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Reggio Emilia, viale “Città di Cutro” non cambia nome

Lo ha deciso oggi il Comune, con una delibera di Giunta

Pubblicato il: 29/09/2026 – 17:54
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REGGIO EMILIA Novità sulla questione di “viale città di Cutro” a Reggio Emilia, a cui l’ex prefetto di Reggio Emilia Antonella De Miro ha chiesto a luglio del 2025 di cambiare nome, ritenendolo un simbolo delle infiltrazioni mafiose della cosche di ‘ndrangheta- certificate dal processo Aemilia- provenienti dal paese del crotonese. In particolare l’intitolazione del viale, risalente al 2009 per celebrare la presenza di numerosi cittadini di origine cutrese nella comunità reggiana, non sarà modificata. Tuttavia la rotatoria posta all’intersezione tra viale Trattati di Roma e viale Città di Cutro, una delle principali porte di accesso alla città, sarà intitolata al “7 gennaio 1797”, la data nella quale il Congresso della Repubblica Cispadana, riunito a Reggio Emilia, adottò il Tricolore come bandiera italiana. Lo ha deciso oggi il Comune, con una delibera di Giunta. «L’amministrazione comunale considera la riflessione proposta dalla dottoressa Antonella De Miro un’occasione importante per rinnovare l’impegno della Città di Reggio Emilia nel contrasto a ogni forma di criminalità organizzata e, in particolare, alla presenza e alle infiltrazioni della ‘ndrangheta nel territorio», fanno sapere da piazza Prampolini. «Raccogliendone lo spirito abbiamo scelto di tenere insieme memoria, identità e legalità», spiegano il sindaco Marco Massari e il vicesindaco Lanfranco De Franco. Che aggiungono: «Non vogliamo contrapporre un’identità a un’altra, né sovrapporre la presenza della criminalità organizzata alla storia e alle persone di una comunità. Vogliamo invece affermare con chiarezza che Reggio Emilia riconosce nel 7 gennaio 1797 uno dei momenti fondativi della propria identità e della storia nazionale e che proprio da uno dei suoi principali ingressi deve arrivare un messaggio forte di democrazia, Costituzione e legalità». L’iter amministrativo per l’intitolazione della rotatoria proseguirà ora secondo le procedure previste: la proposta sarà trasmessa alla Prefettura che dovrà dare il suo parere. 

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