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l’intervista

«Auspico una gestione più condivisa di Forza Italia. E il centrodestra guardi più a Calenda che a Vannacci»

Il presidente della Regione Occhiuto a ”Start”: «In Fi il tema non è la leadership, ma recuperare smalto. E cambiare anche nella comunicazione»

Pubblicato il: 01/10/2026 – 10:18
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LAMEZIA TERME «Mi auguro che ci sia una gestione più condivisa di Forza Italia, per innovare il partito e farlo come l’aveva immaginato Berlusconi». Lo ha detto il presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, vicesegretario di Forza Italia, ospite di “Start” di Sky Tg24.

Forza Italia

«Ho ancora 4 anni per governare la Calabria e dimostrare che anche in una regione complicata come la Calabria si possono fare riforme, e se si possono fare in Calabria perché non farle anche nel Paese», ha spiegato Occhiuto. «Pertanto – ha aggiunto Occhiuto – io non ho un problema di leadership o di attività futura, Forse proprio per questo alcune cose le posso dire con più libertà. Vorrei essere da stimolo a tutti, a cominciare da Tajani, al quale tutti quanti riconosciamo il merito di aver fatto sopravvivere Forza Italia quando nessuno credeva fosse possibile. Quindi Tajani ha avuto un grandissimo merito, però ricordo che tutti noi — Tajani, io e gli altri dirigenti di Forza Italia — ci ponevamo il tema di una Forza Italia che dovesse superare il 20%, arrivare al 20%. Così non è. Evidentemente un po’ di smalto l’abbiamo perso, evidentemente non siamo più capaci di battaglie liberali, di proporre riforme che non siano scritte sotto dettatura delle corporazioni, non siamo capaci di essere quella grande innovazione che Berlusconi pensò per Forza Italia. Il mio vuole essere semplicemente uno stimolo: io mi auguro ci possa essere una gestione più condivisa del partito con tutti quelli che vogliono innovare questo partito, farlo diventare davvero quello che Berlusconi ha pensato dovesse essere Forza Italia. E poi – ha proseguito il presidente della Regione Calabria – non ci sono le condizioni di un cambio della leadership. Il tema non è sfiduciare la leadership, perché, come dicevo, Tajani ha svolto un ruolo importante. Poi Forza Italia porta nel suo simbolo il nome di Berlusconi, per cui è un partito dove è difficile trovare dei leader che anche lontanamente somiglino a Berlusconi. Quindi forse è più utile trovare 4-5 persone che insieme si mettono a lavorare per applicare il metodo di Berlusconi. Quanto al congresso non è compito mio stabilire quando si farà, lo deciderà Tajani con la segreteria, vedremo. Sul futuro io non sono sicuro, non escludo la possibilità di impegnarmi sempre di più nel partito, ma credo che non sia urgente, né per me né per il partito. È più urgente invece che il partito ritrovi quello smalto che forse negli ultimi tempi ha un po’ perduto». E poi: «Vorrei – ha rimarcato Occhiuto – che ci fosse maggiore attenzione verso tanti governatori. Ci sono tanti governatori in Italia di Forza Italia che stanno facendo ottime cose, ci sono parlamentari che si stanno segnalando in Parlamento per iniziative che potrebbero essere davvero bandiere di Forza Italia. Forse sarebbe utile far questo e sarebbe utile anche comunicarle in maniera diversa. Ormai la comunicazione non si fa più solo con le interviste in Tv. Quando Berlusconi cominciò, sostituì le tribune politiche con i talk televisivi; oggi probabilmente anche la televisione deve essere parzialmente sostituita da altre forme di comunicazione».

L’apertura ai riformisti

Da Occhiuto poi una riflessione politica più generale partendo dal “Decreto Scuola” sul tetto degli studenti stranieri. «In alcune realtà circoscritte del Paese c’è un problema con classi in cui non si parla l’italiano e quindi c’è la necessità di intervenire, non so se c’era l’urgenza. La mia preoccupazione è che molte di queste iniziative, pure legittime, nascano per non lasciare scoperto il fronte destro a favore di Vannacci, invece secondo me il centrodestra ha bisogno di non inseguire il populismo ma di presidiare la parte riformista, che non è più rappresentata dal centrosinistra. Io – ha rimarcato Occhiuto – guarderei più a Calenda o Marattin e a tutti quelli che nel centrosinistra hanno sperimentato l’impossibilità di produrre un pensiero riformista e liberale. Forse questo estenderebbe il campo della coalizione di centrodestra e restringerebbe il cosiddetto campo largo». Sul tema dei diritti civili – ha poi sostenuto Occhiuto – «non c’è una posizione minoritaria nel centrodestra, c’è un comune sentire ma a volte sembra che ci sia un complesso, come se nel centrodestra ci fosse difficoltà a parlare di certe diritti e di libertà sessuale, e invece i giovani guardano a questi temi. A volte – ha ribadito il governatore calabrese – il centrodestra appare ingiallito, c’è molta timidezza a presentarsi come una coalizione attenta a certi temi. È un peccato, perché chi fondò il centrodestra, Silvio Berlusconi, sui diritti civili ha sempre avuto una posizione molto aperta, molto libera, lasciando ai propri parlamentari la libertà di scelta anche quando in Parlamento si dovevano affrontare temi spinosi che riguardavano le libertà individuali.».

«Sul fine vita occorre una legge»

A una domanda sulla maternità surrogata Occhiuto ha spiegato come «la maternità o la paternità non è un diritto dell’uomo e della donna che possa essere prevalente rispetto al diritto del nascituro, del bambino. Certo è che i bambini non possono pagare lo scontro ideologico degli adulti. Nel mio libro mi pongo, per esempio, la questione dei bambini che vivono nelle coppie omogenitoriali. Cosa facciamo? Li ignoriamo? Non diamo loro gli stessi diritti? Facciamo pagare ai bambini uno scontro ideologico tra gli adulti? E’ sempre il bambino a dover essere al centro dell’interesse delle istituzioni e del Parlamento», ha spiegato Occhiuto. Sul fine vita per Occhiuto «una legge occorre, lo dice la Corte costituzionale. Assegnare a ciascuna Regione il compito di fare una legge produrrebbe una “legislazione Arlecchino”. Sarebbe preferibile che il Parlamento si assumesse la responsabilità di legiferare allo stesso modo per tutta Italia. Mi auguro che all’inizio della prossima legislatura si possa fare e che una legge del genere sia nel programma del centrodestra per le prossime elezioni».

La legge elettorale

«Mi auguro che la legislatura vada fino in fondo. Un anno di legislatura è importante per il centrodestra perché può continuare a creare delle bandiere, che siano riconoscibili per i cittadini. L’abolizione del bollo auto, che anche io chiedevo nei mesi passati, è una prima bandiera e mi auguro che in legge di Bilancio venga fatta per tutti», ha poi affermato Occhiuto a “Start su SkyTg 24. «Questa legge elettorale – ha poi osservato – è coraggiosa, dimostra di non aver paura dei populismi, mi auguro che sia così anche quando si dovranno fare le alleanze. Questa legge elettorale – ha spiegato Occhiuto – dà cittadinanza politica, com’è giusto che sia, anche a Vannacci in Parlamento. Se rimanesse la vecchia legge, dal momento che Vannacci presumibilmente non sarebbe in condizione di vincere nemmeno un collegio uninominale non avrebbe nemmeno un seggio, nemmeno nel proporzionale». (a. cant.)

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