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LA RELAZIONE

Comuni in crisi finanziaria, quasi l’80% dei dissesti è tra Calabria, Sicilia e Campania: 59 casi nella regione

In Calabria 98 procedure ancora attive e una massa passiva da 934 milioni. Nel primo semestre 2025 chiuso il riequilibrio di Lamezia e sei dissesti, tra cui Nocera Terinese

Pubblicato il: 02/10/2026 – 11:51
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LAMEZIA TERME Quasi otto dissesti comunali su dieci ancora aperti in Italia si concentrano in Sicilia, Calabria e Campania. È una geografia della crisi finanziaria degli enti locali fortemente sbilanciata verso il Mezzogiorno quella descritta dalla Corte dei conti nella Relazione al Parlamento sui Comuni in situazione di crisi finanziaria, aggiornata al primo semestre del 2025. Alla fine del 2024 in Italia risultavano attive 487 procedure, tra 227 dissesti e 260 riequilibri finanziari, riferite a 485 Comuni. Soltanto Sicilia, Calabria e Campania contavano complessivamente 181 dei 227 dissesti attivi, poco meno dell’80% del totale nazionale.

In Calabria 98 Comuni ancora in crisi

Il dato calabrese restituisce la dimensione del fenomeno. Al 31 dicembre 2024 erano ancora attive nella regione 98 procedure, tutte riferite ad altrettanti Comuni: 59 dissesti e 39 procedure di riequilibrio, delle quali 14 già in gestione e 25 ancora in istruttoria. A queste si aggiungono i percorsi specifici legati ai Patti sottoscritti da Reggio Calabria e Vibo Valentia. In termini territoriali significa che le procedure interessavano il 24,3% dei 404 Comuni calabresi, praticamente un ente su quattro. La massa passiva collegata alle procedure attive viene quantificata dalla Corte in circa 934 milioni di euro, dato che non comprende Reggio Calabria e Vibo Valentia proprio per la presenza dei rispettivi Patti. Il quadro diventa ancora più significativo se si allarga lo sguardo alle procedure avviate nel tempo. In Calabria, al 31 dicembre 2024, ne risultavano attivate complessivamente 335: 217 dichiarazioni di dissesto e 118 richieste di riequilibrio finanziario. Il dato comprende anche i Comuni entrati più volte in crisi nel corso degli anni.

Altri 15 casi nel solo 2024

La tendenza non sembra essersi arrestata. Nel corso del 2024 in Calabria sono state aperte 15 nuove procedure, nove dissesti e sei riequilibri. Nello stesso periodo se ne sono concluse soltanto tre: i dissesti di San Calogero e Taurianova e il riequilibrio di Scalea. Lo stock delle situazioni di crisi è quindi ulteriormente aumentato. Nel primo semestre del 2025 il quadro ha registrato una nuova movimentazione: sono stati chiusi sei dissesti – Belcastro, Caulonia, Cirò Marina, Dinami, Nocera Terinese e San Lorenzo del Vallo – oltre alla procedura di riequilibrio di Lamezia Terme. Nello stesso periodo, però, sono state attivate altre sei procedure, tre dissesti e tre riequilibri.

Il peso di Calabria, Sicilia e Campania

La concentrazione meridionale emerge anche considerando l’intera storia delle procedure. A livello nazionale, fino alla fine del 2024, la Corte censisce 1.383 procedure attivate, di cui 795 dissesti e 588 riequilibri. Ben 880 ricadono tra Sicilia, Calabria e Campania: il 63,6% del totale nazionale. In Sicilia risultavano attive 111 procedure, mentre in Campania erano 99. In Calabria erano 98. Numeri che collocano stabilmente le tre regioni al centro della crisi finanziaria degli enti locali italiani. La stessa Corte, soffermandosi sulla Calabria, sottolinea la predominanza dei dissesti rispetto ai riequilibri e osserva come proprio nella regione lo strumento del riequilibrio abbia mostrato «limiti profondi» nel perseguire il risanamento finanziario. (Gi.Cu.)

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