Carabinieri di Vibo, l’Arma presenta i nuovi ufficiali e traccia la rotta: «Controlli su fondi, ambiente e industria boschiva» – FOTO
Si insediano i nuovi comandanti di Tropea, Vibo e del Reparto operativo. Il colonnello Parillo: «Profili di elevato livello»
VIBO VALENTIA Cambia la squadra investigativa dei Carabinieri di Vibo Valentia. Sono stati ufficialmente presentati questa mattina i nuovi ufficiali che affiancheranno il comandante provinciale, colonello Antonio Parillo, nelle attività dell’Arma in stazioni e ruoli strategici: alla guida del Reparto Operativo arriva il tenente colonnello Gennaro Cascone, che subentra al predecessore Simone Puglisi, mentre il capitano Giuseppe Colella assume l’incarico di comandante della Compagnia di Vibo Valentia al posto del maggiore Manuel Grasso. Infine, il capitano Simone Di Monaco guiderà per i prossimi anni la Compagnia di Tropea al posto del capitano Emanuele Palombi.

«Ufficiali di elevatissimo livello»
Si tratta di «ufficiali di elevatissimo livello», ha evidenziato Parillo nel presentare il curriculum dei nuovi ufficiali. Per il colonnello Cascone si tratta di un ritorno in Calabria dopo un’esperienza a Reggio Calabria, prima di assumere incarichi al Nucleo investigativo di Trapani e al Comando generale. A lui sarà affidato il comando del Reparto Operativo: «L’obiettivo resta sicuramente il contrasto alla criminalità organizzata, ma terremo alta l’attenzione anche verso gli enti locali, come questa terra purtroppo richiede» ha affermato Cascone esordendo nella sua nuova veste.
Due “rientri” in Calabria
Proviene, invece, da Agropoli il capitano Giuseppe Colella, alla guida della Compagnia di Vibo. Un incarico che «assumo con orgoglio» ha detto durante l’incontro con i giornalisti. Anche per lui, calabrese di origine, si tratta di un ritorno in Calabria: «Torno in una regione che mi appartiene dal punto di vista familiare, anche se non l’ho mai conosciuta professionalmente. Quindi ringrazio l’Arma per avermi dato questa possibilità assolutamente stimolante». Il capitano arriva dopo l’esperienza in Campania: «Ogni territorio ha le sue peculiarità, la sua storia, le sue realtà che sono diverse e vanno approfondite. Ma, soprattutto, vanno adeguati gli strumenti per combattere le varie sfaccettature che ogni territorio offre». L’incarico del nuovo comandante sarà all’insegna non solo della repressione, ma anche della prevenzione, un aspetto su cui l’Arma punta molto: «La cultura della legalità si porta avanti non soltanto attraverso una chiave repressiva, ma anche tramite incontri in quelli che sono i luoghi di aggregazione. Un esempio sono le truffe agli anziani: bisogna incontrare gli anziani nelle Parrocchie, nelle chiese, incontrare anche i giovani nelle scuole per portare avanti campagne di sensibilizzazione. Anche contro la violenza di genere faremo una campagna informativa per consentire a tutti di sapere quelli che sono gli strumenti e le possibilità che lo Stato ci offre, sempre pronto ad aiutare il cittadino. Noi siamo qui per questo».
Da Tropea a Monte Poro
Un ampio e complesso territorio che comprende anche Tropea, località ricca soprattutto d’estate e per questo spesso mira della criminalità. A guidare la Compagnia sarà il capitano Simone Di Monaco, che proviene da esperienze di rilievo come la guida della sezione Eppo dei Carabinieri di Bologna. «In questi giorni ho avuto l’opportunità di osservare tutto il territorio di competenza. Vigileremo su tutto, da Tropea a Monte Poro, in modo da garantire ai cittadini la nostra costante presenza e garantire legalità in tutti gli ambiti». Con un occhio particolare ai reati ambientali: «Si tratta di un lavoro già iniziato con il mio predecessore. Noi continueremo sicuramente a lavorare la nostra attività di monitoraggio e controllo».

Dagli scarichi abusivi alle infiltrazioni nell’industria boschiva
A tracciare la rotta è il comandante provinciale, sulla scia delle indagini e delle attività di controllo portate avanti negli ultimi mesi dall’Arma: «Sarà il territorio a dettare la linea della nostra azione» ha affermato Parillo. «Sicuramente continueremo quanto abbiamo fatto nell’ultimo semestre, con il contrasto alle infiltrazioni della criminalità organizzata nell’economia legale anche sul fronte rivierasco. Adesso ci sposteremo verso l’entroterra, nel Monte Poro, per verificare se c’è qualcuno che ha percepito contributi senza averne diritto». I controlli andranno avanti anche nelle Serre, «con riferimento all’industria boschiva, perché ritengo inverosimile che qualche mafioso di lungo corso non abbia provato ad addentrarsi in quel settore». Proseguiranno anche i controlli lungo la Costa degli dei contro gli scarichi abusivi. Un’attività a 360° con un organico rinnovato: «C’è grande attenzione verso la Calabria e questo territorio» afferma ancora Parillo. «Chi arriva porta con se un bagaglio di conoscenze ed esperienze di rilievo. A loro ho consigliato di prendere innanzitutto le misure e conoscere il territorio, cosa che stanno già facendo». (m.russo@corrierecal.it)
Il Corriere della Calabria è anche su WhatsApp. Basta cliccare qui per iscriverti al canale ed essere sempre aggiornato
