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Occhiuto lancia la ricetta liberal-riformista per la Calabria e per Fi. «Non sono l’anti-Tajani ma serve più modernità» – FOTO

Il presidente della Regione e leader azzurro presenta a Roma il suo libro “Il coraggio di governare”. Tanti i big di Forza Italia e del centrodestra nel parterre

Pubblicato il: 30/09/2026 – 16:15
di Mariateresa Ripolo
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ROMA I nodi più caldi dell’agenda politica nazionale, le battaglie amministrative in un territorio complesso come la Calabria e un vivido spaccato di vita vissuta. C’è tutto questo al centro de “Il coraggio di governare. Idee liberali, la forza di realizzarle”, il volume firmato dal presidente della Regione Calabria e vicesegretario di Forza Italia, Roberto Occhiuto, edito da Piemme. La cornice della Galleria Alberto Sordi in Piazza Colonna a Roma ha fatto da sfondo al dibattito con il giornalista David Parenzo, in un incontro gremito che ha visto tra le prime file la presenza di volti di spicco del centrodestra come Elisabetta Casellati, Paolo Zangrillo, Mara Carfagna, Francesco Paolo Sisto, Stefania Craxi, Giorgio Mulè, Francesca Pascale. Diversi i deputati in platea, compreso il neo eletto Fabio Roscioli.
Un’opera che parte dal vissuto personale – con un’uscita in libreria arrivata proprio nella data in cui Silvio Berlusconi avrebbe compiuto 90 anni – per tracciare il bilancio di una vita politica e umana.
L’evento si è trasformato in un’occasione di confronto diretto sul futuro del Paese e del partito.
«Non è un libro autobiografico, ma l’analisi su un metodo di governo che ha funzionato in un territorio complesso come quello della Calabria», ha puntualizzato il governatore, entrando subito nel merito delle sfide burocratiche e amministrative italiane. «Se si avesse il coraggio di fare le riforme pensando a chi deve fruire delle risorse, forse funzionerebbero meglio: non mi riferisco soltanto ai tassisti, ma anche alla sanità». Ampio spazio è stato dedicato all’identità e all’evoluzione di Forza Italia, della cui storia il governatore rivendica la pluralità: «La storia del centrodestra è una storia in cui più sensibilità hanno avuto la possibilità di convivere insieme».


I passaggi più incisivi del confronto hanno toccato il ruolo attuale della formazione azzurra. Pur riconoscendo la guida del segretario Antonio Tajani, Occhiuto non ha risparmiato riflessioni critiche sul corso del partito, sollecitando un’accelerazione e un cambio di passo decisivo.
«Va dato merito ad Antonio Tajani per aver fatto sopravvivere Forza Italia, ma il partito deve tornare a essere ciò per cui era nato. L’impressione è che siamo stati un po’ con le braccia conserte e che Forza Italia stia semplicemente sopravvivendo», ha affermato l’autore, indicando la necessità di recuperare la spinta propulsiva delle origini. «Il tema non è la leadership, purché ci sia un cambio di passo e un modo di comunicare moderno. Il modo migliore per onorare lo spirito di Berlusconi è riuscire a comunicare come avrebbe fatto lui».
Nessuna contrapposizione frontale, assicura il governatore, ma la richiesta chiara di una forza politica più coraggiosa sulle battaglie di civiltà: «Sono il vice di Tajani, non l’anti-Tajani. Forza Italia non ha bisogno di un leader che si atteggi a imitare Berlusconi, perché sarebbe una macchietta, ma di qualcuno che riesca ad adottare il suo metodo, la sua capacità di recupero e che sappia aprirsi maggiormente ai temi della modernità, a partire dai diritti civili».
Infine, sollecitato sul panorama politico e sull’avanzata delle correnti populiste, Occhiuto ha espresso un giudizio netto sulle dinamiche interne alla coalizione e sulla figura del generale Roberto Vannacci: «Si sgonfierà, non ha la struttura del leader. Se facciamo trascorrere quest’anno in maniera produttiva per il centrodestra, Vannacci non sarà un pericolo. I populismi non sono capaci di proporre soluzioni concrete ai problemi degli italiani». (redazione@corrierecal.it)

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