La Staffetta della Legalità a Vibo dopo le numerose intimidazioni: «Da qui parte il riscatto contro la criminalità»
L’incontro alla Provincia di Vibo Valentia. Gaglianese: «Restiamo uniti e facciamo rete». La testimonianza della consigliera Laura Pugliese: «Non ci lasciamo intimidire»
VIBO VALENTIA Fare rete, creare sinergia tra imprenditori, istituzioni, associazioni. La “Staffetta della Legalità” fa tappa a Vibo Valentia, un «ritorno» anche dovuto alle numerose intimidazioni che hanno colpito la provincia negli ultimi mesi. Nella sala consiliare di Palazzo ex Enel, la “Tazzina della Legalità” ha raccolto sindaci, amministratori e personalità del territorio per rilanciare la battaglia contro la criminalità. «Siamo voluti tornare qui perché è sotto gli occhi tutti quello che sta succedendo a Vibo» ha affermato a margine Sergio Gaglianese, presidente dell’associazione. «A noi non piace fare solo commemorazioni, fiaccolate sull’onda dell’emotività delle 48 ore che poi va scemando fino al prossimo attentato. Da Vibo deve partire il riscatto della regione, ma va fatto con concretezza».

Fare rete contro la criminalità
Per Gaglianese la società civile deve alzare la testa di fronte a criminalità e a una politica inerte di fronte ai bisogni dei calabresi: «Il problema non è solo la ‘ndrangheta, che è un sintomo della malattia, ma in Calabria abbiamo bisogno di servizi, infrastrutture, di sanità». Per farlo, per lottare contro la criminalità serve innanzitutto fare rete: «Una cosa che non abbiamo mai saputo fare. Ho invitato tanti sindaci, sono contento della grande rappresentanza che c’è. Avrei voluto vedere anche un po’ di presenza istituzionale diversa, noi dobbiamo fare antimafia di sostanza e non di apparenza. Tutti quanti dobbiamo scendere in campo perché se pensiamo che solo la magistratura, le forze dell’ordine, abbiano un ruolo nella lotta alla criminalità non andremo da nessuna parte. Dobbiamo partire tutti assieme e fare rete».

«Non ci lasciamo intimidire»
Nel corso dell’evento sono stati diversi gli interventi sentiti, tra cui quello di Martino Ceravolo, Tiberio Bentivoglio, Salvatore Barbagallo, Raffaele Fazio, Patrizia Rodi Morabito. Ma anche quello di Laura Pugliese, consigliera comunale di Vibo Valentia vittima di recente di diverse intimidazioni. Nei giorni scorsi, la sua auto è stata rubata durante la notte, due mesi dopo che lo stesso veicolo le era stato incendiato. «Oggi noi vogliamo ribadire con forza che non ci lasciamo intimidire, non ci rassegniamo a queste forme di prevaricazione, di intimidazione vile e becera» ha affermato Pugliese, ricordando come oltre a lei molti amministratori e imprenditori sono state vittime di atti simili. «Bisogna far capire alle nuove generazioni, ai cittadini, a chiunque, che quando si colpisce un amministratore, un dipendente pubblico, un imprenditore, gente al servizio del proprio territorio, si finisce per colpire se stessi, per limitare il futuro, la libertà del territorio». (ma.ru.)
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