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Forza Italia divisa in due, l’ala berlusconiana che lancia Occhiuto. Zangrillo: «Roberto è già una guida»

La convention romana del governatore e leader di Fi vista dai giornali nazionali. Il gelo dell’area vicina a Tajani. Mangialavori smentisce il passaggio con Vannacci

Pubblicato il: 01/10/2026 – 12:30
di Antonio Cantisani
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LAMEZIA TERME E’ il tema del giorno o almeno uno dei temi del giorno, sui principali quotidiani nazionali. La presentazione del libro “Il Coraggio di governare” di Roberto Occhiuto in Galleria Sordi a Roma occupa le pagine delle cronache politiche dei quotidiani suscitando letture e interpretazioni disparate e anche diverse ma anche una lettura univoca su un punto: la convention alla fine si è trasformata in una sorta di “congresso” che ha reso plastica la divaricazione esistente all’interno di Forza Italia. Da un l’alto l’ala berlusconiana, quella che fa riferimento ai figli del Cavaliere, Marina (anzitutto) e Piersilvio e che ha in Occhiuto l’alfiere e quasi il “custode” del liberalismo e del riformismo degli albori di Forza Italia, e l’ala che invece fa riferimento al segretario nazionale del partito, il vicepremier Antonio Tajani, finito nel mirino dell’altra anima che vorrebbe una Fi più smart e meno paludata. Il dualismo che nei mesi scorsi si era già manifestato con alcune scelte chiaramente subìte da Tajani, come l’avvicendamento dei capigruppo al Parlamento, ora sembra un dato politico ormai acclarato, leggendo i quotidiani nazionali.

Gli endorsement per Occhiuto

Occhiuto continua – in modo chiaramente strategico – a tenere il tema della leadership ancora fuori dalla discussione ma è evidente che in una proiezione futura il suo è un nome forte per la guida di Forza Italia. I suoi “must” liberali, condensati anche nel libro, rappresentano sicuramente un punto di aggancio sicuro con Arcore, e certo stanno aggregando sempre più l’area berlusconiana, al punto che – uno dei big più ascoltati dai Berlusconi, e uno dei più strenui sostenitori della necessità di un rinnovamento, il ministro Paolo Zangrillo, in prima fila ieri in Galleria Sordi, alla domanda se il governatore calabrese possa guidare Forza Italia – riporta a esempio “Repubblica” – «risponde lapidario: “Lui è già una guida”» («di certo lo è della fronda interna», chiosa “Repubblica”). Eloquente, comunque, Zangrillo, soprattutto a leggerlo insieme al tweet di un altro ministro, Elisabetta Casellati, che scrive: «La storia politica e personale di Occhiuto è un punto di riferimento per Forza Italia», . E a leggerlo insieme a un’agenzia Ansa su Francesca Pascale, già compagna di Berlusconi, pronta a rifarsi la tessera di Forza Italia – dice – «se Occhiuto diventa il leader». Per non parlare delle presenze alla presentazione del libro, con tanti nomi di “peso” sul posto, non necessariamente di partito (come Luigi Bisignani). Insomma, il quadro che emerge dai giornali è quella di una Forza Italia ormai divisa quantomeno in due, se è vero che dall’ala Tajani arrivano parole sostanzialmente gelide (cioè negative) sulla convention di Occhiuto: «Nessun commento», dicono – riporta “Il Giornale” – l’ex capogruppo azzurro al Senato Maurizio Gasparri e il portavoce del partito Raffaele Nevi, che aggiunge piccato «Non facciamo dibattiti sui giornali, ne parleremo dentro Forza Italia».

La smentita di Mangiavalori

Il clima dunque è un po’ teso, dentro Fi. Come scrive “Il Fatto Quotidiano”, che parla di alcuni parlamentari azzurri – tra cui Giuseppe Mangialavori, presidente della Commissione Bilancio della Camera – pronti a lasciare il partito per andare con Fn di Roberto Vannacci. Mangialavori smentisce seccamente – «Sono tutte cazzate, sono troppo democristiano e troppo garbato» per l’ex generale, «resto nel partito che mi ha dato l’opportunità di ricoprire ruolo importanti» – anche se – prosegue “Il Fatto” – ammette che «non va tutto bene e nasconderlo sarebbe ipocrita». Appunto. (redazione@corrierecal.it)

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