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tra ricambio e mobilità

La Calabria perde medici e fatica a sostituirli

È la fotografia che emerge dallo studio decennale realizzato dal Centro Studi Anaao Assomed. Proposto un piano in dieci punti

Pubblicato il: 03/10/2026 – 16:30
di Fabio Benincasa
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COSENZA Il Servizio sanitario nazionale perde medici e fatica a rimpiazzarli. È questa la fotografia che emerge dallo studio decennale realizzato dal Centro Studi Anaao Assomed, che ha analizzato le dinamiche demografiche della dirigenza medica ospedaliera dal 2015 al 2025, regione per regione e con un’analisi distinta per genere. Assunzioni, pensionamenti e dimissioni volontarie raccontano un sistema alle prese con un progressivo ricambio generazionale, ma anche con una crescente mobilità dei professionisti. Un fenomeno che, secondo Anaao Assomed, rischia di indebolire la capacità del SSN di garantire servizi omogenei sul territorio.
Tra gli elementi analizzati c’è anche il ricorso al cosiddetto Decreto Calabria, introdotto per fronteggiare la carenza di medici consentendo, in determinate condizioni, l’accesso alla dirigenza medica anche a specializzandi. Dal 2019 alla fine del 2025, secondo lo studio, sono quasi 10 mila i medici entrati nel SSN attraverso il ricorso al provvedimento di emergenza, che negli anni è diventato uno dei principali strumenti di reclutamento della dirigenza medica. Nel 2025 la quota degli assunti, secondo la stima dello studio, rappresenta fino al 43% delle assunzioni a tempo determinato a livello nazionale.

La Calabria perde medici

E’ il quadro regionale, tuttavia, a mostrare le difficoltà del sistema. In Calabria il numero dei medici in servizio è passato dai 3.734 del 2015 ai 3.264 del 2024, con una diminuzione del 12,6%. Anche l’andamento dell’età media mostra una situazione differenziata tra uomini e donne. Tra le donne l’età media è scesa da 52,9 a 52 anni, con una riduzione di 0,9 anni. Tra gli uomini, invece, è salita da 55 a 56,9 anni. Quest’ultimo dato rappresenta, secondo lo studio, il valore più elevato registrato in Italia. Il ricambio del personale procede quindi a velocità differenti. Le assunzioni a tempo indeterminato, dopo aver raggiunto due picchi nel 2018 e nel 2023, rispettivamente con 332 e 335 nuovi ingressi, sono scese a 216 nel 2024 e a 131 nel 2025. Parallelamente è cresciuto il ricorso ai contratti a tempo determinato. In Calabria erano 388 le assunzioni di questo tipo nel 2015; il numero ha raggiunto il suo massimo nel 2024, con 404 ingressi. I dati 2025 – precisa il Centro Studi – sono da considerarsi provvisori e in via di consolidamento.

Pensionamenti in aumento

Sul fronte delle uscite, il peso dei pensionamenti è aumentato sensibilmente nel corso del decennio. Nel 2015 i pensionamenti erano stati 114, pari al 3,1% dei medici in servizio. Nel 2023 si è raggiunto il picco, con 241 pensionamenti, pari al 7,1%. Nel 2024 le uscite sono state 190, pari al 5,8%, mentre nel 2025 il numero è sceso a 161. Ancora più significativa appare la dinamica delle dimissioni volontarie. Nel 2015 erano state appena 14, pari allo 0,4% dei medici in servizio. Nel 2021 avevano raggiunto il 3%, con 106 uscite, per poi ridursi all’1,3% nel 2024, quando i medici dimissionari erano stati 42. Nel 2025, però, il fenomeno ha registrato una nuova e marcata accelerazione: le dimissioni volontarie sono arrivate a 155, quasi quattro volte il dato dell’anno precedente. Nel complesso, il trend regionale della quota di dimissioni volontarie nel decennio registra un incremento di 0,9 punti percentuali.

Il saldo peggiore

Le poche assunzioni a tempo indeterminato e il numero elevato di uscite rende particolarmente critico il dato del 2025. La fotografia calabrese si inserisce in un quadro nazionale nel quale, secondo Anaao Assomed, la difficoltà non riguarda soltanto il numero dei medici disponibili, ma anche la capacità del Sistema sanitario nazionale di trattenere i professionisti e di rendere il lavoro ospedaliero sufficientemente attrattivo. Per anni, sottolinea il sindacato, il problema è stato quello del cosiddetto “imbuto formativo”: migliaia di laureati in medicina non riuscivano ad accedere a un percorso di specializzazione per la disponibilità insufficiente di borse rispetto al fabbisogno del sistema. L’aumento delle borse di specializzazione ha contribuito a ridurre questa criticità, ma per Anaao Assomed non è sufficiente a risolvere il problema del personale ospedaliero. A incidere sulla scelta dei giovani professionisti ci sarebbero anche le condizioni economiche e lavorative offerte dagli altri Paesi europei, descritti nello studio come sempre più competitivi sul piano delle retribuzioni, dei benefit e del welfare. Una situazione che rimarca spesso anche il presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto.

Le proposte, un piano in dieci punti

Per affrontare la crisi del personale medico ospedaliero, Anaao Assomed propone al Governo, al Parlamento e alle Regioni un piano straordinario articolato in dieci punti. Tra le richieste figura la stabilizzazione del modello previsto dal Decreto Calabria, trasformando la formazione specialistica in un contratto di formazione-lavoro. Il sindacato chiede inoltre il superamento del tetto di spesa per il personale e retribuzioni più competitive, attraverso la detassazione del salario accessorio, il rafforzamento dell’indennità di specificità e il rinnovo tempestivo dei contratti.
Sul piano professionale, Anaao propone una riforma della responsabilità sanitaria, con la limitazione della punibilità penale ai casi di dolo e colpa grave, e interventi per contrastare le aggressioni nei pronto soccorso e garantire maggiore sicurezza negli ospedali. Tra gli altri punti figurano la tutela dei riposi e della genitorialità, il rafforzamento del welfare, incentivi economici e di carriera per le sedi disagiate e per il Mezzogiorno, un osservatorio nazionale permanente sulle dimissioni dei medici e una riforma della professione. L’ultimo capitolo riguarda la sicurezza sul lavoro, intesa non soltanto come prevenzione degli infortuni, ma anche come sostenibilità psicofisica, stabilità contrattuale e valorizzazione delle carriere. (f.beinncasa@corrierecal.it)

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