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la seconda giornata

Agricoltura, la sfida dell’innovazione passa dalla ricerca: agronomi in prima linea

All’Academy Olivo in Campo il confronto con i big internazionali del settore. La Spagna punta a 1,7 milioni di tonnellate. Taccone: «Puntare su meccanizzazione e mercati di nicchia»

Pubblicato il: 02/10/2026 – 17:22
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Un’agricoltura al passo con i tempi del mercato, con i ritmi produttivi, con le emergenze fitosanitarie e con i cambiamenti climatici ha bisogno della ricerca scientifica e le imprese agricole devono essere professionalmente accompagnate. È una delle evidenze emerse nell’ambito delle riflessioni sviluppate durante Academy in Campo, l’iniziativa promossa dall’Informatore Agrario in collaborazione con Regione Calabria ed Arsac. «Il nostro ruolo sta crescendo in maniera significativa – dice Alessandro Guagliardi, presidente dell’Ordine dei dottori Agronomi e Forestali della Calabria – gli imprenditori si stanno sempre di più rendendo conto dell’importanza di avere a disposizione per l’azienda un dottore agronomo o forestale. Il mondo della produzione corre veloce, tecnologia ed innovazione impongono cambiamenti e scelte e noi, come figura professionale, siamo l’anello di congiunzione tra la ricerca scientifica e le imprese». Un ruolo, quello degli agronomi, chiamato in causa anche e soprattutto dai cambiamenti climatici. «Le conseguenze sono sotto gli occhi di tutti, il clima e conseguentemente i ritmi produttivi sono mutati. Persino l’olivo, pianta tradizionalmente forte, resistente, certo non impaurita dalla poca disponibilità di acqua, si trova oggi di fronte ad una situazione nuova, più intensa, più complicata. Ecco perché l’agronomo è essenziale: oggi all’interno di un’azienda è necessario sviluppare un progetto di coltivazione, nutrizione, raccolta e trasformazione».
Negli ultimi anni tutte le statistiche indicano un ritorno alla terra ed un crescente interesse verso il lavoro agricolo scelto non come “hobby” ma come progetto di vita e professionale. «In Calabria – sottolinea Guagliardi – l’albo professionale dei dottori agronomi e forestali conta su 1.200 iscrizioni, registriamo una lieve crescita e la tendenza è senz’altro positiva. Vorrei anche sottolineare come la nostra regione possa contare su un Dipartimento di Agraria a Reggio Calabria, anche lì registriamo una crescita di iscritti e questo non può che farci sperare, conseguentemente, in una nuova generazione di agronomi che potranno di certo dare all’agricoltura calabrese un contributo determinante. Ciò che occorre veramente è che tutti noi si comprenda di essere parte di un sistema chiamato, complessivamente, a fronteggiare le sfide della modernità». (redazione@corrierecal.it)

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