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l’intervista

Meloni: «60 miliardi in 4 anni per calmierare energia e bollette»

La premier ospite a Porta a Porta

Pubblicato il: 22/09/2026 – 20:12
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ROMA Estendere la Zes unica a tutto il Paese? «È complicato soprattutto cercare di capire come si fa a portare una misura che ha funzionato molto bene su tutto il territorio nazionale per favorire gli investimenti». La presidente del Consiglio Giorgia Meloni interviene a ‘Porta a Porta’ con Bruno Vespa su Raiuno. «Quello su cui stiamo lavorando è soprattutto l’estensione delle semplificazioni che sono previste da adesso. Questo anche per rispondere al tema dei costi. C’è ovviamente anche la questione dei crediti d’imposta, ma quello che io considero più importante di tutto è come semplificare per un’azienda che chiede l’autorizzazione e che vuole investire, creare ricchezza e creare posti di lavoro», ha aggiunto Meloni. «E questo è quello su cui ci stiamo in questo momento concentrando – ha aggiunto – è una misura che è in dirittura d’arrivo, penso in uno dei prossimi Consigli dei ministri sarà operativa. È una misura sulla quale mi pare ci sia anche una certa convergenza».
Sul petrolio, «abbiamo accelerato anche per l’estrazione del petrolio italiano perché noi lo andiamo a comprare in giro per il mondo ma poi ce l’abbiamo nei nostri mari». In merito alla legge di bilancio, «nel settore privato abbiamo fatto la detassazione degli aumenti contrattuali, portata al 5 per cento. Dagli studi che ha il ministero del Lavoro, la misura ha riguardato oltre 4 milioni di lavoratori che hanno avuto un aumento grazie a questa misura. E’ una misura che voglio confermare nella prossima legge di bilancio. Piano piano stiamo recuperando con i salari», ha dichiarato la premier.
La presidente del Consiglio, infine, si è soffermata sulla proposta di ridurre il numero di alunni stranieri nelle classi. «Oggi lo hanno scritto diversi quotidiani, il Presidente della Repubblica quando era Ministro dell’Istruzione, redigeva circolari che, più o meno anche lì invitavano a non concentrare i ragazzi stranieri nella stessa classe, ma perché è una misura di buon senso. E io quindi, mi pare che sia giusto, buon senso».
Sul caro energia, la premier conclude: «L’Italia non cresce come dovrebbe per problemi che sono prevalentemente di carattere strutturale. C’è una bassa produttività che è dovuta intanto alla natura del nostro tessuto produttivo, e da una difficoltà, o comunque da investimenti sull’innovazione, sul capitale umano che non sono sufficienti. E poi c’è un tema che è legato al costo dell’energia. E anche questa è una materia strutturale estremamente complessa, sulla quale abbiamo lavorato tantissimo in questi anni. 60 miliardi è stata la spesa complessiva negli ultimi quattro anni per cercare di calmierare le bollette delle famiglie e delle imprese». (redazione@corrierecal.it)

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