«Un terzo della biodiversità italiana è in Calabria», il racconto della Calabria a Terra Madre
L’assessore Gallo premia il lavoro di chi ha «tutelato i prodotti a rischio ed eroicamente ha deciso di eccellere con le colture di nicchia»
TORINO Il cuore pulsante del cibo sostenibile mondiale. Fino al 27 settembre, le piazze e le vie del centro storico di Torino – Piazza San Carlo, Piazza Castello, Piazza Carlo Alberto, via Roma – ospitano Terra Madre Salone del Gusto, la sedicesima edizione di uno degli eventi enogastronomici più importanti al mondo. La Calabria è presente con «80 aziende e quattro nuovi presìdi, frutto di un progetto avviato con Slow Food e che avrà un sicuro futuro», sottolinea l’assessore all’agricoltura della Regione Calabria Gianluca Gallo. «La tutela dei prodotti a rischio è affidata a coltivatori e agricoltori calabresi che eroicamente hanno deciso di eccellere con le colture di nicchia», aggiunge Gallo che prosgue: «Un terzo della biodiversità del nostro Paese si trova in Calabria ed è questo l’argomento che ha convinto noi e Slow Food a costruire un efficace e solido rapporto».
Il prodotto racconta il territorio
La valorizzazione dei prodotti di nicchia, si lega indissolubilmente anche al racconto del territorio calabrese. L’assessore Gallo lo ripete spesso nel corso degli eventi fieristici ai quali la Regione partecipa con produttori e agricoltori. A tal proposito, proprio a Terra Madre, è stata organizzata la conferenza dedicata al Mercato Italiano dei Borghi (MIB), il progetto nato dalla cooperazione istituzionale tra BMTI – Borsa Merci Telematica Italiana e l’associazione “I Borghi più belli d’Italia”, in collaborazione con Slow Food Italia. L’incontro, ospitato nell’Auditorium dell’Archivio di Stato di Torino, ha rappresentato l’occasione per illustrare le attività e le prospettive di un’iniziativa che punta a fare del patrimonio agroalimentare il fulcro della crescita dei territori. Durante la conferenza, sono state raccontate e approfondite le principali linee di intervento del MIB, con particolare attenzione all’analisi del settore produttivo dei luoghi rappresentati da “I Borghi più belli d’Italia”, al coinvolgimento diretto delle aziende locali e alla tutela dell’ecosistema economico, sociale e culturale dei piccoli centri. Un confronto che ha posto al centro anche la salvaguardia della biodiversità, di cui i borghi rappresentano un importante presidio, e il ruolo delle produzioni agroalimentari di qualità nella costruzione di nuove prospettive di sviluppo. (redazione@corrierecal.it)
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