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La nuova fase

Aeroporto dello Stretto, 64 milioni per crescere: il “Tito Minniti” punta sulla sponda siciliana

Terminal Arrivi, nuove infrastrutture e più collegamenti: Regione, Sacal e Comune puntano sulla crescita dello scalo dello Stretto

Pubblicato il: 03/09/2026 – 14:45
di Paola Suraci
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REGGIO CALABRIA Sessantaquattro milioni di euro. Una cifra che il presidente della Regione Calabria Roberto Occhiuto pronuncia con orgoglio, ma subito corregge la narrazione: non si tratta di rianimare un aeroporto morente. Reggio Calabria oggi cresce più di ogni altro scalo italiano. I fondi servono a completare, non a salvare. La conferenza stampa di questa mattina, nella sala “Giuditta Levato” del Consiglio regionale, ha riunito attorno a un unico tavolo il presidente di Sacal Luciano Vigna, il sindaco Cannizzaro e il presidente della Regione Roberto Occhiuto. Tre voci, un solo messaggio: l’Aeroporto dello Stretto è diventato un caso di successo, e ora punta più in alto.

Dove vanno i 64 milioni

Il grosso dell’investimento, 36 milioni, servirà a costruire il terminal Arrivi, dopo che quello Partenze è già realtà. Poi una lista di interventi che ridisegnano lo scalo pezzo per pezzo: 2,5 milioni per trasformare il distaccamento dei Vigili del Fuoco in una vera caserma; 3,5 milioni per abbattere ruderi e manufatti pericolosi nell’area circostante; altri 3,5 per rifare la pavimentazione dell’area di movimento; 5 milioni per riqualificare il lato mare; 5 milioni per security e digitalizzazione; 7,9 milioni, infine, per sistemare viabilità e parcheggi, ormai al collasso nei giorni di punta.

Occhiuto: “Nel 2021 bastava un volo per Milano”

Il presidente della Regione gioca la carta della memoria storica. Quando si è insediato, nel novembre 2021, l’aeroporto era fermo al palo: il territorio stesso non chiedeva altro che un collegamento con Milano. Oggi, dice, Reggio è tra gli scali che crescono di più in Italia, con accordi già firmati con i vettori che garantiranno più passeggeri sia in inverno che in estate. Le date da segnare: da ottobre-novembre, volo giornaliero per Bergamo, che diventa hub di connessione con l’Europa. Per la prossima estate, l’auspicio di un collegamento diretto con Roma con un volo low cost e di un nuovo aeromobile basato stabilmente a Reggio, con rotte aggiuntive verso il Sud. Sui conti, Occhiuto allarga lo sguardo all’intera rete calabrese: 280 milioni di investimenti complessivi, di cui 60 destinati a breve a Reggio, oltre ai 20 già spesi per il terminal Partenze. Per la Winter 2026, le rotazioni settimanali passeranno da 36 a una media di 43, con 30mila posti in vendita in più. L’obiettivo dichiarato: avvicinarsi al milione di passeggeri l’anno.

“Reggio aeroporto delle Eolie e di Taormina”

Il passaggio più rivelatore riguarda il metodo. Occhiuto racconta di non affidare le trattative con le compagnie aeree a intermediari, ma di seguirle di persona. Ricordando il primo contatto con Ryanair, il presidente spiega: “Quando ho parlato con Ryanair la prima volta, il management non sapeva nemmeno dove fosse l’aeroporto di Reggio, non voleva mettere voli sullo scalo. Nel mio ufficio, con la mappa davanti, gli ho fatto vedere Reggio e ho detto: guardate, questo diventerà un aeroporto strategico, perché può attrarre anche l’utenza della Sicilia orientale”. Ed è lo stesso ragionamento che, secondo Occhiuto, giustifica il progetto del pontile voluto dal sindaco Cannizzaro: “È molto intelligente la proposta di investire sul pontile, perché è strategica. Noi dobbiamo fare dell’aeroporto di Reggio Calabria l’aeroporto di Taormina, l’aeroporto delle Eolie.” La strategia sugli incentivi è chiara: puntare sulle rotte che viaggiano già all’85-90% di riempimento, non su quelle al 50% destinate comunque a sparire quando finiscono i fondi pubblici. Consolidare, non disperdere.

Vigna: “Da 300mila a un milione di passeggeri”

A completare il quadro tecnico è il presidente di Sacal, Luciano Vigna, che parte da un paragone impietoso: la Lombardia ha tre aeroporti, la Calabria pure, ma la strada da fare è ancora lunga. Il progetto, spiega, è costruire a Reggio Calabria un vero hub internazionale capace di servire tutta l’area dello Stretto. Il primo passo, però, resta infrastrutturale: uno scalo che passa da 300mila a un milione di passeggeri in pochi anni subisce uno stress enorme sulle strutture esistenti. Fatte le partenze, il bando per gli arrivi partirà entro fine anno, poi toccherà alle opere complementari.

Il calo dei voli internazionali

Vigna non nasconde il ridimensionamento della mappa internazionale nella prossima stagione invernale: alcune destinazioni non saranno operative e Barcellona resterà l’unico collegamento europeo. Un dato che, secondo il presidente di Sacal, non va però letto come un segnale di difficoltà per il Tito Minniti. Il parametro da guardare, spiega, è soprattutto quello dei posti messi in vendita dalle compagnie, e su questo fronte il trend dello scalo reggino resta positivo. Le stime per la Winter indicano infatti un aumento delle rotazioni settimanali, dalle circa 36 della precedente stagione a una media vicina alle 43, con circa 30mila posti in più disponibili. A trainare la crescita sarà soprattutto Bergamo, che diventerà un collegamento giornaliero e viene considerato strategico anche per la possibilità di intercettare la rete di connessioni low cost che fa capo a Orio al Serio. Il calo delle destinazioni internazionali, dunque, si inserisce secondo Vigna in una dinamica più ampia che sta interessando il trasporto aereo europeo. L’aumento del costo del carburante sta spingendo le compagnie low cost a ridurre i collegamenti superiori alle due ore di volo, considerati meno redditizi. Ma questo, sottolinea, non significa che Reggio sia destinata a perdere il proprio collegamento con l’Europa. La programmazione della prossima Summer è già in corso e la conferma delle rotte attuali rappresenta, nelle parole di Vigna, «il minimo sindacale». L’obiettivo condiviso con Occhiuto è aumentare ulteriormente l’offerta. In questa prospettiva, anche la posizione geografica di Reggio può diventare un elemento di forza. Se le compagnie privilegiano sempre più le tratte brevi per contenere i costi, la collocazione dello scalo nel cuore del Mediterraneo può aprire nuove opportunità verso il Sud e gli altri hub regionali. Vigna mette però un punto fermo: un aeroporto può trasportare passeggeri, ma non crea da solo il turismo. Per attrarre nuove compagnie serve un territorio in grado di offrire un sistema turistico organizzato e competitivo. Gli incentivi, spiega, rappresentano solo una parte marginale dell’investimento necessario per una compagnia aerea. È quindi sulla capacità del territorio di costruire un’offerta solida che si gioca la partita del futuro. Se questo sistema riuscirà a consolidarsi, conclude Vigna, per l’aeroporto di Reggio le prospettive di crescita ci sono tutte.

Cannizzaro: “I fatti, non le chiacchiere”

Il sindaco rivendica il metodo più dei numeri. Ringrazia Occhiuto per aver “mantenuto la parola”, e coglie l’occasione per liquidare anni di annunci mai realizzati sull’area integrata dello Stretto. Il riferimento è al pontile: un’infrastruttura costruita forse trent’anni fa, usata pochi giorni e poi dimenticata. Ora, dice Cannizzaro, cambia tutto. La scorsa settimana il sindaco di Messina è arrivato a Reggio – prima volta nella storia – e insieme hanno messo “nero su bianco” tre o quattro punti strategici per collegare le due sponde. Il primo: riattivare il pontile. Il progetto tecnico è già in lavorazione, e coinvolgerà Regione Calabria, Città Metropolitana, i due Comuni e la Regione Siciliana.


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