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Cosenza, giudice sospeso per aver rivolto «un invito osè ad una ragazza». Interviene il Csm

La difesa sostiene che quanto contestato non corrisponda a ciò che sarebbe realmente accaduto. Il magistrato farà ricorso

Pubblicato il: 29/09/2026 – 11:29
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COSENZA L’ingresso in magistratura da un anno, dopo il tirocinio svolto a Milano, e oggi sospeso dalle funzioni e dallo stipendio. Una vicenda disciplinare particolarmente delicata coinvolge un giudice penale del Tribunale di Cosenza, 35 anni, ex commissario di polizia, accusato di aver rivolto pesanti avances a una ragazza di 18 anni e di averle mostrato i genitali. La notizia è riportata dal Corriere della Sera. La Sezione disciplinare del Consiglio superiore della magistratura ha accolto la richiesta della Procura generale della Cassazione, intervenuta nel giro di 48 ore dalla segnalazione dei fatti. Dopo una settimana di valutazioni, il Csm ha disposto la sospensione cautelare dal servizio e dallo stipendio, lasciando al magistrato soltanto il quinto della retribuzione previsto per le esigenze di sostentamento. Si tratta di un provvedimento cautelare disciplinare particolarmente severo e non frequente. La Procura generale lo ha motivato con la necessità di tutelare il prestigio dell’ordine giudiziario, ritenuto compromesso dalla condotta contestata.

La ricostruzione

Secondo la ricostruzione contenuta nell’incolpazione disciplinare, il magistrato si trovava alla guida della propria automobile quando, nei pressi di un parcheggio, avrebbe notato la giovane mentre camminava per strada. L’uomo si sarebbe affiancato con l’auto chiedendole indicazioni per il Duomo. La richiesta, però, sarebbe stata soltanto un pretesto per rivolgerle apprezzamenti a sfondo sessuale. La ragazza, secondo quanto riferito agli investigatori, sarebbe rimasta interdetta dal comportamento dell’uomo e sostiene che il magistrato, dopo essersi abbassato i pantaloni, le abbia mostrato le parti intime. Una ricostruzione che il giudice contesta: il magistrato ha infatti negato di aver mostrato i genitali, sia durante l’audizione davanti al Csm sia nell’interrogatorio davanti alla Procura di Salerno, competente per i procedimenti riguardanti i magistrati calabresi. Ha ammesso, invece, di aver portato una mano all’altezza della cintura dei pantaloni e di aver rivolto alla ragazza un invito a sfondo osé. La giovane avrebbe poi fotografato la targa dell’automobile. Un elemento che ha consentito ai carabinieri di identificare rapidamente il proprietario del veicolo e risalire al magistrato.

La difesa

Il giudice, attraverso i propri legali, ha espresso rammarico per quello che ha definito un «comportamento inappropriato», si legge ancora sul Corriere della Sera nell’articolo a firma di Luigi Ferrarella. Al tempo stesso, però, ha contestato la ricostruzione contenuta nell’incolpazione disciplinare. La difesa sostiene infatti che quanto contestato non corrisponda, nei suoi aspetti essenziali, a ciò che sarebbe realmente accaduto. Il magistrato confida quindi che, una volta completata la ricostruzione dei fatti, la vicenda possa essere valutata «in maniera equilibrata» nelle sedi competenti. La Procura generale ha mantenuto ferma la richiesta di sospensione dalle funzioni e dallo stipendio, ritenendola necessaria per tutelare e recuperare il prestigio della magistratura. Il provvedimento non è definitivo. Il magistrato ha infatti annunciato ricorso alle Sezioni Unite civili della Cassazione contro la sospensione cautelare. (f.b.)

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