Dalla “mina vagante” Vannacci al nodo referendum. Il centrodestra verso un autunno caldo
Attenzione tutta concentrata sulle Suppletive e agenda politico-istituzionale al momento “frenata”. E sulla vicenda dei sottosegretari il percorso è complesso
LAMEZIA TERME Tutto sospeso, vuoi per scelta politica, con quella “mina vagante” di Futuro nazionale di Vannacci che preoccupa, vuoi per “necessità”. L’agenda politico-istituzionale del centrodestra alla Regione vive una fase di “limbo” prima di infilarsi in un autunno che invece si profila caldo, comunque molto intenso. L’attenzione della maggioranza che governa la Regione con il presidente Roberto Occhiuto è ovviamente tutta concentrata sulle Suppletive di Reggio Calabria di fine mese: in palio c’è molto di più del singolo seggio alla Camera che era di Francesco Cannizzaro oggi sindaco metropolitano, in palio ci sono anche gli equilibri della coalizione a livello centrale, messi in fibrillazione dall’aggressivo avvento del generale ex Lega e anche, secondo molti analisti, la leadership di Forza Italia, che secondo i principali quotidiani nazionali potrebbe diventare contendibile e registrare tra i contendenti lo stesso Occhiuto. Insomma, una partita delicatissima, quella in riva allo Stretto, anticamera anche delle future prove elettorali, dalle Amministrative in grandi città anche calabresi – Catanzaro e Cosenza – alle Politiche. Una partita che sta richiedendo uno sforzo notevole, quasi titanico, al centrodestra e a Forza Italia, che non stanno lesinando colpi a sorpresa – i mondiali del tennis giovanile a Reggio, per dirne una – per disinnescare la mina vannacciana e portare il berlusconiano Fabio Roscioli a Montecitorio.
Uno dei primi effetti è stata la sostanziale imapsse dell’attività del Consiglio regionale: a parte alcune sedute di commissione su temi anche importanti, a Palazzo Campanella il “grosso” è stato tutto rinviato a dopo le Suppletive, con una seduta dell’assemblea programmata ufficiosamente tra il 29 settembre e il 2 ottobre. Giusto il tempo di capire come sono andate le urne e quali effetti si potrebbero registrare tra i banchi consiliari, alla luce anche dell’addio di Domenico Giannetta a Forza Italia. Un addio che secondo fonti del centrodestra non dovrebbe intaccare la tenuta numerica del centrodestra ma mai dire mai…
Il nodo referendum
In più a rendere oggi il quadro nella maggioranza di governo non particolarmente spumeggiante è anche la vicenda del referendum per l’eliminazione della figura dei sottosegretari, vicenda sulla quale in effetti il centrodestra è “scivolato” piuttosto rovinosamente, come conferma l’ultima pronuncia del Tar Calabria che, sia pure non chiudendo la partita, ha comunque rigettato il ricorso della Regione per evitare la consultazione popolare, peraltro già fissata a fine novembre da Occhiuto. Molto dipenderà ovviamente dalle intenzioni dello stesso Occhiuto, che a quanto sembra ha già fatto capire di non voler tirare per le lunghe la questione ventilando la possibilità di abrogare la modifica dello Statuto che ha causato questo polverone ed evitare un referendum comunque insidioso (e anche costoso). Ma anche questa strada – spiegano sempre fonti qualificate del centrodestra – sarebbe comunque in salita. Diverse sono le opzioni per la maggioranza, tutte però con controindicazioni e alcune anche scomode. La prima è quella di un ulteriore ricorso contro la pronuncia del Tar, cosa che però non garantisce un esito positivo. C’è poi – per l’appunto – la strada di un ritorno in Consiglio regionale per abrogare la norma sui sottosegretari, ma in punta di diritto qualche giurista interpellato dal centrodestra avrebbe già fatto presente che potrebbe essere necessario abrogare tutta la modifica, compresa quella sull’ampliamento a nove del numero degli assessori. Insomma, tante incognite, al punto che nella maggioranza c’è anche chi parla di “incartamento oggettivo che sta ingessando tutti i ragionamenti”. Intanto, secondo i “bene informati” rispetto all’opzione settembre (anche per la concomitanza delle Suppletive) sembra sia slittato ulteriormente l’ampliamento della Giunta “promesso” da Occhiuto a Lega e Noi Moderati, e la vicenda del referendum potrebbe ulteriormente prolungare lo slittamento. Nei prossimi giorni qualcosa si potrebbe muovere se dovesse essere convocata una conferenza dei capigruppo in Consiglio regionale, ma intanto l’incertezza nel centrodestra si tocca con mano, e questa è sicuramente una notizia, in Calabria. (a. cant.)
(Foto tratta da facebook)
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