Casa di Montecarlo, chiesta la prescrizione delle accuse per Fini
La richiesta del sostituto procuratore generale della Corte d’appello di Roma
ROMA Non doversi procedere per intervenuta prescrizione. Questa la richiesta del sostituto procuratore generale della corte d’appello di Roma nel processo sulla casa di Montecarlo, che vede imputati, l’ex presidente della Camera Gianfranco Fini, la compagna Elisabetta Tulliani, il fratello di questa, Giancarlo; ed il padre Sergio Tulliani. “La sentenza di primo grado è condivisibile mentre non condivido le censure proposte con gli atti di appello proposti dai difensori degli imputati – ha detto il sostituto procuratore generale Roberto Felici nel corso del suo intervento – si prenda atto dell’intervenuta prescrizione per i reati contestati”. I difensori di Fini, gli avvocati Michele Sarno e Francesco Caroleo Grimaldi, hanno sollecitato l’assoluzione perché il fatto non sussiste e in via subordinata di dichiarare la prescrizione. La questione della casa di Montecarlo – si ricorda – portò all’addio dalla scena politica dell’ex presidente di Alleanza Nazionale e fondatore di Futuro e Libertà Al centro della vicenda giudiziaria c’è la vendita di un appartamento nel Principato di Monaco, lasciata in eredità dalla contessa Annamaria Colleoni ad Alleanza Nazionale. L’abitazione – secondo le accuse – sarebbe stata acquistata poi da Giancarlo Tulliani attraverso società off-shore.
