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L’ennesima occasione mancata

Centrosinistra ancora in cerca d’autore

L’unità ritrovata non si traduce in consenso, per cambiare rotta servirà molto più di una coalizione larga

Pubblicato il: 01/10/2026 – 10:29
di Clemente Angotti
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Largo, o larghissimo che dir si voglia, il campo progressista, anche nelle suppletive di Reggio Calabria-Locri, che pure erano state presentate per il centrosinistra come un’opportunità per cambiare passo, rimane ancora al palo. Nulla da dire sul candidato unitario Frank Benedetto, stimato cardiologo e manager sanitario, non nuovo alla politica, che ha fatto la sua parte fino in fondo, al netto di più o meno palesi disimpegni (Irto docet). Resta il fatto, però, che il risultato finale, con la vittoria già scritta del forzista Fabio Roscioli (51%), è davvero magro per il centrosinistra e non induce all’ottimismo: fatta eccezione, forse, solo per lo spirito unitario che ha animato le forze della coalizione e per la tutto sommato buona performance conseguita negli altri principali centri della provincia interessati al voto.
Niente di nuovo sotto il sole, verrebbe da dire, per chi – il campo progressista – suo malgrado, sembra ormai avvezzo ad archiviare, a queste latitudini, risultati da dimenticare. Anzi, dopo avere incassato, in sede locale, le recenti sconfitte prima in occasione del referendum sulla riforma della giustizia dello scorso febbraio (unica o quasi porzione d’Italia dove il Sì, in controtendenza nazionale e regionale, ha superato il 50%) e poi alle comunali reggine con il risultato extralarge del 65% al primo turno per il neo sindaco Francesco Cannizzaro, il fronte progressista è costretto a fare i conti adesso con una nuova, anche se scontata, debacle in una terra che, per altri versi, conferma la propria fedeltà al centrodestra a trazione azzurra. E che dire poi, qui in riva allo Stretto, dove i votanti sono stati poco più di uno su cinque, del paragone con la lontana Sassonia-Anhalt, che con la porzione più estrema della Calabria ha davvero poco in comune, evocato abbastanza a sproposito dall’ex generale Roberto Vannacci. L’ex militare, divenuto leader di Futuro nazionale, che pure porta a casa un risultato non trascurabile dopo avere clamorosamente riaperto, in piena estate, soffiando a Forza Italia il suo capogruppo regionale Domenico Giannetta (per lui quasi l’11% dei consensi), una pratica politica che sembrava già definita in partenza, può comunque dirsi soddisfatto, sebbene al netto della sconfessione di sondaggi e proclami della vigilia che gli accreditavano una percentuale maggiore di consensi.
Ora, se è vero che la scommessa, non senza fibrillazioni e timori (prova ne sia il clima liberatorio respirato dai vincitori e documentato dal video diffuso dallo staff comunicazione del governatore calabrese a distanza di qualche ora soltanto dalla chiusura dei seggi), l’hanno certamente vinta Francesco Cannizzaro, il sindaco dei record elettorali, e Roberto Occhiuto, il presidente della Regione che non perde mai di vista la propria proiezione nazionale, è giocoforza sul centrosinistra, questa volta in versione campo larghissimo, che si concentrano le attenzioni di quanti si sforzano di leggere e interrogarsi sulle tendenze di quello che potrebbe essere lo scenario politico futuro, tanto dalle parti della Cittadella regionale di Catanzaro, quanto di quello nazionale, a pochi mesi in fondo dalle elezioni politiche del 2027. A uscirne con le ossa rotte all’indomani delle suppletive di fine settembre rimane, tuttavia, sempre e comunque il fronte progressista che, oltre a perdere malamente, anche in questa circostanza ha pure steccato l’occasione di assestare quel tiro mancino ai danni del centrodestra meloniano che qualcuno aveva vaticinato prima dell’apertura delle urne, proprio in virtù dell’entrata in gioco di Giannetta nelle fila di Fn, in netta contrapposizione con la coalizione d’origine. Sarà interessante scoprire, adesso, le mosse di un centrosinistra ancora in cerca di autore. (redazione@corrierecal.it)

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