950 euro l’anno per la riduzione delle percorrenze e dei tempi di viaggio. L’impatto stimato sul Pil regionale è pari a +4,02%.
La riforma del Tpl
Parallelamente al Piano è prevista la riforma del Trasporto pubblico locale, che supera la normativa del 2015 e introduce una gestione unificata di autobus e ferrovie. È prevista la nascita di Amcal-Agenzia per la mobilità della Calabria, che sostituirà Art-Cal e si occuperà di gare, affidamento e controllo dei servizi, mentre alla Regione resteranno le funzioni di programmazione. Tra le novità: unico bacino regionale, servizi a chiamata nelle aree interne, biglietto unico e digitalizzazione. Per il servizio non sono previsti nuovi fondi: la Regione destinerà 510mila euro alla costituzione di Amcal e conferma circa 38,6 milioni di euro l’anno per il biennio 2027-2028. (a. c.) (Fine)
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