Da destra a sinistra, ecco chi gioca e cosa rischia. Tutte le “partite” politiche delle Suppletive di Reggio
Da Cannizzaro a Occhiuto e Scopelliti fino a Irto e ai leader nazionali: il voto in riva allo Stretto è una sfida che ne racchiude tante altre
LAMEZIA TERME Le tante “partite” politiche delle Suppletive di Reggio Calabria. La sfida del prossimo weekend per il collegio lasciato vacante da Francesco Cannizzaro eletto sindaco della città dello Stretto ha un valore che – è ormai certificato da tutti gli analisti – travalica ampiamente i confini regionali per proiettare i propri effetti nel cuore del potere romano e nazionale. Quella che alla vigilia si presentava come una routine, la semplice sostituzione di un deputato a un altro, oggi invece è l’anticamera di una battaglia elettorale più grande, le Politiche del 2027. In palio dunque c’è ben più di un seggio a Montecitorio (peraltro “a tempo”): in palio c’è forse una fetta del futuro politico italiano. Queste sono diventate le Suppletive di Reggio Calabria dopo che il leader di Futuro Nazionale Roberto Vannacci ha deciso di candidare Domenico Giannetta strappandolo a Forza Italia e aprendo un evidente conflitto con il centrodestra, finendo con il ringalluzzire anche il centrosinistra. E in questo contesto in tanti a loro volta mettono sul tavolo una fetta del loro futuro individuale: al di là dei quattro candidati in lizza – Fabio Roscioli per il centrodestra, lo stesso Giannetta per Fn, Frank Benedetto per il centrosinistra e Francesco Toscano per Democrazia Sovrana Popolare – diversi infatti sono i “giocatori” in campo in questo inedito thriller elettorale. Nell’ordine.

Francesco Cannizzaro
Il neo sindaco di Regigo Calabria alle Suppletive è chiamato a una doppia sfida: confermare il trionfo a valanga per Palazzo San Giorgio di qualche mese fa e soprattutto confermare la provincia di Reggio Calabria come un “feudo” suo personale e di Forza Italia. Il suo impegno – rivendicato con orgoglio – per la candidatura di Roscioli nonostante un innegabile “difetto” di territorialità del competitor lo testimonia plasticamente.
Roberto Occhiuto
Ma le Suppletive sono un test anche per il governatore calabrese Roberto Occhiuto, leader nazionale di Forza Italia. Anche per Occhiuto partita delicatissima, considerando che il presidente della Regione e vicesegretario azzurro è stato tra i primi e tra i più duri ad affrontare a muso duro Vannacci, portatore di valori – a suo dire – incompatibili con un centrodestra liberale e riformista. Anche per Occhiuto una doppi a esigenza: dimostrare anzitutto al segretario di Fi Antonio Tajani – a cui in realtà secondo gli analisti potrebbe insidiare la leadership del partito – che la Calabria resta una roccaforte forzista, e dimostrare alla premier Giorgia Meloni che la Calabria resta una roccaforte del centrodestra. In più una vittoria di Roscioli, berlusconiano doc, sarebbe un ulteriore segnale di perfetta sintonia con il vento liberale sprigionato dall’attivismo dei figli del Cavaliere, Marina e Piersilvio.

Giuseppe Scopelliti
Ma nel centrodestra il percorso che sta portando alle Suppletive ha registrato un dato politico particolare: il rinnovato e rilanciato ruolo di Peppe Scopelliti, ex sindaco di Reggio ed ex presidente della Regione, ieri “enfant prodige” del centrodestra e oggi, dopo aver chiuso i conti con il passato, diventato una sorta di “padre nobile” dello schieramento e soprattutto di argine all’avanzata di Vannacci, come delineato dal Corriere della Calabria. Emblematiche le immagini che hanno ritratto Scopelliti alla recente convention con uno dei leader di FdI, Giovanni Donzelli: oltre agli abbracci anche con gli stessi Occhiuto e Cannizzaro, a tanti osservatori Scopelliti è apparso davvero nel suo habitat naturale con i colori di Fratelli d’Italia a fargli da corona (colori che, per tanti motivi, certo gli si attagliano più di quelli della Lega…).

Nicola Irto
Ma la partita di Reggio Calabria ha una grande valenza anche per il centrosinistra. La corsa per strappare un collegio storicamente nelle mani del centrodestra appare comunque in salita ma la mossa del segretario regionale del Pd Nicola Irto e dei vertici del Nazareno con la candidatura di Frank Benedetto, stimato cardiologo reggino, ha un doppio significato: il primo riguarda la territorialità, una strada spesso “mortificata” dal centrosinistra, e il secondo riguarda il perimetro dell’alleanza, con una coalizione che ha esteso i propri confini dai centristi di Italia Viva ai comunisti di Rifondazione. Ecco perché anche per il fronte progressista le Suppletive sono in realtà un laboratorio e un banco di prova.
Giorgia Meloni e Roberto Vannacci
Ovviamente, le Suppletive di Reggio Calabria inevitabilmente finiscono con l’intrecciare le dinamiche politiche nazionali, soprattutto del centrodestra. Perché sono le prime elezioni nelle quali si misura Vannacci con Futuro nazionale e nelle quali Vannacci misura il proprio appeal rispetto al centrodestra tradizionale guidato da Giorgia Meloni. Quanto al centrosinistra, l’esito del voto reggino potrebbe avere risvolti interessanti in ottica 2027: anzitutto perché potrebbe sperimentare la tenuta del campo largo, e poi potrebbe dire qualcosa anche sull’opportunità o meno di procedere alle primarie per esprimere la leadership, considerando che il nome di Benedetto è uscito fuori da un approfondito dialogo tra le forze della coalizione e non da una consultazione popolare affidata anche un po’ al caso e alle interferenze esterne. Insomma: comunque andranno a finire le Suppletive, qualcosa comunque succederà, a Roma soprattutto. (a. cant.)
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