Scompenso cardiaco, l’IA scopre i segnali nascosti nell’ECG: nello studio anche l’Unical
Un algoritmo può individuare tracce elettriche associate allo scompenso cardiaco. La ricerca, a guida italiana, ha raggiunto un’accuratezza vicina al 90% nei test
ROMA Diagnosticare un principio di scompenso cardiaco potrebbe presto richiedere solo l’elettrocardiogramma (Ecg) un esame semplice, rapido ed economico, senza attendere i tempi e i costi di un prelievo di sangue e di un ecocardiogramma. È questa la novità emersa da uno studio internazionale a guida italiana, pubblicato sulla prestigiosa rivista “European Heart Journal – Quality of Care and Clinical Outcomes”. I ricercatori hanno sviluppato un modello di intelligenza artificiale (Ia) in grado di leggere all’interno di un comunissimo elettrocardiogramma (Ecg) tracce invisibili all’occhio umano, capaci di indicare con elevata precisione se nel sangue del paziente vi sia un livello elevato di NT-proBNP, il biomarcatore di riferimento per la diagnosi di scompenso cardiaco. Nello studio, che ha visto la collaborazione dell’Università della Calabria, Humanitas University, l’Università Federico II di Napoli, l’Università e l’Azienda sanitaria universitaria di Trieste, l’Università di Zurigo, Imperial College London, King’s College London e la Seoul National University, i ricercatori hanno “allenato” una rete neurale profonda analizzando 84.895 elettrocardiogrammi ed esami NT-proBNP. L’algoritmo ha imparato a cogliere micro-segnali elettrici impercettibili nella lettura tradizionale ma legati alla presenza del biomarcatore. Testato poi su 679 pazienti nei centri di Cosenza e Trieste, l’algoritmo ha mostrato un’accuratezza vicina al 90% nell’individuare i valori a rischio. «Lo scompenso cardiaco è una delle grandi emergenze sanitarie del nostro Paese – spiega Ciro Indolfi, primo autore dello studio e presidente della Fondazione italiana cuore e circolazione della Società italiana di Cardiologia -. In Italia interessa oltre un milione di persone, con una prevalenza stimata dell’1-2% nella popolazione generale e circa 80.000 nuovi casi ogni anno. La frequenza cresce rapidamente con l’età e la malattia è tra le principali cause di ricovero negli anziani, con un impatto rilevante su mortalità, qualità della vita, famiglie e sostenibilità del Servizio sanitario nazionale». Oggi la diagnosi di scompenso cardiaco parte spesso da sintomi generici come stanchezza, affanno o gonfiore alle gambe. «Per confermare il sospetto servono un prelievo del sangue con analisi di laboratorio (il dosaggio dell’NT-proBNP) e un’ecografia al cuore – dichiara Gianfranco Sinagra, presidente della Società Italiana di Cardiologia e coautore dello studio -. Tuttavia, l’esame del sangue richiede tempi, costi e strutture adeguate, non sempre facilmente accessibili sul territorio o nei centri più piccoli. L’elettrocardiogramma, al contrario, è un esame economico, non invasivo, immediato e disponibile ovunque: dagli studi dei medici di famiglia alle farmacie, fino alle ambulanze. Applicare l’Ia all’Ecg permette di trasformarlo in un vero e proprio “filtro digitale”: uno strumento in grado di avvisare subito il medico quando è davvero necessario richiedere gli approfondimenti di laboratorio e specialistici».
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