Multe, Imu e Tari: in Calabria 177 enti aderiscono alla rottamazione. Al Sud il 68% delle sanatorie
La regione è tra quelle con il maggior numero di amministrazioni che hanno scelto la definizione agevolata delle entrate locali. I dati nell’analisi del Sole 24 Ore
LAMEZIA TERME La Calabria è tra le regioni italiane con il maggior numero di enti locali che hanno aderito alla nuova rottamazione delle entrate. Sono 177 le amministrazioni calabresi che hanno scelto di aprire alla definizione agevolata di multe, Imu, Tari e degli altri tributi e somme affidati alla riscossione. Il dato emerge da un’analisi pubblicata dal Sole 24 Ore, che fotografa la distribuzione territoriale delle adesioni alla sanatoria nazionale. Complessivamente sono 1.481 le amministrazioni locali che hanno deciso di aderire, con una concentrazione particolarmente forte nel Mezzogiorno.
Calabria tra le regioni con più adesioni
La mappa pubblicata dal quotidiano economico colloca la Calabria ai primi posti in Italia con 177 enti aderenti. Numeri superiori si registrano in Sicilia, dove le amministrazioni coinvolte sono 263, e in Campania, con 187. Seguono proprio la Calabria e, subito dopo, la Puglia con 141 enti e il Lazio con 140. Nel complesso, il 68% delle rottamazioni si concentra nel Sud Italia, a conferma di una diffusione della misura molto più marcata nelle regioni meridionali rispetto al resto del Paese.

Cosa può essere rottamato
La definizione agevolata riguarda le entrate locali affidate alla riscossione: dalle multe stradali all’Imu e alla Tari, oltre ad altre somme di competenza degli enti territoriali. La scelta di aderire spetta infatti alle singole amministrazioni, chiamate a decidere se consentire ai contribuenti di chiudere le proprie posizioni attraverso la procedura agevolata. Secondo il Sole 24 Ore, tra le grandi città hanno aderito Roma, Napoli, Bari e Palermo, mentre Milano e Torino hanno scelto di non partecipare. La possibilità concreta di accedere alla rottamazione dipenderà quindi dall’adesione del proprio Comune o dell’ente titolare dell’entrata. Un quadro che, almeno in Calabria, vede una partecipazione particolarmente ampia delle amministrazioni locali. (redazione@corrierecal.it)
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